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UPA - Influencer Marketing 2026/9. Dai social alla TV: la nuova frontiera dei contenuti passa dalla Social TV
Influencer Marketing 2026, un confronto che ha messo al centro non solo dati e trend, ma anche nuovi modelli di fruizione e produzione dei contenuti, tra interventi di aziende, creator e operatori del settore.
In questo contesto, Daniela Cerrato, CMO di Mondadori Digital, insieme a creator come Francesco Giardina e Lulù Gargari, ha presentato un’evoluzione destinata a ridefinire il panorama: la Social TV.
Alla base di questo cambiamento c’è un dato semplice ma significativo: «Ogni mese gli italiani passano in media 24 ore sui social», ha spiegato Cerrato, sottolineando come la fruizione sia sempre più orientata ai contenuti video. «Per il 60% del tempo guardano video, scrollano video, ascoltano video», creando di fatto un ponte sempre più diretto con il linguaggio televisivo.
Un ponte che non è solo metaforico, ma tecnologico. «Sempre di più i contenuti social si fruiranno su smart TV», ha evidenziato, anticipando un cambiamento nelle abitudini: non più solo consumo rapido da mobile, ma anche visione rilassata, da divano, tipica della televisione tradizionale. Con una differenza sostanziale: «Si potrà interagire, commentare in diretta, superando la fruizione passiva».
È proprio in questo spazio che nasce il progetto di Social TV di Mondadori Digital, costruito su community già estremamente attive. «Abbiamo più di 130 milioni di follower e quasi 400 milioni di video views al mese», ha raccontato Cerrato, evidenziando una base già pronta per questo tipo di evoluzione.
La novità non riguarda solo il canale di fruizione, ma soprattutto il formato dei contenuti. Accanto agli short tipici dei social, emergono produzioni più strutturate: «Non sono più solo contenuti mordi e fuggi, ma format con una qualità che ricorda quella televisiva», ha spiegato, pur mantenendo «l’autenticità e la spontaneità tipiche dei creator».
Un equilibrio che si traduce in una vera e propria serialità. «Sono format ricorsivi che escono ogni settimana, nello stesso giorno e alla stessa ora», ha aggiunto, introducendo una logica editoriale più vicina ai palinsesti televisivi che allo scrolling casuale dei social.
All’interno di questo ecosistema, i creator assumono un ruolo diverso. Non più solo autori individuali, ma protagonisti di format basati sull’interazione. «Non raccontano più da soli, ma si confrontano con ospiti creando empatia», ha spiegato Cerrato, descrivendo contenuti costruiti su dialogo ed emozione.
Un esempio arriva dal mondo food con GialloZafferano, dove i format evolvono verso una narrazione più ampia. Come ha raccontato Lulù Gargari, brand ambassador di GialloZafferano e Food Creator Zenzero Talent Agency, progetti come il racconto del territorio o i podcast dedicati all’alimentazione nascono da un’esigenza precisa: «Raccontare non solo il piatto finale, ma tutto quello che c’è dietro».
Allo stesso modo, format come quelli legati al benessere intercettano nuovi bisogni della community: «C’è una crescente attenzione a un’alimentazione più salutare e consapevole», ha spiegato, mostrando come contenuto e trend social si intreccino sempre più.
Sul fronte fitness e lifestyle, il modello si traduce in conversazioni autentiche. «È un luogo dove avvengono conversazioni emozionali vere», ha raccontato Francesco Giardina, host di MypersonalTrainer e speaker radiofonico, descrivendo format basati su dialoghi con ospiti e storytelling personale.
Questi contenuti, oltre a generare engagement, aprono anche nuove opportunità per i brand. «Entrano in maniera naturale e armonica nel racconto», ha spiegato Giardina, sottolineando come l’integrazione pubblicitaria sia sempre più legata alla coerenza narrativa.
Un modello che trova applicazione anche su temi più complessi e socialmente rilevanti, dove il coinvolgimento del pubblico diventa centrale. «Arrivano centinaia di commenti che solidarizzano e partecipano al racconto», ha evidenziato Cerrato, mostrando come la Social TV amplifichi non solo la visibilità, ma anche la relazione con le community.
In questo scenario, la distinzione tra social e televisione si fa sempre più sottile. Non si tratta più di due mondi separati, ma di un ecosistema ibrido in cui linguaggi, formati e modalità di fruizione convergono.
La Social TV si inserisce proprio in questo spazio, trasformando i social in una nuova piattaforma editoriale strutturata e aprendo ai brand la possibilità di costruire presenza e contenuti in modo più continuativo e profondo.
FF

