Stampa

In arrivo “Pubblicità oggi”: la prima Media Mentor italiana Alessandra Di Lorenzo svela i meccanismi dell'IA applicata al marketing

L’AI ha trasformato la pubblicità in un sistema di condizionamento iper-personalizzato che monetizza la nostra attenzione: in Italia la sola pubblicità digitale vale oggi 6 miliardi di euro, incidendo per circa 100 euro l'anno su ogni cittadino. Nel suo libro, Di Lorenzo svela i meccanismi algoritmici dietro gli acquisti d'impulso e la FOMO, offrendo una guida strategica per riprendere il controllo dei propri dati e del proprio benessere mentale.

La pubblicità ha sempre avuto un obiettivo chiaro: vendere. Con l’intelligenza artificiale, però, ha cambiato profondità e modalità, trasformandosi in un’economia della persuasione fatta di messaggi iper personalizzati, calibrati su chi siamo e su quello che facciamo. Siamo al centro di un ecosistema che rimodella il perimetro delle informazioni che possiamo vedere, la nostra fiducia e persino la nostra percezione di normalità. Non a caso si parla di “tassa dell’attenzione”, un indicatore che stima il valore economico del tempo che dedichiamo alle informazioni: in Italia ammonta a circa 100 euro l’anno per persona in Italia, ottenuti dividendo i ricavi della pubblicità digitale (circa 6 mld €) per la popolazione (59 mln). Come possiamo quindi, in quanto consumatori, riprendere il controllo delle nostre esperienze digitali? E ancora, come proteggere il nostro benessere mentale in un ambiente digitale che compete costantemente per la nostra attenzione?

“Pubblicità oggi”, confessioni di una Media Mentor 

Nel suo libro “Pubblicità oggi”, edito da ESTE e acquistabile online dal 2 marzo, Alessandra Di Lorenzo - prima Media Mentor italiana - svela come AI e pubblicità digitale stanno rimodellando la nostra vita: dai feed che funzionano come potenti booster all’autostima fino agli algoritmi che ci dicono chi dobbiamo essere. Un volume che racchiude le “confessioni” di una media mentor che ha messo a frutto la sua pluriennale esperienza alla direzione commerciale di realtà di primo piano - quali eBay, Vodafone, Nokia e Yahoo - e in qualità di CEO di lastminute.co media, per tracciare un’analisi multidimensionale. 

“L’intento di questo libro è quello di portare il lettore dietro le quinte di un sistema che ci riguarda tutti, per capire come funziona e quale impatto ha sulle nostre vite”, spiega l’autrice. “Spero che, leggendo queste pagine, sia possibile imparare a riconoscere i meccanismi nascosti dietro gli annunci, a smascherarne le strategie e, soprattutto, a scegliere con più consapevolezza. Perché alla fine, che si tratti di un biscotto che profuma di casa o di un’offerta online che appare proprio quando ne abbiamo bisogno, la domanda resta la stessa: ho scelto io, oppure il sistema ha scelto per me?”. 

Pubblicato di recente in inglese su Amazon con il titolo di “ADJUST, il libro ha raggiunto la prima posizione nella categoria “Online Advertising” negli Stati Uniti.

AI ed economia della persuasione: un mercato da 6 miliardi

Secondo i dati 2025 dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, il mercato della pubblicità digitale ha raggiunto un valore di poco meno di 6 miliardi di euro – su un mercato pubblicitario con un valore totale di 11,7 miliardi - e toccherà i 7,6 miliardi alla fine del 2028, con un tasso di crescita medio annuo del 6%. Numeri che scattano la fotografia di un ecosistema mediatico dove ogni ricerca o scroll è un ingresso in un mercato invisibile, dove tutto viene filtrato da algoritmi che decidono cosa merita di emergere, ordinandolo e mettendolo all’asta per catturare e monetizzare la nostra attenzione. Una vera e propria economia della persuasione, nella quale visibilità, influenza e fiducia diventano la valuta di scambio, con algoritmi, aste e metriche che allocano la stessa visibilità delle idee. Un meccanismo che, secondo Madgicx (“Report 2025”), ha fatto lievitare del 15% i tassi di conversione delle campagne ottimizzate tramite AI rispetto a quelle tradizionali. 

