Mercato
Donna Moderna indaga sul rapporto tra bambini e genitori
Sono stati presentati ieri, 4 novembre, i risultati del questionario 'Il piacere di crescere insieme' che il settimanale Mondadori, in collaborazione con l’Osservatorio Chicco e la Società Italiana di Pediatria, ha realizzato per svelare i reali bisogni di bambini e di genitori. 4.000 le mamme intervistate, che si sono pronunciate su Salute e Alimentazione, Educazione, Scuola e tempo libero.
Sono ben 4.000 le mamme che hanno risposto all’indagine 'Il piacere di crescere insieme' promossa da Donna Moderna in collaborazione con l'Osservatorio Chicco e la Società Italiana di Pediatria, che svela i reali bisogni dei bambini e dei loro genitori. Il settimanale Mondadori, diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto, in edicola il 5 novembre, pubblica i risultati del questionario. Anticipati alla stampa nel corso di una conferenza mercoledì 4 novembre, sono stati commentati da Elena Acquavita, responsabile dell’Osservatorio Chicco, Pasquale Di Pietro, presidente della Società Italiana di Pediatria e Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e scrittrice, insieme al condirettore di Donna Moderna, Cipriana Dall’Orto.Il primo dato forte è che le mamme di oggi sono informate, realizzate e consapevoli, come illustra Maria Rita Parsi: "Nel 60% del campione, la maternità è arrivata tardi, fra i 30 e i 40 anni. Cioè, dopo aver completato gli studi e iniziato a lavorare. A questa età infatti una donna è matura, autonoma, informata".
L’indagine, composta da 57 domande, è suddivisa in 3 macro temi: Salute e Alimentazione, Educazione, Scuola e tempo libero; le domande sono pensate e strutturate in base alla fasce d’età: da 0 a 5 anni, da 6 a 12 anni e infine per tutte le età.
Quando la mamma ha un dubbio circa la salute o l’alimentazione del suo bambino, va a colpo sicuro: chiama il pediatra, il consulente di cui fidarsi. Succede nel 60% dei casi. Tra i vari temi trattati nella sezione Educazione, ampio spazio è dedicato al ‘consumo’ del mezzo televisivo. Il 23% delle mamme che hanno figli di età compresa tra i 6 e i 12 anni dichiarano che la tivù non si accende mai la mattina o durante i pasti ma il 40% concorda nel lasciarla a disposizione dei loro figli quando vengono trasmessi i cartoni animati o se la sera c’è un bel film da guardare in compagnia dei genitori, segno che questo mezzo è rientrato nei riti famigliari.
La tivù turba spesso la ‘disciplina’ domestica: lo dichiara il 78% delle madri intervistate, divise tra un 46% che dà 3 minuti al bambino per abbandonare la tv e sedersi a tavola, prima di punirlo, e un 32% che, a ora di cena, spegne direttamente l’apparecchio televisivo. Per contro, per il 29% del campione, il divieto di guardare la tivù è la più classica delle punizioni, seguito dal 27% che dice no alla playstation. l tempo passato davanti allo schermo, per il 50% delle intervistate che hanno risposto alla sezione ‘per tutte le età’, corrisponde a meno di un’ora al giorno, mentre per il 48%, quindi una cifra consistente, il tempo va fino a 3 ore o più.
Lo sport è un elemento fondamentale nella vita dei nostri figli e occupa gran parte del loro tempo libero. Il 46% del campione (con figli tra i 6 e i 12 anni) risponde che il proprio figlio infatti almeno una volta alla settimana fa attività fisica, nello specifico un’ora di nuoto, e il 31% delle mamme addirittura dichiara una passione incondizionata dei loro figli per l’attività sportiva.
Anche l’uso del pc è entrato nella cerchia delle attività extra scolastiche delle nuove generazioni, familiarizzate con la tecnologia molto presto: già a 4 anni il bambino (come afferma il 25% del campione) utilizza il computer avvalendosi di programmi ad hoc per lui, e la maggioranza delle madri (il 36%) dichiara che il proprio figlio ha iniziato a utilizzare il pc in prima elementare. Sono in gran parte cadute le preclusioni per i videogiochi: il 36% li concede senza problemi.
Mentre i genitori lavorano chi si occupa dei loro bambini? La netta maggioranza afferma che sono nonni e parenti a prendersi cura dei loro piccoli (il 62% delle mamme), il 33% li affida al nido o al pre/dopo scuola e solo il 6% si avvale dell’aiuto della tata. Sorprendente la collaborazione del papà: nel 51% dei casi partecipa moltissimo alla cura dei figli.
ulteriore questionario, a cui hanno risposto anche 600 pediatri, verrà presentato al congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria, che si terrà a PadovaFiere dal 27 al 30 novembre 2009.
SP

