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Condé Nast Italia: nel 2016 focus su native adv ed eventi, nuovo sito per Vogue e formato più grande per Vanity Fair. Parola d’ordine: qualità
La casa editrice presieduta da Giampaolo Grandi ha scelto il Teatro Nazionale di Milano per presentare tutte le novità che verranno lanciate nel corso dell’anno. A quota 30 milioni l’audience complessiva raggiunta dal Gruppo con i suoi prodotti e oltre 20 milioni gli utenti unici mese. 10 milioni la fan base, che nel 2015 ha registrato una crescita del +42%. 1 milione il budget investito dall'azienda nel 2016 per migliorare ulteriormente Vanity Fair. In arrivo un evento di Vogue dedicato alla fotografia fashion e un'importante appuntamento sulla bellezza organizzato da Glamour.
Presentazione in grande stile per Condé Nast Italia, che ha scelto il Teatro Nazionale di Milano per comunicare agli investitori tutte le novità del 2016. Ospiti d’eccezione il vincitore di XFactor 2015, Giosada, e Beppe Fiorello, che ha deliziato i presenti con una superba interpretazione di Domenico Modugno.
Insomma, una serata all'insegna della qualità, da sempre il cavallo di battaglia della casa editrice, come ha tenuto a ribadire in apertura il presidente Giampaolo Grandi: "'Not just quality, but the high level of quality', questo il motto di Jonathan Newhouse, chiarman e chief executive di Condé Nast International, che la dice lunga sul nostro modo di lavorare - ha esordito Grandi - . Dobbiamo ricordarci che la qualità non è un traguardo, ma una sfida quotidiana, e Condé Nast si impegna a fondo tutti i giorni per vincerla".
"Vogliamo essere in grado di influenzare gli influencer - ha detto Grandi - , senza perdere di vista l'etica, che rappresenta per noi un valore irrinunciabile".
Un obiettivo che, stando a quanto dicono le ricerche, è già stato raggiunto. Da due differenti indagini realizzate da GfK Eurisko, infatti, emerge che i brand Condé Nast, in particolare Vogue e Vanity Fair, veicolano qualità e sono le testate di riferimento per il mondo del lusso in Italia.
Anche i numeri danno ragione a questo approccio, tanto che Condé Nast Italia rappresenta un fiore all'occhiello per la stessa Condé Nast International.
Solo per dare un'idea: nel 2015 l'audience complessiva della casa editrice ha toccato i 30 milioni di utenti (di cui 6 raggiunti attraverso le testate tradizionali, ndr.) e gli utenti unici mese hanno superato i 20 milioni, di cui 15 sono donne, elemento che fa di Condé Nast Italia il primo player del mercato su questo target.
16 milioni le video views medie mese certificate, in aumento del +78% sul 2014 e destinate a crescere di un ulteriore 25% quest'anno; mentre la fan base totale dei brand del Gruppo è a quota 10 milioni di utenti (+42% sul 2014), con la prospettiva di raggiungere i 12 milioni nel 2016.
Quello appena iniziato si annuncia un anno impegnativo per Condé Nast Italia, come ha raccontato Fedele Usai (nella foto), che ha recentemente assunto il ruolo di dg della casa editrice (leggi news). In primis, aumenta l'impegno dell'azienda nei confronti del native advertising, come testimonia la nascita di Native Content, primo sistema full platform nativo italiano.
"Grazie a questo sistema, è possibile creare storie e distribuirle per affinità di audience attraverso i brand Condé Nast, formattate in base al device che veicola il contenuto, monitorandole in real time - ha spiegato Usai - . Una modalità di fare comunicazione che ha già riscontrato successo presso i clienti: Armani in occasione delle sfilate, Vodafone per festeggiare i suoi 20 anni, e Audi hanno già utilizzato questo strumento, ottenendo risultati brillanti. Basti pensare che la case history di Vodafone è stata premiata da Condé Nast International come migliore operazione di branded content del 2015".
Ma, come prevedibile data l'attenzione che Condé Nast riserva ai propri brand, le novità riguarderanno anche più strettamente i prodotti.
"Il 22 febbraio debutterà il nuovo sito di Vogue, che offrirà una digital experience inedita, grazie a una modalità di navigazione qualitativa che si basa sul concetto di 'frame' - ha anticipato Usai - . Una vera e propria rivoluzione, che si aggiunge a quella che ha già interessato Glamour.it, attualmente la prima destination digital completamente content, dal momento che il sito è privo di display advertising".
Per quanto riguarda Wired.it, assumerà la forma di bookazine e, da maggio 2016, potrà contare su una collaborazione esclusiva con Ars Technica.
Anche le tradizionali testate print non saranno trascurate. "Non bisogna dimenticare che la qualità dei prodotti tradizionali è imprescindibile per il successo dei brand digitali - ha sottolineato Usai - . Condé Nast è fermamente convinta che in un mondo sempre più digital e multicanale il premium print rappresenti un fattore differenziante. Proprio per questo, nel 2016 investiremo 1 milione di euro per migliorare e rendere ancora più immersiva l'esperienza di lettura di Vanity Fair: dal numero di marzo il magazine si presenterà in edicola con un nuovo formato, più grande".
Il posizionamento premium di Condé Nast Italia ha anche permesso alla casa editrice di diventare content partner di Deutsche Bank in particolare per Deutsche Asset & Wealth Management, una nuova struttura pensata per favorire e ottimizzare il servizio alla clientela.
