Marketing
Coca-Cola Italia festeggia un anno del magazine online Journey
Oltre 1 milione di visualizzazioni, più di 200 storie pubblicate (con una media di 3-4 nuove a settimana), 600mila sessioni. Questi i numeri del progetto di storytelling lanciato nel nostro Paese l’anno scorso, nell’ambito dello sviluppo della comunicazione digitale dell’azienda, come ha spiegato a un panel di giornalisti il Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Coca-Cola Italia Vittorio Cino.
Era il 4 dicembre 2014 quando Coca-Cola Italia lanciava il magazine online Journey (all’indirizzo www.coca-cola.it) un progetto con il quale l’azienda ha virato da una comunicazione tradizionale a una in cui il racconto - lo storytelling - è diventato protagonista. A un anno di distanza, l’azienda festeggia con soddisfazione gli ottimi risultati del progetto, in cui essa stessa è diventata editore di contenuti per comunicare con il vastissimo pubblico che conosce e ama Coca-Cola.
“Coca-Cola è da sempre un’azienda che comunica i suoi valori e la sua storia attraverso quello che oggi chiamiamo ‘storytelling’ - ha esordito Vittorio Cino (nella foto), Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Coca-Cola Italia, a una conferenza stampa organizzata per un panel ristretto di giornalisti -: una comunicazione cioè basata da sempre sulla condivisione. Il progetto di Journey è un ulteriore passo in questa direzione, che rientra nello sviluppo della nostra comunicazione digitale”.
Il calendario editoriale di Journey, in questo primo anno di vita, è stato costruito con articoli e interviste incentrati sui temi chiave per Coca-Cola e, soprattutto, con contenuti scelti in base all’effettivo interesse dei lettori: dal legame dell’azienda con l’Italia all’impegno per l’ambiente, per le donne e le comunità in cui è presente; dal racconto delle campagne nazionali e internazionali al focus sulle innovazioni che disegnano il futuro di Coca-Cola. Quindi temi sia brande che unbranded. Un tone of voice coinvolgente ed emozionale ha poi fatto da fil rouge negli oltre 200 contenuti pubblicati on line. A occuparsene è una redazione interna che fa capo alla direzione comunicazione corporate.
“In Italia i contenuti sono per la maggior parte localizzati (64%), realizzati cioè in Italia per il pubblico locale - continua Cino -. Mentre il restante 36% sono storie e curiosità dal resto del mondo”.
I risultati del progetto, al di sopra delle aspettative della stessa azienda, sono nei numeri: oltre 1 milione di visualizzazioni, più di 200 storie pubblicate (con una media di 3-4 nuove a settimana), 600mila sessioni. E sui social i numeri vanno oltre i 123.000 like e le 21.832.642 impressions su Facebook e Twitter.
“L’interazione fra Journey e social media è scattata fin da subito - continua Cino -. Senza dubbio hanno partecipato al successo di questo nuovo canale due eventi importanti come l’Expo da un lato e il 100° anniversario della bottiglietta contour Coca-Cola. E nel 2016 saremo coinvolti come sponsor sia nelle Olimpiadi Rio che negli europei in Francia. Sicuramente, il nostro obiettivo è dare sempre più spazio ai contenuti unbranded di attualità, in cui Coca-Cola può dire la sua”.
Le novità saranno molteplici: si lavorerà per ospitare contributi editoriali firmati da ‘esterni’, sia con rubriche dedicate a temi chiave per Coca-Cola (come l’innovazione, i giovani o l’attenzione all’ambiente) sia con focus e riflessioni sulle campagne di marketing e comunicazione dell’azienda; si moltiplicheranno i contributi video come format per comunicare in modo impattante e immediato con tutti gli interlocutori; si amplificherà il radicamento sul territorio italiano di Coca-Cola e, ovviamente, diventerà sempre più salda la connessione e l’interazione con i social network e le piattaforme digitali dell’azienda, e in generale con tutte le altre leve di comunicazione, sia btl che atl, in un’ottica di totale integrazione fra i mezzi.
Journey nel mondo
L’edizione italiana di Journey rientra nel più ampio progetto lanciato a livello internazionale da Coca-Cola dal 2013. “Nel 2011 il nostro presidente e ad aveva lanictao una sfida: rivisitare la testata cartacea Journey, che negli anni ’80-’90 veniva distribuita trimestralmente ai dipendenti - ha spiegato Jay Moye, editor-in-chief Coca-Cola Journey, in collegamento da Atlanta -. Era il periodo in cui stavano esplodendo i social media. Abbiamo quindi pensato di ripulire la testata creando online un magazine che raccontasse le storie di 130 anni di vita di Coca-Cola che stanno sotto la superficie, parlando anche di temi come la sostenibilità, a cui l’azienda è da sempre molto attenta”. Il segreto del successo di questo prodotto sta, secondo Moye, in tre elementi chiave: contenuti, sia branded che unbranded, coordinamento fra tutte le aree dell’azienda e i suoi stakeholder, e attualità dei contenuti, che devono essere significativi e di tendenza.
Dal lancio negli Usa ad oggi Journey è stato lanciato in 18 Paesi del mondo, fra cui l’Italia: il look & feel è lo stesso, ma cambiano i contenuti. Ogni Paese può infatti scegliere in totale autonomia quanto riprendere dai contenuti del magazine americano e quanto invece sviluppare in casa.
