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Bonori: banda larga, la materia prima del futuro. Ma al Paese servono infrastrutture. Per ZenithOptimedia crescita a doppia cifra nel 2015 e 50 mln dal new business
Una riflessione con il Ceo Italy South Med & MEA Region ZenithOptimedia nell'ambito del convegno tenutosi il 16 novembre scorso a Roma su presente e il futuro del digitale e il rapporto tra questo fondamentale strumento di crescita e il nostro Paese. Bilancio positivo per il centro media del Gruppo Publicis guidato in Italia da Bonori, complici new business significativi come McArthurGlen, Gruppo Coty, la conferma di Grandi Navi Veloci in Italia e l'acquisizione del business internazionale coordinato dal nostro Paese, Mylan Pharma Group, la società Fitbit , la recente conferma di Lactalis in Italia con il coordinamento in 19 Paesi, Singapore Airlines, il budget digital del Parlamento Europeo, ai quali si aggiunge un'attività pro bono per SlowFood, il progetto 'We feed the planet' realizzato in Expo. Inoltre, l'importante riconferma del budget Eni e di Eurobet.
Il 16 dicembre il presente e il futuro del digitale e il rapporto tra questo fondamentale strumento di crescita e il nostro Paese è stato al centro dell'incontro dal titolo 'Il piano di azione per l’Agenda digitale, Italia ed Europa a confronto”, organizzato dal Club Relazioni Esterne in partnership con la Rappresentanza in Italia delle Commissione Europea e ZenithOptimedia. (Leggi news).
A discutere sul tema sono intervenuti Stefania Salustri, Presidente Club Relazioni Esterne, Head of Communications and Media Relations Aspen Institute Italia, Emilio Dalmonte, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Giuseppe Abbamonte, Director Media & Data Dg Connect European; Vittorio Bonori (nella foto), Ceo Italy South Med & MEA Region ZenithOptimedia; Maurizio Mensi, Professor of Economic Law at SNA and Information and Communications Law at LUISS Guido Carli; Michelangelo Suigo, Responsabile Public Affairs Vodafone; Fabio Vaccarono, Managing Director Google Italy e Alberto Sangiovanni-Vincentelli, The Edgar L. And Harold H. Buttner Chair of Electrical Engeneering and Computer Sciences University of California at Berkeley, Usa. Ha chiuso i lavori Sandro Gozi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei.
Il dibattito si è aperto con parole di solidarietà e di cordoglio per la Francia e per le vittime degli attentati terroristici di Parigi, attacchi che vanno contro i valori europei di tolleranza e di convivenza pacifica.
La discussione si è aperta considerando lo stato dell'arte del Paese rispetto al digitale.
Il Governo italiano, la Commissione europea e le grandi imprese di ICT stanno mettendo in gioco risorse per ridurre il digital divide con investimenti infrastrutturali e per introdurre il digitale nella pubblica amministrazione e nelle aziende, ma la strada è ancora lunga.
Tra i tanti obiettivi messi a fuoco dall’agenda della Commissione europea per il 2020, tre sono particolarmente rilevanti: entro il 2020, il 100% della popolazione italiana dovrà essere raggiunta da ultra broadband almeno a 30 megabyte al secondo; il 50% da ultra broadband almeno a 100 megabyte al secondo e il 50% dovrà avere un abbonamento ultra broadband. Se pensiamo che il terzo target riguarda circa 12,5 milioni di italiani entro il 2020 e adesso solo 1 milione ne è dotato, è evidente che c'è tanto lavoro da fare. È necessario dunque sviluppare un'infrastruttura di rete FTTH che arrivi fino a casa degli utenti, per cercare di raggiungere al più presto quegli obiettivi.
"L'Italia ha un ritardo importante nella digitalizzazione - ha commentato ai nostri microfoni Vittorio Bonori -. Secondo alcune fonti il Paese sarebbe al 54esimo posto nella lista mondiale per velocità di connessione con una media di 6,4 bit al secondo. Esiste in Italia un gap digitale per velocità della banda larga, come se avessimo un'autostrada su cui andare spediti ma viaggiassimo a 40 all'ora".