Last but not least, anche quest'anno non mancheranno gli eventi. Ai già 'rodati' Vogue Fashion's Night Out, FreakOut e Wired Next Fest (che quest'anno approderà però anche a Firenze, ndr.), si aggiungeranno un importante appuntamento organizzato da Vogue interamente dedicato alla fotografia fashion e la più grande conferenza europea sulla bellezza, che grazie a Glamour a maggio riunirà a Milano tutti i più importanti operatori del settore.
Serena Piazzi
Insomma, una serata all'insegna della qualità, da sempre il cavallo di battaglia della casa editrice, come ha tenuto a ribadire in apertura il presidente Giampaolo Grandi: "'Not just quality, but the high level of quality', questo il motto di Jonathan Newhouse, chiarman e chief executive di Condé Nast International, che la dice lunga sul nostro modo di lavorare - ha esordito Grandi - . Dobbiamo ricordarci che la qualità non è un traguardo, ma una sfida quotidiana, e Condé Nast si impegna a fondo tutti i giorni per vincerla".
"Vogliamo essere in grado di influenzare gli influencer - ha detto Grandi - , senza perdere di vista l'etica, che rappresenta per noi un valore irrinunciabile".
Un obiettivo che, stando a quanto dicono le ricerche, è già stato raggiunto. Da due differenti indagini realizzate da GfK Eurisko, infatti, emerge che i brand Condé Nast, in particolare Vogue e Vanity Fair, veicolano qualità e sono le testate di riferimento per il mondo del lusso in Italia.
Anche i numeri danno ragione a questo approccio, tanto che Condé Nast Italia rappresenta un fiore all'occhiello per la stessa Condé Nast International.
Solo per dare un'idea: nel 2015 l'audience complessiva della casa editrice ha toccato i 30 milioni di utenti (di cui 6 raggiunti attraverso le testate tradizionali, ndr.) e gli utenti unici mese hanno superato i 20 milioni, di cui 15 sono donne, elemento che fa di Condé Nast Italia il primo player del mercato su questo target.
16 milioni le video views medie mese certificate, in aumento del +78% sul 2014 e destinate a crescere di un ulteriore 25% quest'anno; mentre la fan base totale dei brand del Gruppo è a quota 10 milioni di utenti (+42% sul 2014), con la prospettiva di raggiungere i 12 milioni nel 2016.
Quello appena iniziato si annuncia un anno impegnativo per Condé Nast Italia, come ha raccontato Fedele Usai (nella foto), che ha recentemente assunto il ruolo di dg della casa editrice (leggi news). In primis, aumenta l'impegno dell'azienda nei confronti del native advertising, come testimonia la nascita di Native Content, primo sistema full platform nativo italiano.
"Grazie a questo sistema, è possibile creare storie e distribuirle per affinità di audience attraverso i brand Condé Nast, formattate in base al device che veicola il contenuto, monitorandole in real time - ha spiegato Usai - . Una modalità di fare comunicazione che ha già riscontrato successo presso i clienti: Armani in occasione delle sfilate, Vodafone per festeggiare i suoi 20 anni, e Audi hanno già utilizzato questo strumento, ottenendo risultati brillanti. Basti pensare che la case history di Vodafone è stata premiata da Condé Nast International come migliore operazione di branded content del 2015".
Ma, come prevedibile data l'attenzione che Condé Nast riserva ai propri brand, le novità riguarderanno anche più strettamente i prodotti.
"Il 22 febbraio debutterà il nuovo sito di Vogue, che offrirà una digital experience inedita, grazie a una modalità di navigazione qualitativa che si basa sul concetto di 'frame' - ha anticipato Usai - . Una vera e propria rivoluzione, che si aggiunge a quella che ha già interessato Glamour.it, attualmente la prima destination digital completamente content, dal momento che il sito è privo di display advertising".
Per quanto riguarda Wired.it, assumerà la forma di bookazine e, da maggio 2016, potrà contare su una collaborazione esclusiva con Ars Technica.
Anche le tradizionali testate print non saranno trascurate. "Non bisogna dimenticare che la qualità dei prodotti tradizionali è imprescindibile per il successo dei brand digitali - ha sottolineato Usai - . Condé Nast è fermamente convinta che in un mondo sempre più digital e multicanale il premium print rappresenti un fattore differenziante. Proprio per questo, nel 2016 investiremo 1 milione di euro per migliorare e rendere ancora più immersiva l'esperienza di lettura di Vanity Fair: dal numero di marzo il magazine si presenterà in edicola con un nuovo formato, più grande".
Il posizionamento premium di Condé Nast Italia ha anche permesso alla casa editrice di diventare content partner di Deutsche Bank in particolare per Deutsche Asset & Wealth Management, una nuova struttura pensata per favorire e ottimizzare il servizio alla clientela.
Last but not least, anche quest'anno non mancheranno gli eventi. Ai già 'rodati' Vogue Fashion's Night Out, FreakOut e Wired Next Fest (che quest'anno approderà però anche a Firenze, ndr.), si aggiungeranno un importante appuntamento organizzato da Vogue interamente dedicato alla fotografia fashion e la più grande conferenza europea sulla bellezza, che grazie a Glamour a maggio riunirà a Milano tutti i più importanti operatori del settore.
Serena Piazzi


