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Summit/25. Muzii: 'Utilizziamo il 2009 per vivere un nuovo Rinascimento'

Nella mattinata del secondo giorno è intervenuto Michele Muzii, presidente Federazione Italiana Concessionarie Pubblicità, che ha riflettuto sul futuro dei quotidiani, sulla composizione del media mix, sulle imprese investitrici e sui diritti di negoziazione.

Nella mattinata del secondo giorno è intervenuto Michele Muzii, presidente Federazione Italiana Concessionarie Pubblicità. "Non è vero che i quotidiani subiranno le tragiche sofferenze paventate ieri qui a Roma da Kara Swisher del Washington Post. I giornali sopravvivranno almeno fino a quando le auto avranno le ruote...".

Poi Muzii lancia una suggestione per esprimere il concetto di un media mix dove ogni mezzo è indispensabile: "Mi piace immaginare la torta degli investimenti come i capi di abbigliamento. Ad esempio, la tv può essere la giacca, la camicia la radio, i quotidiani i pantaloni, i settimanali le scarpe, l'esterna le calze, ecc.. Uscire senza uno di questi capi può essere imbarazzante".

L'Italia è una paese anomalo per la composizione delle aziende investitrici. Si tratta di un concetto assai noto che l'Upa potrebbe aiutare a ribaltare: "Abbiamo pochi investitori, con una alta concentrazione in poche aziende. L'Upa in questo senso potrebbe e dovrebbe fare un'attività fuori dalla propria associazione presso le imprese che ancora non investono. Gli utenti possono contare sul supporto delle associazioni delle agenzie e delle imprese che operano in comunicazioje".

Tra gli altri argomenti toccati da Muzii l'assenza dello Stato nella scena della comunicazione. Come pure l'argomento sconto, l'unico protagonista oggi nella nella transazione pubblicitaria. Meglio, come questo viene fatto: "Bisogna ripensare al rapporto tra aziende mezzi e centri media".

Infine il dito puntato ai diritti di negoziazione: "Una legge non può cancellarli, i centri media sono una realtà indiscutibile e necessaria. Il centro media deve essere remunerato bene, bisogna vedere come. L'attuale meccanismo dei diritti di negoziazione è perverso ma l'unico che può rivedere il sistema è l'Upa con la collaborazoione di AssoComunicazione e Fcp". Infine un appello: "Riportiamo il nostro lavoro al fascino che gli compete. Utilizziamo il 2009 per vivere un nuovo Rinascimento".