Ad oggi questo gap è un fattore che limita le imprese italiane ha osservato Bonori, riflettendo però su un fatto positivo, l'impegno dichiarato dalle istituzioni a investire sulla banda larga per ridurre il ritardo del Paese.
La Commissione europea spinge infatti per la creazione del mercato unico digitale, i cui assi strategici sono la necessità di migliorare l'accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa, la creazione di un contesto favorevole e la parità delle condizioni, affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi. La promozione della digitalizzazione della società è una delle priorità della Commissione Juncker, il cui Piano vorrebbe mobilitare fino a 315 miliardi di euro di capitale, in gran parte privato, tramite un sistema di garanzie.
La fotografia che gli ultimi rapporti e statistiche fanno del Paese restituisce un quadro a luci e ombre: il rapporto del febbraio del 2015 sull’attitudine a usare il digitale colloca l'Italia al 25esimo posto in Europa, dietro di noi soltanto Grecia, Bulgaria e Romania. Considerando invece i risultati del rapporto I-Com, ne esce un Paese con grandi opportunità e con qualche paradosso: Calabria, Campania e Lazio sono in testa per la copertura della banda ultralarga.
L’Agenda digitale, per la quale il Governo ha stanziato 12 miliardi, è un tema che va affrontato in un’ottica europea e globale, in particolare per quanto riguarda le scelte di policy. Il CIPE ha già stanziato oltre 2,2 miliardi di euro per mettere in atto subito il piano digitale del Governo italiano, e l'avvio di importante processo di sviluppo del Paese, attraverso una serie di gare che stanno per essere avviate e che vedono come protagonista Infratel, per la realizzazione di reti nelle aree a fallimento di mercato.
Secondo le stime della Commissione europea, il mercato unico digitale europeo godrà di 415 miliardi di crescita aggiuntiva, dunque c’è un grande potenziale per la crescita delle Pmi italiane che escono dalle frontiere, non solo geografiche, ma anche digitali.
È stata poi ricordata la legge Madia sulla riforma della Pubblica amministrazione, entrata in vigore lo scorso agosto, il cui articolo 1 cerca di dare contenuto al concetto di cittadinanza digitale, volto a favorire l'accesso dell'utenza a servizi digitalizzati.
Inoltre si è parlato di come la disponibilità da parte di Enel ad avere un ruolo primario nella realizzazione di infrastrutture in banda ultralarga potrebbe consentire all'Italia di scalare il ranking europeo e avere una chance di digitalizzazione.
Veniamo ora allo scenario.
Si prevede che nel 2020 le intelligenze artificiali che tramite algoritmi dialogheranno anche tra loro senza l'intervento dell'uomo saranno trenta miliardi, mentre gli esseri umani saranno soltanto sette miliardi, dunque il valore in termini di lavoro e di profitto dell’internet of everything sarà enorme: secondo stime di Cisco e Intel l’opportunità di valore nei prossimi dieci anni sarà di 19mila miliardi di dollari, divisi in 4,6 mila miliardi di dollari per il settore pubblico e 14,4 mila miliardi di dollari per le aziende.
La rivoluzione digitale è cominciata vent'anni fa, oggi di fatto le aziende stanno affrontando una rivoluzione strategica, che consiste nel riuscire a capire come utilizzare in modo rilevante gli asset digitali. Quello che talvolta sfugge, ha sottolineato Bonori " è il ruolo abilitante dell'economia digitale, che ha un impatto reale sul nostro modello di business e sulla competitività delle imprese oltre i confini nazionali". Dal mondo del largo consumo al finance, dal banking al farmaceutico, fino all'automotive, ogni azienda deve capire qual è il ruolo più appropriato degli asset digitali, abbracciando una propria road map digitale.
"Consideriamo ad esempio le tlc - ha osservato Bonori - un mercato ormai saturo che non cresce in modo rilevante nel fatturato e nei margini a fronte, invece, dell'e-commerce che segna +15%, dell'e-banking che cresce double digit e dell'industria dei media e dei contenuti in forte fermento. Se le tlc sapessero agganciarsi meglio ai settori legati alla digital economy, questa non varrebbe solo il 4% del PIL e le aziende potrebbero vedere amplificati i propri percorsi di crescita, in Italia e all'estero. Ma per farlo servono investimenti, visione strategica e la possibilità di formare nuove generazioni al digitale.".
