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Summit/1. Lorenzo Sassoli de Bianchi: "Io ho fiducia"

Ottimismo e fiducia si devono sposare a efficacia, innovazione, trasparenza, responsabilità: solo così potremo uscire dalla crisi. Questo il messaggio che il presidente dell'UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi, ha trasmesso alla platea dell'Auditorium di Roma nella sua relazione di apertura al Summit "Tutto cambia. Cambiamo tutto?", che oggi e domani riunisce gli stati generali della comunicazione italiana.

(Dal nostro inviato a Roma, Tommaso Ridolfi)."Dopo ogni inverno viene la primavera": così, citando Chancey il Giardiniere, protagonista del film 'Oltre il giardino', il presidente UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi (nella foto), ha aperto questa mattina a Roma il Summit "Tutto cambia. Cambiamo tutto?". Un intervento iniziato ammettendo le responsabilità, anche gravi, che le aziende hanno avuto nel creare la situazione di crisi, ma al tempo stesso all'insegna dell'ottimismo, nonostante tutto.

Sassoli ha dipinto infatti uno scenario in cui le aziende sono strette "Fra la piramide di carta costruita da alcuni incoscienti e la sfiducia dei consumatori", fra la stretta creditizia e la paura per l'ondata di disoccupazione che sta arrivando, e per le conseguenze che potrebbe avere sul piano sociale. E naturalmente "Anche la pubblicità arranca, con i primi 2 mesi di quest'anno a dir poco preoccupanti".

"Tutto ciò costituisce però una valida motivazione per andare avanti, non indugiare e passare all'azione. Ottimismo suona come una parola vuota, ma non c'è alternativa" ha proseguito Sassoli. Se tutto cambia come si può reagire? "Non con lo sconforto, l'afasia e la rassegnazione. La differenza può farla solo l'innovazione, quella vera, capace di farci entrare in quelli che gli esperti chiamano gli Oceani Blu".

Anche in questo caso, ammette il presidente degli utenti pubblicitari, le aziende non hanno brillato. E nel frattempo il consumatore si è spostato, andando a posizionarsi al centro dell'intero processo. "Abbiamo una sola scelta – ha affermato -: tornare ad affidare alla comunicazione reali vantaggi competitivi".

Il nostro è un paese effettivamente capace di abbracciare l'intero orizzonte del cambiamento? Secondo Sassoli la risposta è assolutamente affermativa, ed è nella nostra storia. Per esempio, ha ricordato, quando nell'ultimo dopoguerra, con la ricostruzione di un paese umiliato e stremato dalconflitto, siamo stati capaci di fare imprese eccezionali.

Come successe allora, anche questo è il momento per ricostruire insieme, è il messaggio di Sassoli: "Diamoci tutti una mano, con coraggio e fiducia anche nella comunicazione. Perché il consumatore non è più al suo posto? Dove è andato e dove sta andando? Come la comunicazione può essere una leva importante per riavviare l'economia?".

Le domande, come diceva Voltaire, sono spesso più importanti per giudicare le persone delle risposte. E prima di cominciare a navigare servono bussole e mappe, strumenti per orientarsi. "Una cosa è certa e provata: chi manterrà saldo il timone uscirà prima e meglio dalla tempesta". Allo stesso tempo, continuare a investire non basta, perché oggi la domanda è soprattutto quella di maggior efficacia. Come? Seguendo tre strade obbligate: quella già ricordata dell'innovazione, ma anche della trasparenza e della responsabilità.

La partnership con i mezzi e i professionisti

Sassoli de Bianchi si è quindi rivolto direttamente a tutti i comunicatori: agenzie e centri media - dalle quali ha detto di aspettarsi partnership, qualità e innovazione a prezzi accessibili -, mezzi e professionisti delle diverse discipline.

Alla televisione ha ricordato il ruolo fondamentale dei loro mezzi nell'intrattenere e nell'informare. Sua è la responsabilità di trainare il cambiamento, rinnovandosi, seguendo le metamorfosi di un consumatore che ha 300 canali su un telecomando, centinaia di scelte e pochi secondi per tradirle...

La stampa ha una grandissima funzione democratica, e non va dimenticato che il 30% della popolazione mondiale continua a formare le proprie opinioni continuando a leggere quotidiani e periodici. Certo, la metamorfosi e la contaminazione con la rete stanno avendo un peso rilevante, ma "Internet è il pane quotidiano di ogni buon editore, che è garante dell'informazione online ed è questo il suo valore aggiunto".

Quello che sta vivendo la radio è per Sassoli un momento di riscossa estremamente apprezzato dalle aziende, che riconoscono a chi la radio la fa tutti i giorni la capacità di aver saputo piegare la tecnologia determinando un vero e proprio rinascimento. Entrando davvero nel ruolo di capitano di una squadra, Sassoli ha poi elogiato e apprezzato gli sforzi di tutti gli altri mezzi, dall'esterna al cinema, dalle relazioni pubbliche al direct marketing fino al digitale, elogiandone i plus e incoraggiando tutti a proseguire sulla strada dell'innovazione. Di nuovo, tutti insieme. "Ci vorrà tempo per uscire dalle difficoltà – ha concluso –: ne usciremo diversi, ma ne usciremo. Io ho fiducia".