La Top 3 di consigli per diventare ADV-Conscious

La Media Mentor illustra a seguire tre consigli per una fruizione più critica e consapevole dell’ADV digitale: 

  1. La regola dei “10 minuti”: l'intenzionalità come "Firewall"

La pubblicità digitale oggi non cerca solo di venderti un prodotto, ma di anticipare un tuo desiderio basandosi su pattern comportamentali. Il modo migliore per difendersi è ripristinare l'intenzionalità. Il consiglio: prima di cliccare su un annuncio o fare un acquisto d'impulso, applica la regola dei "10 minuti". Esci dalla piattaforma, posa il telefono e chiediti: “Ne avevo bisogno prima di vedere questo post?”. Spesso, il desiderio è un sottoprodotto dell'algoritmo, non un bisogno reale. Tratta la tua attenzione come la risorsa più scarsa e preziosa che hai: non regalarla al miglior offerente senza un filtro critico.

  1. Trasforma la FOMO in JOMO (“Joy of Missing Out”)

La FOMO è il motore invisibile dei social media; ci spinge a restare connessi per paura di perdere un aggiornamento, un trend o un evento irripetibile. In realtà, questa iperconnessione frammenta la nostra capacità di concentrazione. Il consigliocura il tuo feed con la stessa attenzione con cui cureresti la tua rete professionale o le tue amicizie più care. Fai un "audit" attento dei profili che segui, silenziando o smettendo di seguire quelli inutili o nocivi per il tuo equilibrio emotivo. Abbraccia la “gioia di perderti qualcosa”: il tempo che risparmi non guardando la vita degli altri è tempo che guadagni per costruire la tua. 

  1. Riprendi il controllo dei tuoi dati (Data Sovereignty)

Il condizionamento pubblicitario si nutre dei dati che lasciamo dietro di noi. Più il sistema sa di te, più sarà efficace nel manipolare le tue scelte. Non è solo una questione di privacy, ma di autonomia decisionale. Il consiglio: utilizza browser che bloccano i tracker di terze parti, pulisci regolarmente i cookie e, soprattutto, sfrutta le impostazioni di “trasparenza del tracciamento” sul tuo smartphone. Quando un’App ti chiede il permesso di tracciarti, nega il consenso a meno che non sia strettamente necessario per il servizio. 

Nel Digital Detox il miglior antidoto 

La FOMO (Fear of Missing Out, ovvero la paura di essere tagliati fuori da esperienze gratificanti che altri stanno vivendo) è uno dei motori psicologici più potenti perché alimenta la sensazione di urgenza che spinge all'acquisto impulsivoE grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale oggi la FOMO fa leva su una strategia micro-personalizzata, basata sull’analisi dei dati comportamentali in tempo reale (click, tempo di permanenza, cronologia) per inviare notifiche nel momento esatto in cui la resistenza all'acquisto è più bassa. Nel 2025 il 79% delle aziende ha già adottato agenti AI per ottimizzare queste interazioni secondo il Digital Marketing Institute (AI Trends 2025-2026). 

A conferma di questo fenomeno anche i dati dell’indagine di Amra & Elma (“Best FOMO in Marketing Statistics 2025”), che rivelano che il 70% degli acquisti d'impulso è oggi innescato proprio da trigger di FOMO su dispositivi mobili, mentre per il 41% della Gen Z, l'acquisto non riguarda solo il prodotto, ma il senso di appartenenza. Infine, il 52% degli utenti ha fatto shopping compulsivo proprio attraverso inserzioni pubblicitarie a tempo o con edizioni limitate, che sono leve tipiche della FOMO. 

Come difendersi? Coltivare pratiche di self-care e di Digital Mindfulness è fondamentale e sono raccomandate anche le pause consapevoli dalla tecnologia (Digital Detox settimanale). È consigliato anche l’uso di AdBlocker per ridurre il numero di annunci visualizzati – uno strumento ancora sottostimato e usato solo dal 26,8% degli utenti italiani secondo “We Are Social”, Ecommerce Academy 2025.