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È in edicola lo speciale di Corriere Motori “Autoevoluzione”
Il futuro delle quattro ruote riguarda la sicurezza di chi guida, mette in gioco il rispetto e l’attenzione per l’ambiente, la vita delle persone che potrebbe essere più comoda e anche in alcuni casi riscrive gli spazi delle nostre città: sullo speciale di Corriere Motori “Autoevoluzione” gli scenari futuri tra possibilità che sembrano invenzioni cinematografiche e invece sono occasioni concrete o soluzioni già esistenti.
Le prospettive del futuro sono raccontate a partire da un’intervista all’architetto e docente al Mit di Boston Carlo Ratti che mette in guardia sull’importanza di imporre la propria visione del mondo: “L’innovazione può portarci verso una città con meno macchine o ancora più congestionata. Dipende da noi”.
Il futuro su quattro ruote garantirà condizioni di guida più sicure ed ecco che nel numero si parla di sedili in grado di tenere sotto controllo il battito cardiaco, di monitoraggio del tasso di alcol ingerito, del livello di stanchezza di chi guida. E sarà obbligatorio per tutte le auto nuove dal 31 marzo 2018 un sistema automatico di chiamate di emergenza che si attiva da solo in caso di incidente.
Innovazione vuol dire anche connettività e comodità: un altro prossimo traguardo potrebbe essere quello di far parlare le macchine tra loro fino addirittura a pensare a una città senza semafori, nella quale siano sufficienti i segnali che si manderanno vicendevolmente le auto; niente chiavi per le vetture di domani ma solo impronte digitali, letture dell’iride e suono della voce, grazie agli investimenti nell’ambito della biometrica delle grandi case automobilistiche.
Nel numero si prendono in considerazione le prospettive della guida autonoma che avrà senso solo quando ci saranno navigatori precisi al centimetro con mappe che sappiano calcolare a che distanza si può trovare un pedone. Non esistono ancora le macchine ma i bus senza conducente stanno già macinando chilometri. Ed è partendo dalla richiesta di un mercato sempre più orientato al green che nasce l’idea di Officine Ruggenti di far rivivere le auto vecchie togliendo il motore e sostituendolo con le batterie.
E ancora l’altra mobilità, con tutti i mezzi alternativi all’auto in città: dal triciclo elettrico al tandem, fino alla valigia con il motore per spostarsi nei grandi aeroporti, come il trolley Modobag che da classico bagaglio si trasforma in “moto” e permette di sfrecciare fino a 12 chilometri orari per 12 chilometri circa con la maniglia che si alza e diventa manubrio, un lato della valigia che fa da sella e due poggiapiedi a scomparsa. Ed è italiana la macchina volante che decolla da Viterbo; si chiama IFO ed è una capsula montata su un drone mosso da otto eliche, trasporta due persone ed è alimentato a batterie.
Lo speciale è illustrato da disegni a colori e una graphic novel sul tema della macchina volante.
In copertina una rivisitazione dell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci inscritto in un volante.
Lo speciale è in edicola mercoledì 14 giugno gratuitamente con il Corriere della Sera.