Per il 2016 le priorità di Journey a livello internazionale sono essenzialmente due. “Innanzitutto lanciarlo in nuovi Paesi, per arrivare a un totale di 40 entro la fine del 2016 - spiega Jay -. E focalizzarci sempre di più sullo storytelling multimediale, con investimenti crescenti in video, infografica e storytelling visivo”.
Ilaria Myr
“Coca-Cola è da sempre un’azienda che comunica i suoi valori e la sua storia attraverso quello che oggi chiamiamo ‘storytelling’ - ha esordito Vittorio Cino (nella foto), Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Coca-Cola Italia, a una conferenza stampa organizzata per un panel ristretto di giornalisti -: una comunicazione cioè basata da sempre sulla condivisione. Il progetto di Journey è un ulteriore passo in questa direzione, che rientra nello sviluppo della nostra comunicazione digitale”.
Il calendario editoriale di Journey, in questo primo anno di vita, è stato costruito con articoli e interviste incentrati sui temi chiave per Coca-Cola e, soprattutto, con contenuti scelti in base all’effettivo interesse dei lettori: dal legame dell’azienda con l’Italia all’impegno per l’ambiente, per le donne e le comunità in cui è presente; dal racconto delle campagne nazionali e internazionali al focus sulle innovazioni che disegnano il futuro di Coca-Cola. Quindi temi sia brande che unbranded. Un tone of voice coinvolgente ed emozionale ha poi fatto da fil rouge negli oltre 200 contenuti pubblicati on line. A occuparsene è una redazione interna che fa capo alla direzione comunicazione corporate.
“In Italia i contenuti sono per la maggior parte localizzati (64%), realizzati cioè in Italia per il pubblico locale - continua Cino -. Mentre il restante 36% sono storie e curiosità dal resto del mondo”.
I risultati del progetto, al di sopra delle aspettative della stessa azienda, sono nei numeri: oltre 1 milione di visualizzazioni, più di 200 storie pubblicate (con una media di 3-4 nuove a settimana), 600mila sessioni. E sui social i numeri vanno oltre i 123.000 like e le 21.832.642 impressions su Facebook e Twitter.“L’interazione fra Journey e social media è scattata fin da subito - continua Cino -. Senza dubbio hanno partecipato al successo di questo nuovo canale due eventi importanti come l’Expo da un lato e il 100° anniversario della bottiglietta contour Coca-Cola. E nel 2016 saremo coinvolti come sponsor sia nelle Olimpiadi Rio che negli europei in Francia. Sicuramente, il nostro obiettivo è dare sempre più spazio ai contenuti unbranded di attualità, in cui Coca-Cola può dire la sua”.
Le novità saranno molteplici: si lavorerà per ospitare contributi editoriali firmati da ‘esterni’, sia con rubriche dedicate a temi chiave per Coca-Cola (come l’innovazione, i giovani o l’attenzione all’ambiente) sia con focus e riflessioni sulle campagne di marketing e comunicazione dell’azienda; si moltiplicheranno i contributi video come format per comunicare in modo impattante e immediato con tutti gli interlocutori; si amplificherà il radicamento sul territorio italiano di Coca-Cola e, ovviamente, diventerà sempre più salda la connessione e l’interazione con i social network e le piattaforme digitali dell’azienda, e in generale con tutte le altre leve di comunicazione, sia btl che atl, in un’ottica di totale integrazione fra i mezzi.
Journey nel mondo
L’edizione italiana di Journey rientra nel più ampio progetto lanciato a livello internazionale da Coca-Cola dal 2013. “Nel 2011 il nostro presidente e ad aveva lanictao una sfida: rivisitare la testata cartacea Journey, che negli anni ’80-’90 veniva distribuita trimestralmente ai dipendenti - ha spiegato Jay Moye, editor-in-chief Coca-Cola Journey, in collegamento da Atlanta -. Era il periodo in cui stavano esplodendo i social media. Abbiamo quindi pensato di ripulire la testata creando online un magazine che raccontasse le storie di 130 anni di vita di Coca-Cola che stanno sotto la superficie, parlando anche di temi come la sostenibilità, a cui l’azienda è da sempre molto attenta”. Il segreto del successo di questo prodotto sta, secondo Moye, in tre elementi chiave: contenuti, sia branded che unbranded, coordinamento fra tutte le aree dell’azienda e i suoi stakeholder, e attualità dei contenuti, che devono essere significativi e di tendenza.
Dal lancio negli Usa ad oggi Journey è stato lanciato in 18 Paesi del mondo, fra cui l’Italia: il look & feel è lo stesso, ma cambiano i contenuti. Ogni Paese può infatti scegliere in totale autonomia quanto riprendere dai contenuti del magazine americano e quanto invece sviluppare in casa.
Per il 2016 le priorità di Journey a livello internazionale sono essenzialmente due. “Innanzitutto lanciarlo in nuovi Paesi, per arrivare a un totale di 40 entro la fine del 2016 - spiega Jay -. E focalizzarci sempre di più sullo storytelling multimediale, con investimenti crescenti in video, infografica e storytelling visivo”.
Ilaria Myr



