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GEDI chiude il 2019 con 603,5 mln di fatturato (-7%), il digital vale il 12,7%. In calo anche la pubblicità, a quota 293,7 mln (- 7,6%)
Si è riunito oggi a Roma, presieduto da Marco De Benedetti, il Consiglio
di Amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale, che ha approvato i risultati consolidati al 31
dicembre 2019 presentati dall’Amministratore Delegato Laura Cioli (nella foto, in uscita dal Gruppo).
I ricavi consolidati, pari a 603,5mln, hanno registrato una flessione del 7,0% rispetto al 2018. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 12,7% del fatturato consolidato (oltre il 15,5% sul brand Repubblica) ed i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno superato a fine 2019 i 127 mila abbonati.
I ricavi diffusionali, pari a 269,7mn, sono diminuiti del 5,2% rispetto a quelli dell’esercizio
precedente, in un mercato che ha registrato una riduzione dell’8,1% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento.
I ricavi pubblicitari, pari a €293,7mn, sono risultati in calo del 7,6% rispetto al 2018.
Il margine operativo lordo rettificato, escludendo gli oneri per ristrutturazione, ammonta a
59,3mn; prima dell’applicazione dell’IFRS 16 sarebbe stato pari a 44,7mn, a fronte di 51,7mn nell’esercizio 2018.
Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 34,2mn, ed include oneri per ristrutturazioni pari complessivamente a 25,1mn.
Tale importo comprende oneri per 6,8mn derivanti da interventi di ristrutturazione già realizzati nel corso del 2019 e accantonamenti per €18,3mn relativi principalmente alle riorganizzazioni in corso delle aree tipografiche, amministrative e gestionali di GEDI News Network e della Capogruppo nonché delle strutture commerciali locali della concessionaria di pubblicità A.Manzoni&C.. Tali riorganizzazioni, in relazione alle quali sono stati sottoscritti a fine 2019 i corrispondenti accordi sindacali, comporteranno già nel 2020 una significativa riduzione dell’organico e del costo del lavoro.
Il risultato operativo rettificato, senza pertanto considerare oneri per ristrutturazioni e svalutazioni, ammonta a 27,5mn rispetto a 33,1mn nel 2018. La riduzione rispetto all’anno precedente è imputabile principalmente all’andamento del mercato pubblicitario che, in particolare per la stampa, ha subito un calo significativamente superiore a quello dell’esercizio precedente e alle previsioni.
Tale calo è stato solo in parte compensato dagli interventi sui costi redazionali e industriali avviati alla fine del primo trimestre.
Il risultato operativo consolidato è stato invece negativo per 129,6mn.
Il risultato netto rettificato del 2019 è positivo per 12,2mn (€13,5mn prima dell’applicazione dell’IFRS 16) rispetto ai €16,7mn del 2018.
Il risultato netto consolidato registra una perdita di 129 mln.
A incidere sulla perdita, spiega una nota, hanno pesato alcune svalutazioni effettuate sugli avviamenti di testate del gruppo per 105,6 milioni di euro, oltre a 19,9 mln di oneri di ristrutturazione e a una minusvalenza di 16,5 milioni incamerata dalla cessione della quota Persidera.
Nell’esercizio 2018 il risultato netto era stato negativo per 32,2 mln.
L'organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammontava a fine 2019 a 2.221 dipendenti in riduzione di 138 unità rispetto al 31 dicembre 2018; l’organico medio del periodo è stato inferiore del 6,3% rispetto all’anno 2018.
Il fatturato della Capogruppo è stato pari a 238,6mn (255,7mn nel 2018). Il risultato operativo è stato negativo per 86,6mn (-€35,5mn nel 2018). Il risultato netto registra una perdita di 155,2mn (-33,2mn nel 2018).