"Diventa fondamentale, inoltre, ha riflettuto Bonori - delineare i principali trend nel mondo dei media e in ambito digitale: le piattaforme tecnologiche attraverso cui pianificare e comprare gli spazi pubblicitari, quindi il tema del programmatico, del mobile, che nei prossimi tre anni trainerà il 50% degli input alla crescita del mercato pubblicitario mondiale; la progressione del mondo dei video, cui tutto il mondo dei social si è convertito; l’e-commerce".
Il manager ha ricordato come quest'anno si stima che il programmatic crescerà di circa il 90%, arrivando a valere il 10% degli investimenti pubblicitari complessivi. Secondo le stime di Google in Italia gli specialisti nella gestione di queste piattaforme sono solo una setttantina e l'anno prossimo il fabbisogno questi profilo salga 250 - 300 unità, a dimostrazione di quel che la digital economy richiede in termini di competenze e professionalità ".
Inoltre entro il 2020 l'85% delle professioni, a prescindere dal settore e dal grado, presupporranno un corpus di competenze digitali particolarmente forte; la conseguenza è che circa un 1 milione di posizioni lavorative disponibili non potranno essere coperte.
Se a livello istituzionale e aziendale non acceleriamo le politiche di formazione di questi profili rischiamo un enorme gap entro qualche anno ha sottolineato Bonori. La digital economy offre grandi opportunità di nuovi percorsi professionali che portebbero ridurre la disoccupazione giovanile che oggi ha raggiunto una quota del 40%.
Il ruolo della tecnologia, ha ricordato il manager, può essere un fattore distintivo per le imprese, per cercare di intercettare in modo più scientifico e più efficace i propri consumatori, ma è importante progettare una roadamap digitale e una strategia personalizzate in base alle proprie esigenze di business. Ecco i principali trend con cui, secondo Bonori, dovremo misurarci in tema di digitale.
Creatività e formati automatizzati e customizzabili. Ovvero la possibilità di una creatività dinamica e di pianificazioni video che cambiano linguaggio, formato e layout in base all'audience, al momento della giornata o al contesto in cui si naviga. E ancora, il tv sync, che consente, utilizzando dati e tecnologia, di sincronizzare la comunicazione del messaggio tra device diversi utilizzati simultaneamente. E lo stesso programmatic, un esempio di come la tecnologia permetta di profilare le audience e veicolare messaggi in maniera efficace sui vari target.
Ecco un esempio di come la tecnologia migliori la vita quotidiana semplificando, ad esempio, i sistemi di pagamento e, di conseguenza, abbia un riflesso positivo sul rapporto tra marca e consumatore.
"Sapient, recentemente acquisita da Publicis Groupe - ha raccontato Bonori - ha introdotto un'app per mobile, utilizzata per prima dalla Royal Bank of Scotland, che permette di prelevare contanti da bancomat senza utilizzare la card. Pensiamo all'impatto di questo strumento sulla customer experience, ad esempio, di chi non ha con sì la carta di credito e necessita di prelevare denaro per un utilizzo immediato".
Altro trend rilevante legato al digitale è il mobile, da cui si prevede che nei prossimi tre anni deriverà oltre il 50% della crescita dell'adv mondiale.
L'esplosione del mobile e dei social traina il consumo di video anch'esso in grande crescita, altro trend legato alla penetrazione delle smart tv e a breve anche di Apple TV in arrivo in Italia. E in generale potenzia la possibilità di comunicare contenuti in modo rilevante alle audience always connected su tutti i device.
Tutte le strategie di penetrazione del mercato passano ancora oggi prevalentemente attraverso i cosiddetti paid media, mentre i tutto l'ecosistema digitale lavora molto meglio sulla relazione, lo scambio di informazioni e l'engagement che riguardano prevalentemente gli earned media ha sottolineato Bonori. Sono questi i mezzi più rilevanti per coinvolgere e intrattenere i consumatori e garantire interazione e performance.
