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Tv locali e digitalizzazione: tra opportunità ed empasse

La tavola rotonda 'Il digitale terrestre, il satellite, i new media e la sfida la cambiamento', tenutasi nell'ambito del convegno 'La nuova informazione televisiva nazionale e locale. Il diluvio digitale' organizzato da Millecanali, ha visto gli operatori del settore confrontarsi sui cambiamenti portati dal processo di switch off al mercato delle emittenti locali. Sono intervenuti, tra gli altri, Roberto Binaghi (IAB) e Marco Rossignoli (Aeranti-Corallo).
Le televisioni locali hanno vissuto da sempre il processo di digitalizzazione con apprensione, temendo che potesse penalizzarle. Ad oggi, mentre si susseguono gli switch off che gradualmente porteranno tutte le regioni italiane a essere all digital, gli operatori del settore analizzano i primi risultati di questo processo e riflettono su rischi e opportunità.

La tavola rotonda 'Il digitale terrestre, il satellite, i new media e la sfida al cambiamento', tenutasi oggi, 15 marzo, nell'ambito del convegno 'La nuova informazione televisiva nazionale e locale. Il diluvio digitale' organizzato a Milano da Millecanali, è stata propio un'occasione per fare il punto sui cambiamenti che la digitalizzazione sta portando al mercato delle emittenti televisive locali.

Marco Rossignoli (Aeranti-Corallo) (nella foto a sx)  ha espresso il malcontento degli operatori relativo alla decisione del Governo di ridurre le frequenze destinate alle tv locali dalle 27 disponibili originariamente per ogni area tecnica a 18, per assegnare le altre 9 agli operatori di telefonia mobile a banda larga. "Ci siamo battuti per far sì che le tv locali, proprio grazie alla digitalizzazione, potessero diventare operatori di rete - ha detto Rossignoli  -, ma se le frequenze vengono ridotte a 18 questo non sarà più possibile nelle regioni che ancora non sono ancora state interessate dallo switch off. Con questi presupposti credo che non si riuscirà a completare il processo entro la fine del 2011, anche perchè il Governo non tiene conto delle difficoltà ancora presenti nel digitalizzare Liguria, Toscana e Umbria. Nel caso si dovesse procedere all'assegnazione di 9 frequenze agli operatori di telefonia, infatti, bisognerebbe fissare dei nuovi criteri atti a stabilire quali, tra le emittenti locali di ogni regione, potrebbero aggiudicarsi le rimanenti, mentre le altre potrebbero soltanto fornire contenuti, senza assumere il ruolo di operatori di rete".

D'accordo Maurizio Giunco (Frt) che, in termini piuttosto polemici, ha sottolineato come l'esperienza digitale italiana, proprio per questo motivo, sia a un punto morto e come non sarà assolutamente possibile trasformare l'Italia in un Paese alla digital entro la fine dell'anno. Venendo alla digitalizzazione, Giunco ha parlato di come rappresenti un'opportunità per le tv locali. "Dall'analisi degli indicatori di performance nelle aree digitalizzate - ha detto Giunco -, emerge che, se con l'analogico, una singola emittente era potenzialmente visibile da 300.000 persone, il digitale ha incrementato il bacino a 800-900.000 spettatori, portando dunque un vantaggio. Per quanto riguarda gli ascolti è ovvio che con la proliferazione dei canali vengono guardati soltanto quelli che riescono a differenziarsi dagli altri, proprio per questo invece di lamentarsi, sarebbe opportuno che le emittenti investissero sui propri canali per renderli più innovativi".

Non è della stessa opinione Luca Montrone (Telenorba). "Il digitale è una grande sventura per le emittenti locali che, non dimentichiamolo, sono fondamentali per il business delle PMI, che valgono il 70% del business del Paese - ha spiegato - Certo, potrebbe essere un'opportunità se non ci trovassimo in un regime di duopolio come invece siamo attualmente, dove dominano Rai e Mediaset che possono ovviare al fisiologico calo degli ascolti dato dalla digitalizzazione attraverso il lancio di nuovi canali a target mirato".

"Per quanto ci riguarda è difficile investire nei canali quando le risorse scarseggiano e vanno sempre a vantaggio dei grandi Gruppi - ha continuato Montrone -. La concentrazione del mercato non è però l'unico problema; non bisogna dimenticare che lo switch off porta con sè anche problemi legati alla numerazione dei canali (LCN) e alla sintonizzazione".

"Sono perfettamente in linea con quanto dice Montrone - ha affermato Fioravante Cavarretta (Telenova) -, è difficile aumentare il livello qualitativo dei canali se le risorse sono scarse. D'altra parte è altrettanto vero che la digitalizzazione, sempre a patto che sussistano le condizioni economiche adeguate, rappresenta un'opportunità. Noi ad esempio, siamo riusciti a riempire tutta la capacità trasmissiva con tre canali e propri e altri tre affittati a terzi e i risultati sono positivi, anche sul fronte pubblicitario".

Proprio di pubblicità ha parlato nel suo intervento Roberto Binaghi (IAB e Manzoni) che ha dichiarato che l'esplosione del web unita alla digitalizzazione della tv ha portato le aziende a ripensare le pianificazioni in un'ottica meno standardizzata rispetto al passato. "Si può guardare alla situazione attuale con un certo ottimismo - ha affermato - anche se per il mercato pubblicitario è ancora un momento difficile, dato che non si è ancora completamente ripreso dalla crisi severa del 2009. In ogni caso, credo che per i piccoli operatori sia il momento di premere l'acceleratore sull'innovazione".

Giampaolo Colletti (Altratv.tv) ha spostato l'attenzione dei presenti sull'esperienza delle micro web tv. "Altratv.tv è un network di 456 micro web tv distribuite sul territorio, anche in contesti lontani da quello metropolitano - ha spiegato - L'ottica è quella del micro-citizen journalism, dell'informazione iper-locale. Il problema, nel nostro caso, è il modello di business, poichè a soglie di accesso molto basse corrispondono difficoltà non indifferenti nel mantenimento. Interessante dal nostro punto di vista la possibilità di sperimentare sinergie proprio con gli operatori delle tv locali, che da anni si dedicano all'informazione: uno scambio di contenuti potrebbe essere davvero proficuo".

Ma il nuovo scenario televisivo non si limita al digitale terrestre. A rappresentare l'altro grande protagonista dell'evoluzione del mercato degli ultimi anni, il satellite, è stato chiamato Cristiano Benzi (Eutelsat), che ha presentato le novità riguardanti la tecnologia satellitare. Tra queste il Ka-Sat, nuovo satellite che, attraverso l'evoluta antenna parabolica Toonway 2.0,  garantirà la televisione digitale via satellite, la telefonia Voip e la connessione Internet a prestazioni paragonabili all'Adsl. "Una possibilità in più per gli operatori regionali - ha chiosato Benzi - che possono appoggiarsi a Ka-Sat per offirire la visione dei propri canali".

Serena Piazzi