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Summit/11. Le media company: il ruolo strategico della stampa
Pubblichiamo alcuni estratti della conversazione tra Angelo Sajeva, presidente e amministratore delegato Mondadori Pubblicità, Fabio Vaccarono, amministratore delegato A. Manzoni & C., e Raimondo Zanaboni, amministratore delegato RCS Pubblicità, sul ruolo delle grandi media company in questo particolare frangente dell'economia globale e dei media.
Zanaboni: l'engagement della stampa
E' giusto parlare ancora di un singolo mezzo, come ad esempio la stampa, in un contesto come questo? Io credo di no, la strategia vincente, infatti, è quella di comprendere quale sia la maniera più efficace di connettere i consumatori a tutti i nostri mezzi e in questo senso, all'interno di una fruizione ormai pienamente multimediale, la stampa mantiene un valore di engagement del consumatore ancora altissimo.
Una considerazione ulteriore va fatta sul ruolo chiave che la tecnologia giocherà nei prossimi anni per supportare lo sforzo che le grandi media company stanno mettendo in campo in questi ultimi anni per attirare l'attenzione del lettore/consumatore in maniera sempre più interattiva, 2.0 diciamo.
Sajeva: non chiamateci "concessionarie"
Se dobbiamo davvero cambiare tutto, come recita il claim di questo convegno, ritengo che la priorità vada data alla qualità editoriale dei prodotti e al conseguente processo di fine tuning tra cluster di consumatori molto ben definiti e i nostri brand.
Questo processo, ormai inevitabile, in Mondadori ha avuto come corollario un'importante riorganizzazione aziendale che ha portato a un'inedita, maggiore integrazione tra le business unit preposte alle vendite e alla realizzazione del prodotto editoriale, fatta salva naturalmente la deontologia professionale di entrambe le categorie di professionisti.
Vaccarono: la partnership con i centri media
Siamo entrati a pieno titolo in quella che viene definita "economia dell'attenzione" e, se è corretto che le aziende sperimentino in maniera sempre più attenta le nuove piattaforme interattive, è altrettanto necessario evitare la dispersione degli investimenti ottimizzando l'attenzione catalizzata dai nuovi media con la massa critica che solo i grandi brand editoriali riescono ad attrarre. In questo modo riusciremo anche ad allontanare quell'ansia da "coda lunga" che è tipica delle situazioni di crisi come quella che stiamo vivendo.
In quest'ottica mi preme sottolineare l'importanza strategica delle centrali media come partner dei grandi gruppi editoriali nell'analisi approfondita del consumatore e nel ruolo di consulenti votati al raggiungimento degli obiettivi degli investitori pubblicitari.