Gli earned media chiamano in causa il tema della misurazione: come riuscire a misurare gli effetti di una politica di marketing mix, come misurare attraverso i dati l'impatto delle politiche di investimento. Questo è un tema aperto anche da un punto di vista statistico e matematico. Si parla di attribution modeling, tecniche che cercano di dare un ruolo diretto a tutti i touch point che vengono utilizzati dalle imprese.
Dal convegno è emergo che secondo le previsioni effettuate dagli Stati Uniti per i prossimi dieci anni ci saranno 1000 dispositivi per ogni persona sul pianeta e un cambio di paradigma nell’interazione fra esseri umani e ambiente, che non sarà basata su tastiera e schermi, ma avverrà con parole e movimenti. Una miriade di sensori e di processori saranno immersi nell'ambiente e vivremo circondati dalle tecnologie. Il futuro non è l’internet of things, ma l’internet of human and things. Una realtà, quindi, che non ha più nulla di virtuale, ma è sempre più reale e che si traduce in termini di Pil, nuovi posti di lavoro, crescita economica e diritti fondamentali.
"Questa banda larga - ha concluso Bonori è la materia prima del futuro -. Ma abbiamo bisogno di infrastrutture per poterne sfruttare appieno tutte le potenzialità".
Il convegno di Roma è stato anche l'occasione per fare il bilancio, con il manager di ZenithOptimedia in Italia.
"Quest'anno è stato un anno molto positivo per ZenithOptimedia, che registra crescite in tutte le business unit. Da Performics, specializzata in performance marketing, a Newcast, attiva sui contenuti, a Ninah, di recente ingresso sul mercato, con un'expertise nel modeling e nella consulenza strategica ai clienti.
Ottimi risultati anche dall'area programmatica di Vivaki, che cresce a tripla cifra".
L'obiettivo 2015 del centro media del gruppo Publicis, spiega Bonori "è di un incremento a doppia cifra, complice l'importante new business, che vale complessivamente un billing di 50 mln".
Tra i nuovi clienti dell'agenzia ricordiamo McArthurGlen, Gruppo Coty, la conferma di Grandi Navi Veloci in Italia e l'acquisizione del business internazionale coordinato dal nostro Paese, Mylan Pharma Group, la società Fitbit specializzata in grado di monitorare l'attività fisica, la recente conferma di Lactalis in Italia con il coordinamento in 19 Paesi, Singapore Airlines, il budget digital del Parlamento Europeo, ai quali si aggiunge un'attività pro bono per SlowFood, il progetto 'We feed the planet' realizzato in Expo. Inoltre, l'importante riconferma del budget Eni e di Eurobet.
Ricordiamo che il centro media in questi giorni ha lanciato la nuova versione del sito internet italiano www.zenithoptimediagroup.it (leggi news)
EC
A discutere sul tema sono intervenuti Stefania Salustri, Presidente Club Relazioni Esterne, Head of Communications and Media Relations Aspen Institute Italia, Emilio Dalmonte, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Giuseppe Abbamonte, Director Media & Data Dg Connect European; Vittorio Bonori (nella foto), Ceo Italy South Med & MEA Region ZenithOptimedia; Maurizio Mensi, Professor of Economic Law at SNA and Information and Communications Law at LUISS Guido Carli; Michelangelo Suigo, Responsabile Public Affairs Vodafone; Fabio Vaccarono, Managing Director Google Italy e Alberto Sangiovanni-Vincentelli, The Edgar L. And Harold H. Buttner Chair of Electrical Engeneering and Computer Sciences University of California at Berkeley, Usa. Ha chiuso i lavori Sandro Gozi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei.
Il dibattito si è aperto con parole di solidarietà e di cordoglio per la Francia e per le vittime degli attentati terroristici di Parigi, attacchi che vanno contro i valori europei di tolleranza e di convivenza pacifica.
La discussione si è aperta considerando lo stato dell'arte del Paese rispetto al digitale.
Il Governo italiano, la Commissione europea e le grandi imprese di ICT stanno mettendo in gioco risorse per ridurre il digital divide con investimenti infrastrutturali e per introdurre il digitale nella pubblica amministrazione e nelle aziende, ma la strada è ancora lunga.
