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GEDI: nei primi 9 mesi ricavi a 441,5 milioni (-6%), il 12% dal digital. I ricavi pubblicitari calano del -7%, a quota 206,4 milioni

Il risultato netto consolidato del Gruppo (nella foto l'Ad Laura Cioli) registra una perdita di 18,3 milioni recependo gli effetti della cessione di Persidera (-16,9 milioni) e oneri per ristrutturazioni con impatto pari a 3,7 milioni. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano il 14,8% sul brand Repubblica e i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno raggiunto a fine settembre 2019 i 126 mila abbonati. Il risultato operativo del trimestre è positivo (+4,3 milioni), in miglioramento sui primi mesi dell’anno. In relazione alle valutazioni espresse dall’ing. De Benedetti circa l’andamento del Gruppo, il CdA precisa che "il Gruppo GEDI mantiene una solida leadership nella stampa quotidiana, nel digitale e nelle radio, e adotta misure idonee ad affrontare il futuro".

Si è riunito oggi, 21 ottobre, a Roma, presieduto da Marco De Benedetti, il Consiglio di Amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale. In relazione alle valutazioni espresse dall’ing. De Benedetti nella sua intervista al Corriere della Sera circa l’andamento del Gruppo, il Consiglio di Amministrazione precisa in una nota che, "pur riconoscendo le difficoltà con le quali si confronta, derivanti dalla perdurante sofferenza del settore della carta stampata che incide sui risultati di tutti gli editori, il Gruppo GEDI mantiene una solida leadership nella stampa quotidiana, nel digitale e nelle radio, e adotta misure idonee ad affrontare il futuro, l’investimento e lo sviluppo e creare valore sostenibile, con consapevolezza della rilevanza e delicatezza del mestiere e della funzione che svolge nel paese, senso di responsabilità, rispetto e sostegno per il lavoro svolto dal management,  dai direttori delle testate e da tutte le donne e gli uomini che in esso orgogliosamente operano". 

 
Successivamente il Consiglio ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2019 presentati dall’Amministratore Delegato Laura Cioli (nella foto). 

I ricavi consolidati, pari a 441,5 milioni, hanno registrato una flessione del -6% rispetto ai primi nove mesi del 2018. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 12% del fatturato consolidato (14,8% sul brand Repubblica) ed i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno raggiunto a fine settembre 2019 i 126 mila abbonati

Vale la pena sottolineare che il risultato operativo del trimestre è positivo (+4,3 milioni), in miglioramento sui primi mesi dell’anno.

I ricavi diffusionali, pari a 205,2 milioni, sono diminuiti del -4,8% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, in un mercato che, come sopra riportato, ha registrato una riduzione del -8,2% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento.  I ricavi pubblicitari, pari a 206,4 milioni, sono risultati in calo del -7% rispetto ai primi nove mesi del 2018. 

I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del -5,2% rispetto ai primi nove mesi del 2018; sono diminuiti sia i costi del personale (-6,2%) che gli altri costi (-4,5%). Va peraltro evidenziato che tali riduzioni riflettono solo parzialmente gli effetti della ristrutturazione relativa alla redazione de la Repubblica (avviata operativamente nel mese di marzo) e della chiusura di due ulteriori stabilimenti di stampa (da aprile). 

Il margine operativo lordo rettificato ammonta a 35,9 milioni di euro; prima dell’applicazione dell’IFRS 16 sarebbe stato pari a 25,1 milioni di euro che si confronta con i 31,6 milioni dei primi nove mesi del 2018. Il margine operativo lordo è stato pari a 31,1 milioni (20,2 milioni al netto degli impatti dell’IFRS 16), includendo oneri per ristrutturazioni per complessivi 4,9 milioni derivanti principalmente dalle ulteriori razionalizzazioni dell’assetto industriale e delle strutture commerciali della concessionaria di pubblicità del Gruppo.  

Il risultato operativo rettificato, escludendo gli oneri di ristrutturazione di cui sopra, ammonta a 12 milioni (11,5 milioni prima dell’applicazione dell’IFRS 16) rispetto ai 17,5 milioni dei primi nove mesi del 2018. Il risultato operativo è stato pari a 7,1 milioni (6,7 milioni al netto degli impatti dell’IFRS 16).  

Il risultato netto consolidato registra una perdita di 18,3 milioni (-17,3 milioni escludendo gli effetti dell’IFRS 16) recependo gli effetti della cessione di Persidera (-16,9 milioni) e oneri per ristrutturazioni con impatto sul risultato netto pari a 3,7 milioni. Al netto di tali effetti il risultato netto consolidato è positivo per 2,2 milioni; i primi nove mesi del 2018 si erano chiusi con un utile netto consolidato di 7,8 milioni

In particolare, in data 5 giugno 2019, la Capogruppo GEDI Gruppo Editoriale SpA, d’intesa con TIM, altra parte venditrice, ha sottoscritto un accordo vincolante con F21 e Ei Towers per la cessione della propria partecipazione del 30% nella società Persidera, asset non core del Gruppo. L’intesa prevede un corrispettivo per GEDI pari a 74,5 milioni, da cui verranno detratti al closing i dividendi distribuiti nel corso del 2019 (pari a 4,3 milioni incassati nel mese di aprile) ed a cui saranno aggiunti gli interessi maturati dal 1° agosto fino alla data del closing. 

Il risultato netto include pertanto la svalutazione del valore della partecipazione di 16,9 milioni, effettuata al fine di adeguare il valore contabile al prezzo di cessione, incrementata di 0,4 milioni di euro relativi ai costi di vendita (cost to sell) e diminuita di 0,4 milioni relativi agli interessi maturati dal 1° agosto sul corrispettivo.  

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 prima dell’applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16 ammonta a 118,4 milioni, in aumento rispetto ai 103,2 milioni di fine 2018 principalmente per effetto di 25,6 milioni di pagamenti relativi ai piani di riorganizzazione in corso. 

L’applicazione dell’IFRS 16 ha comportato la rilevazione al 30 settembre 2019 di debiti finanziari per leasing e diritti d’uso pari a 58,6 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto post IFRS 16 ammonta a 177 milioni.

Si ricorda che in data 9 aprile 2019 la società ha interamente rimborsato a scadenza il prestito obbligazionario convertibile del valore di 100 milioni, utilizzando in parte la linea di credito revolving sottoscritta nell’aprile del 2018. L'organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammontava a fine settembre 2019 a 2.241 dipendenti in riduzione di 118 unità rispetto al 31 dicembre 2018; l’organico medio del periodo è stato inferiore del -6,3% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. 

SP