Live Communication
Summit/19. Attali: la musica ci guiderà fuori dalla crisi
(Dal
nostro inviato a Roma Salvatore Sagone). Jacques Attali
(nella foto), economista membro onorario del Consiglio di
Stato Francese, responsabile e Coordinatore della Commissione per la crescita
economica costituita su mandato del Presidente Sarkozy fa una
breve digressione sulla crisi che, afferma l'economista, è sempre la conseguenza
di errori di previsioni. La scommessa, quindi, è prevedere quali saranno i
cambiamenti culturali e geopolitici del dopo crisi.
Il cambiamento fa parte della storia, ma ha sempre fatto paura. Eppure, fin dai primordi, le società sono legate ai cicli del cambiamento, il nuovo e il progresso sono frutto del cambiamento. Le civiltà mediterranee hanno creato il nuovo legandolo al nuovo concetto di libertà individuale. Sempre di più, soprattutto nello stato attuale di crisi, il cambiamento è la condizione indispensabile per sopravvivere. I macro-cambiamenti sono di natura demografica, tecnologica, ideologica, finanziaria, e di governance globale.
"La demografia è il cambiamento più importante al mondo – afferma Attali -. Da tre stiamo arrivando a 6 miliardi di persone su questo pianeta. La crescita è sostenuta dai paesi emergenti e fa da controcanto all'invecchiamento della popolazione europea". La crescita demografica implica lo sviluppo del nomadismo: "Una libertà fondamentale delle persone sarà vivere dove queste vogliono", con tutte le implicazioni che questo fenomeno comporta: "Tra 30 anni l'Africa avrà due miliardi di persone. Rappresenterà, quindi uno dei più importanti mercati ma porrà al mondo altri problemi. In pochi lo hanno ancora capito".
Il secondo cambiamento più importante è tecnologico. La digitalizzazione, a sua volta, spinge al nomadismo, almeno virtuale. "Internet consente di diventare nomadi e di socializzare. Allo stesso tempo la tecnologia sviluppa le biotecnologie, e le nano tecnologie".
Il terzo cambiamento riguarda la cultura. L'altruismo diventa un valore importante poiché siamo tutti interdipendenti ed è nel nostro interesse che tutti abbiano accesso al benessere.
Altro cambiamento è quello finanziario. La finanza deve cambiare, il sistema bancario mondiale è in bancarotta perché l'eccesso di finanziamento è stato folle, poiché ha concesso credito con troppa facilità a chi poi non poteva fare fronte agli impegni.
"Vivremo in un contesto in cui ci saranno più libertà individuali e più altruismo. I consumatori saranno più intelligenti e parsimoniosi, stiamo già entrando in una economia low cost". La domanda è: come si proteggono le marche in questo tipo di economia? "Sopravviverà chi avrà capito il mondo dopo la crisi". Quello che ci attende è un mondo che vedrà realizzate importanti sovrastrutture: "L' economia verde, la sanità sono aree di sviluppo interessanti dove sviluppare nuovi modelli di business". Per Attali l'industria dell'auto dovrà cambiare in maniera drastica perché dovrà fare i conti con la riduzione del numero di veicoli circolanti (-15% l'anno) e con la nuova scommessa delle auto del futuro.
Anche l'industria dei media cambierà radicalmente perché la pubblicità si sposterà dai mezzi tradizionali a Internet. Questo fenomeno sarà la conseguenza del nuovo rapporto che le marche stabiliscono col consumatore. Effetto e non causa, dunque. Nell'area dei media assisteremo a un enorme sviluppo di canali, fenomno già in atto ma che potrebbe ulteriormente aumentare. Per Attali verrà infranto un altro tabù: "Assisteremo a una decisa integrazione tra aziende e media. Le aziende possiederanno propri media".