Tra i tanti obiettivi messi a fuoco dall’agenda della Commissione europea per il 2020, tre sono particolarmente rilevanti: entro il 2020, il 100% della popolazione italiana dovrà essere raggiunta da ultra broadband almeno a 30 megabyte al secondo; il 50% da ultra broadband almeno a 100 megabyte al secondo e il 50% dovrà avere un abbonamento ultra broadband. Se pensiamo che il terzo target riguarda circa 12,5 milioni di italiani entro il 2020 e adesso solo 1 milione ne è dotato, è evidente che c'è tanto lavoro da fare. È necessario dunque sviluppare un'infrastruttura di rete FTTH che arrivi fino a casa degli utenti, per cercare di raggiungere al più presto quegli obiettivi.
"L'Italia ha un ritardo importante nella digitalizzazione - ha commentato ai nostri microfoni Vittorio Bonori -. Secondo alcune fonti il Paese sarebbe al 54esimo posto nella lista mondiale per velocità di connessione con una media di 6,4 bit al secondo. Esiste in Italia un gap digitale per velocità della banda larga, come se avessimo un'autostrada su cui andare spediti ma viaggiassimo a 40 all'ora".
Ad oggi questo gap è un fattore che limita le imprese italiane ha osservato Bonori, riflettendo però su un fatto positivo, l'impegno dichiarato dalle istituzioni a investire sulla banda larga per ridurre il ritardo del Paese.
La Commissione europea spinge infatti per la creazione del mercato unico digitale, i cui assi strategici sono la necessità di migliorare l'accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa, la creazione di un contesto favorevole e la parità delle condizioni, affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi. La promozione della digitalizzazione della società è una delle priorità della Commissione Juncker, il cui Piano vorrebbe mobilitare fino a 315 miliardi di euro di capitale, in gran parte privato, tramite un sistema di garanzie.
La fotografia che gli ultimi rapporti e statistiche fanno del Paese restituisce un quadro a luci e ombre: il rapporto del febbraio del 2015 sull’attitudine a usare il digitale colloca l'Italia al 25esimo posto in Europa, dietro di noi soltanto Grecia, Bulgaria e Romania. Considerando invece i risultati del rapporto I-Com, ne esce un Paese con grandi opportunità e con qualche paradosso: Calabria, Campania e Lazio sono in testa per la copertura della banda ultralarga.
L’Agenda digitale, per la quale il Governo ha stanziato 12 miliardi, è un tema che va affrontato in un’ottica europea e globale, in particolare per quanto riguarda le scelte di policy. Il CIPE ha già stanziato oltre 2,2 miliardi di euro per mettere in atto subito il piano digitale del Governo italiano, e l'avvio di importante processo di sviluppo del Paese, attraverso una serie di gare che stanno per essere avviate e che vedono come protagonista Infratel, per la realizzazione di reti nelle aree a fallimento di mercato.
Secondo le stime della Commissione europea, il mercato unico digitale europeo godrà di 415 miliardi di crescita aggiuntiva, dunque c’è un grande potenziale per la crescita delle Pmi italiane che escono dalle frontiere, non solo geografiche, ma anche digitali.
È stata poi ricordata la legge Madia sulla riforma della Pubblica amministrazione, entrata in vigore lo scorso agosto, il cui articolo 1 cerca di dare contenuto al concetto di cittadinanza digitale, volto a favorire l'accesso dell'utenza a servizi digitalizzati.
Inoltre si è parlato di come la disponibilità da parte di Enel ad avere un ruolo primario nella realizzazione di infrastrutture in banda ultralarga potrebbe consentire all'Italia di scalare il ranking europeo e avere una chance di digitalizzazione.
Veniamo ora allo scenario.
Si prevede che nel 2020 le intelligenze artificiali che tramite algoritmi dialogheranno anche tra loro senza l'intervento dell'uomo saranno trenta miliardi, mentre gli esseri umani saranno soltanto sette miliardi, dunque il valore in termini di lavoro e di profitto dell’internet of everything sarà enorme: secondo stime di Cisco e Intel l’opportunità di valore nei prossimi dieci anni sarà di 19mila miliardi di dollari, divisi in 4,6 mila miliardi di dollari per il settore pubblico e 14,4 mila miliardi di dollari per le aziende.
