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Summit 5/. Con il Word of Mouth Marketing alla conquista del rispetto dei consumatori
Monitorare costantemente la reputation online del proprio brand online ma anche generare conversazioni interessanti attraverso i propri clienti, sono queste alcune della parole chiave delle tecniche del Word of Mouth Marketing presentate da Andy Sernovitz alla platea del Summit "Tutto cambia. Cambiamo tutto?".
(Dal nostro inviato a Roma Andrea Gervasi).
'Go make love', si è concluso con questo invito apparentemente off topic
l'intervento di Andy Sernovitz, esperto di Word of Mouth
Marketing (WOOMA) e autore del libro 'Word of Mouth Marketing: How smart
Companies Get People Talking' chiamato a concludere la prima mattinata di
lavori del Summit. Una call to action che riassume il senso dell'intero
intervento di Sernovitz improntato alla ridefinizione del rapporto
azienda/consumatore che il web 2.0 ha profondamente modificato e che le aziende
devono saper gestire a proprio vantaggio.
In che modo?
Ad esempio assumendo una persona che navighi su internet alla ricerca dei
propri punti di forza e di debolezza, di coloro che parlano bene e di chi si
lamenta. Quando ci si trova di fronte a un commento positivo dovrebbe
ringraziare, quando ci si trova di fronte a un commento negativo dovrebbe
cercare di capirne le ragioni, secondo la logica che 'happy customers are your
best ads'. Monitoraggio online del proprio nome, del brand e dei prodotti dunque
ma anche una forte spinta verso la generazione di conversazioni attraverso i
propri clienti. I maggiori sostenitori e promotori del Word of Mouth sono
infatti molto spesso i clienti che sono stati in contatto con il prodotto
soltanto poche volte perché sono i più emozionati e i più agitati.
I clienti
ripetitivi, con ogni probabilità, sono invece già abituati al prodotto
/servizio, per cui, ironicamente, sono meno propensi a parlarne. Il Word of
Mouth Marketing utilizza diversi strumenti: marketing virale, blogs,
communities, programmi fedeltà e qualsiasi altra tecnica che faccia parlare i
consumatori di un prodotto, un servizio, una marca.
"Your brand isn't what you say it is, it's what others say it is"
Il raggiungimento di questo obiettivo non è naturalmente una cosa semplice anche perché, non va dimenticato, non è assolutamente possibile acquistare pubblicità Word of Mouth.
Dove avviene ciò, oppure dove il WOMMA è sponsorizzato, incentivato, poco trasparente , di solito non funziona, mentre laddove esso è onesto, 'organico', si dimostra una tecnica in grado di raggiungere la considerazione e il rispetto dei consumatori.
E' necessario dunque fornire ai consumatori cose interessanti di cui parlare e facilitare l'avverarsi di tali conversazioni dal momento che 'marketing is what you do, not what you say'.

