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Omnicom Advertising Italia apre per la prima volta le sue porte e ospita un incontro dedicato ai migliori lavori del Gruppo premiati a Cannes la scorsa settimana nel segno di “creatività, efficacia e innovazione”
Omnicon Advertising Italia è la struttura di coordinamento di tutte le sigle del Gruppo all’indomani della fusione Omnicom/IPG. Lo ha spiegato il CEO Marianna Ghirlanda (nella foto) ieri sera a Milano, nel corso dell’incontro “Work That Works”, dedicato ai migliori progetti targati Omnicom e premiati a Cannes: «Tanti ci stanno chiedendo come funziona e come siamo organizzati – ha esordito Ghirlanda –: bene, Omnicom Advertising non è altro che un layer di coordinamento che prima in Italia non c’era e che ha il compito di rendere più semplice il lavoro delle nostre tantissime sigle in tutto il mondo. L'obiettivo è dare ai clienti il “power of choice”, la possibilità di scegliere tra agenzie diverse che continueranno a lavorare in maniera indipendente».
Omnicom Advertising, che comprende tra le altre sigle storiche come McCann, TBWA, BBDO, Future Brand e Integer, ha essenzialmente tre linee di sviluppo, ha proseguito Ghirlanda: «Creatività, efficacia e innovazione. Omnicom Advertising serve due terzi dei brand della classifica globale di Interbrand, con una expertise che abbraccia tutte le industry e un impatto veramente molto forte sul mercato, in Italia e soprattutto nel mondo. Ovviamente l'innovazione è un tema importante, e le ragioni principali per cui è interessante collaborare e avere dei partner con un gruppo così grande è che per dimensione e scala abbiamo moltissime tecnologie disponibili, prima fra tutti OmniAI, un tool di intelligenza artificiale che permette di fare qualsiasi cosa in ambienti protetti e sicurissimi, personalizzato per tutte le agenzie».
A quello di Ghirlanda è seguito l’intervento di Luca Cortesini, CCO di Omnicom Advertising Italia (nella foto) che ha ripercorso per sommi capi la storia di Cannes e il significato – anche di business – che il Festival ha acquisito crescendo nel corso degli anni, diventando il riferimento più importante per la industry della comunicazione.
«È il Festival più difficile, più importante, più completo – ha detto – e di fatto una vera e propria industria dove tutto il mondo compete con i lavori più belli e ambiziosi che sono stati fatti sull'anno per brand di ogni tipo e dimensione». Al crescere e moltiplicarsi dei media e delle possibilità di utilizzare nuovi canali e nuovi touchpoint, ha aggiunto Cortesini – che lo scorso anno ha fatto parte della shortlisting jury nella categoria Film Lions –, Cannes è sempre cresciuto: «Fino alla frenata di quest’anno che ha registrato il 25% di iscrizioni in meno, secondo qualcuno dovuta al maggior rigore richiesto dall’organizzazione, ma temo invece sia soprattutto un sintomo evidente del momento di crisi e di riassetto che l’industria intera sta vivendo».
Cortesini ha quindi mostrato e commentato alcuni progetti premiati al Festival fra quelli iscritti da diverse agenzie del gruppo Omnicom, sottolineandone gli aspetti più significativi, innovativi e creativi, al di là delle meccaniche di costruzione dei progetti che ormai si possono riconsocere in molte delle campagne premiate. «Odio la parola “trend” – ha dichiarato provocatoriamente Cortesini – anche perché i macro trend che vengono fuori dal Festival sono grosso modo sempre gli stessi e anche quest’anno si sono riconfermati».
Ciò non toglie, ha concluso, che anche quando si parla di temi come il calcio, o il salvataggio dell’ambiente, o di “hackeraggio” di un prodotto per trasformarlo in qualcosa d’altro invadendo altri campi, «I modi per costruire progetti nuovi, di brand che partono realmente dalla creatività e che anno dopo anno alzano l’asticella ci sono e a Cannes emergono». Una chiara manifestazione d’intenti con la quale Omnicom Advertising Italia si presenta al mercato.
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