La rivoluzione digitale è cominciata vent'anni fa, oggi di fatto le aziende stanno affrontando una rivoluzione strategica, che consiste nel riuscire a capire come utilizzare in modo rilevante gli asset digitali. Quello che talvolta sfugge, ha sottolineato Bonori " è il ruolo abilitante dell'economia digitale, che ha un impatto reale sul nostro modello di business e sulla competitività delle imprese oltre i confini nazionali". Dal mondo del largo consumo al finance, dal banking al farmaceutico, fino all'automotive, ogni azienda deve capire qual è il ruolo più appropriato degli asset digitali, abbracciando una propria road map digitale.
"Consideriamo ad esempio le tlc - ha osservato Bonori - un mercato ormai saturo che non cresce in modo rilevante nel fatturato e nei margini a fronte, invece, dell'e-commerce che segna +15%, dell'e-banking che cresce double digit e dell'industria dei media e dei contenuti in forte fermento. Se le tlc sapessero agganciarsi meglio ai settori legati alla digital economy, questa non varrebbe solo il 4% del PIL e le aziende potrebbero vedere amplificati i propri percorsi di crescita, in Italia e all'estero. Ma per farlo servono investimenti, visione strategica e la possibilità di formare nuove generazioni al digitale.".
"Diventa fondamentale, inoltre, ha riflettuto Bonori - delineare i principali trend nel mondo dei media e in ambito digitale: le piattaforme tecnologiche attraverso cui pianificare e comprare gli spazi pubblicitari, quindi il tema del programmatico, del mobile, che nei prossimi tre anni trainerà il 50% degli input alla crescita del mercato pubblicitario mondiale; la progressione del mondo dei video, cui tutto il mondo dei social si è convertito; l’e-commerce".
Il manager ha ricordato come quest'anno si stima che il programmatic crescerà di circa il 90%, arrivando a valere il 10% degli investimenti pubblicitari complessivi. Secondo le stime di Google in Italia gli specialisti nella gestione di queste piattaforme sono solo una setttantina e l'anno prossimo il fabbisogno questi profilo salga 250 - 300 unità, a dimostrazione di quel che la digital economy richiede in termini di competenze e professionalità ".
Inoltre entro il 2020 l'85% delle professioni, a prescindere dal settore e dal grado, presupporranno un corpus di competenze digitali particolarmente forte; la conseguenza è che circa un 1 milione di posizioni lavorative disponibili non potranno essere coperte.
Se a livello istituzionale e aziendale non acceleriamo le politiche di formazione di questi profili rischiamo un enorme gap entro qualche anno ha sottolineato Bonori. La digital economy offre grandi opportunità di nuovi percorsi professionali che portebbero ridurre la disoccupazione giovanile che oggi ha raggiunto una quota del 40%.
Il ruolo della tecnologia, ha ricordato il manager, può essere un fattore distintivo per le imprese, per cercare di intercettare in modo più scientifico e più efficace i propri consumatori, ma è importante progettare una roadamap digitale e una strategia personalizzate in base alle proprie esigenze di business. Ecco i principali trend con cui, secondo Bonori, dovremo misurarci in tema di digitale.
Creatività e formati automatizzati e customizzabili. Ovvero la possibilità di una creatività dinamica e di pianificazioni video che cambiano linguaggio, formato e layout in base all'audience, al momento della giornata o al contesto in cui si naviga. E ancora, il tv sync, che consente, utilizzando dati e tecnologia, di sincronizzare la comunicazione del messaggio tra device diversi utilizzati simultaneamente. E lo stesso programmatic, un esempio di come la tecnologia permetta di profilare le audience e veicolare messaggi in maniera efficace sui vari target.
Ecco un esempio di come la tecnologia migliori la vita quotidiana semplificando, ad esempio, i sistemi di pagamento e, di conseguenza, abbia un riflesso positivo sul rapporto tra marca e consumatore.
