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Credito d'imposta fino al 50% per la pubblicità sulla stampa. Riffeser (FIEG): "Occasione preziosa per imprese, informazione e Paese"
“Le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali che intendono investire in pubblicità sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, per promuovere i propri prodotti e servizi possono avvalersi di un contributo sotto forma di credito di imposta fino al 50% della spesa sostenuta. Si tratta di utilizzare uno strumento, come quello costituito dalle testate quotidiane e periodiche di informazione, economicamente conveniente, di efficacia riconosciuta, vicino ai cittadini”.
Il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti (nella foto), ha così commentato l’inizio del periodo utile, dal 1 al 30 settembre, per l’invio della domanda per l’accesso al credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari sulla stampa effettuati nel corso del 2020.
Ricordiamo che sono ammessi al credito d'imposta anche gli investimenti programmati durante l’anno in corso sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, e anche quelli sulle tv e radio nazionali non partecipate dallo stato.
Il modulo per la richiesta è pubblicato sui siti internet dell'Agenzia delle Entrate e del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'incentivo fiscale destinato agli investitori pubblicitari esiste dal 2018, ma quest'anno offre una novità introdotta con il decreto Rilancio. Prima del decreto, convertito in legge nelle scorse settimane, per ottenere il credito di imposta era necessario spendere in pubblicità almeno l'1% in più di quanto investito nell'anno precedente. Una limitazione rimossa in modo da ampliare il numero dei potenziali beneficiari della misura che, fino al 30 settembre 2020, possono utilizzare lo strumento per fare richiesta dello sconto fiscale.
Lo stanziamento è pari a 85 milioni (50 milioni per inserzioni sui giornali e siti, i restanti 35 milioni per spot su tv e radio).
“Quest’anno – ha affermato Riffeser – la Fieg ha chiesto ed ottenuto che, per contrastare il crollo della pubblicità derivante dall’emergenza Covid, il credito di imposta fosse calcolato sull’intero valore degli investimenti pubblicitari realizzati e non sull’incremento rispetto al 2019. Possono pertanto presentare domanda all’Agenzia delle entrate per l’agevolazione anche i soggetti che non hanno effettuato investimenti pubblicitari nel 2019 e i soggetti che hanno iniziato l’attività quest’anno”.
“È – ha concluso il Presidente della Fieg – una occasione da cogliere, preziosa e che aiuta: le imprese e i lavoratori autonomi a comunicare con clienti ed utenti, i giornali ad acquisire risorse per continuare ad informare in maniera qualificata e l’economia ed il Paese a ripartire”.

