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Dentsu: sfuma la cessione delle attività internazionali, il titolo perde l’11% e cresce l’incertezza sul rilancio globale del gruppo
Le azioni di Dentsu hanno perso l’11% alla Borsa di Tokyo dopo le indiscrezioni secondo cui il gruppo avrebbe fallito il tentativo di vendere le proprie attività internazionali. Secondo quanto riportato dal Financial Times, i principali potenziali acquirenti — tra cui alcuni gruppi concorrenti e il fondo di private equity Apollo — si sarebbero ritirati dalle trattative ancor prima della fine del 2025. Anche Bain Capital, unico interlocutore rimasto, avrebbe manifestato interesse solo con “significative riserve”, fino a interrompere di fatto il processo, portando il presidente e CEO di Dentsu, Hiroshi Igarashi, a informare il board che la trattativa era ormai destinata a saltare.
La holding, tuttavia, ha precisato ufficialmente di non aver annunciato alcuna decisione, ribadendo il proprio impegno nel rilancio del business internazionale, confermando di essere concentrato sulla riorganizzazione delle attività estere, sulla revisione delle unità meno performanti e sulla valutazione di alternative strategiche, che includono partnership, joint venture e dismissioni mirate nelle aree Media, Creative e CXM (Customer Experience Management). Una profonda ristrutturazione globale che prevedeva, a partire dallo scorso dicembre, il taglio di oltre 3.400 posti di lavoro e di costi complessivi per 52 miliardi di yen (280 milioni di euro).
A dicembre il gruppo ha anche completato la vendita dello storico quartier generale di Ginza, realizzando una plusvalenza superiore ai 30 miliardi di yen (160 milioni di euro), nell’ambito di una strategia di rafforzamento della struttura finanziaria.
Dentsu annuncerà a febbraio i risultati complessivi per il 2025, ma le difficoltà internazionali erano emerse chiaramente dai numeri dello scorso anno: nell’area APAC (escluso il Giappone) i ricavi erano scesi del -10,1% nel terzo trimestre, mentre Stati Uniti, Canada ed EMEA risultavano anch’essi in calo. In forte controtendenza il mercato giapponese, che registrava una crescita organica del +6,8% e un margine operativo del 24,6%.
Anticipando quei risultati, già nel febbraio 2025 Dentsu aveva annunciato un Mid-Term Management Plan 2025-2027, indicando un cambio di passo strategico che, dopo anni di crescita trainata soprattutto da acquisizioni, intendeva tornare a puntare con decisione sulla crescita organica. Una scelta nata dalla consapevolezza dell’indebolimento del posizionamento competitivo di Dentsu in un mercato sempre più affollato da player globali di grandi dimensioni, dentro e fuori l’industria della comunicazione, sostenuti da investimenti massicci – in particolare su AI – da parte di aziende tecnologiche e società di consulenza.
Alla luce di questo scenario, Dentsu aveva avviato una revisione del proprio portafoglio di attività, concentrando capitali e competenze dove poter recuperare competitività e riportare il gruppo su un percorso di crescita solida entro il triennio. Il 2025 avrebbe dovuto rappresentare l’anno chiave per rimettere in ordine le attività internazionali (nelle Americhe, in EMEA e in APAC).
Sul piano finanziario, gli obiettivi fissati dal gruppo per il 2027 comprendono il ritorno a una crescita organica intorno al +4%, un margine operativo compreso tra il 16% e il 17%, un flusso di cassa operativo annuo di 140 miliardi di yen e un ROE (Return On Equity) nella fascia fra il 15% e il 20%.