"Sapient, recentemente acquisita da Publicis Groupe - ha raccontato Bonori - ha introdotto un'app per mobile, utilizzata per prima dalla Royal Bank of Scotland, che permette di prelevare contanti da bancomat senza utilizzare la card. Pensiamo all'impatto di questo strumento sulla customer experience, ad esempio, di chi non ha con sì la carta di credito e necessita di prelevare denaro per un utilizzo immediato".
Altro trend rilevante legato al digitale è il mobile, da cui si prevede che nei prossimi tre anni deriverà oltre il 50% della crescita dell'adv mondiale.
L'esplosione del mobile e dei social traina il consumo di video anch'esso in grande crescita, altro trend legato alla penetrazione delle smart tv e a breve anche di Apple TV in arrivo in Italia. E in generale potenzia la possibilità di comunicare contenuti in modo rilevante alle audience always connected su tutti i device.
Tutte le strategie di penetrazione del mercato passano ancora oggi prevalentemente attraverso i cosiddetti paid media, mentre i tutto l'ecosistema digitale lavora molto meglio sulla relazione, lo scambio di informazioni e l'engagement che riguardano prevalentemente gli earned media ha sottolineato Bonori. Sono questi i mezzi più rilevanti per coinvolgere e intrattenere i consumatori e garantire interazione e performance.
Gli earned media chiamano in causa il tema della misurazione: come riuscire a misurare gli effetti di una politica di marketing mix, come misurare attraverso i dati l'impatto delle politiche di investimento. Questo è un tema aperto anche da un punto di vista statistico e matematico. Si parla di attribution modeling, tecniche che cercano di dare un ruolo diretto a tutti i touch point che vengono utilizzati dalle imprese.
Dal convegno è emergo che secondo le previsioni effettuate dagli Stati Uniti per i prossimi dieci anni ci saranno 1000 dispositivi per ogni persona sul pianeta e un cambio di paradigma nell’interazione fra esseri umani e ambiente, che non sarà basata su tastiera e schermi, ma avverrà con parole e movimenti. Una miriade di sensori e di processori saranno immersi nell'ambiente e vivremo circondati dalle tecnologie. Il futuro non è l’internet of things, ma l’internet of human and things. Una realtà, quindi, che non ha più nulla di virtuale, ma è sempre più reale e che si traduce in termini di Pil, nuovi posti di lavoro, crescita economica e diritti fondamentali.
"Questa banda larga - ha concluso Bonori è la materia prima del futuro -. Ma abbiamo bisogno di infrastrutture per poterne sfruttare appieno tutte le potenzialità".
Il convegno di Roma è stato anche l'occasione per fare il bilancio, con il manager di ZenithOptimedia in Italia.
"Quest'anno è stato un anno molto positivo per ZenithOptimedia, che registra crescite in tutte le business unit. Da Performics, specializzata in performance marketing, a Newcast, attiva sui contenuti, a Ninah, di recente ingresso sul mercato, con un'expertise nel modeling e nella consulenza strategica ai clienti.
Ottimi risultati anche dall'area programmatica di Vivaki, che cresce a tripla cifra".
L'obiettivo 2015 del centro media del gruppo Publicis, spiega Bonori "è di un incremento a doppia cifra, complice l'importante new business, che vale complessivamente un billing di 50 mln".
Tra i nuovi clienti dell'agenzia ricordiamo McArthurGlen, Gruppo Coty, la conferma di Grandi Navi Veloci in Italia e l'acquisizione del business internazionale coordinato dal nostro Paese, Mylan Pharma Group, la società Fitbit specializzata in grado di monitorare l'attività fisica, la recente conferma di Lactalis in Italia con il coordinamento in 19 Paesi, Singapore Airlines, il budget digital del Parlamento Europeo, ai quali si aggiunge un'attività pro bono per SlowFood, il progetto 'We feed the planet' realizzato in Expo. Inoltre, l'importante riconferma del budget Eni e di Eurobet.
Ricordiamo che il centro media in questi giorni ha lanciato la nuova versione del sito internet italiano www.zenithoptimediagroup.it (leggi news)
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