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I quotidiani? Buoni compagni di viaggio. Parola di Mauro e de Bortoli. Sassoli (Upa): 'Nel 2014 investimenti tra lo 0 e il +1%'
Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, ed Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, all'incontro organizzato a Milano da Manzoni e RCS sono stati protagonisti di un dibattito volto a indagare il ruolo attuale del quotidiano e la sua evoluzione. Nell'insolita veste di moderatore il presidente Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi.
Sarebbe bello veder apparire lo stesso giorno, sulla prima pagina dei due più importanti quotidiani nazionali, ovvero il Corriere della Sera e La Repubblica, il titolo: 'Senza la banda larga questo Paese muore'. O meglio, questa è l'idea di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa, che ha lanciato la provocazione approffittando dell'inedito ruolo di moderatore assegnatogli in occasione dell'incontro 'L'era del quotidiano', organizzato ieri sera, 10 febbraio, al Teatro Dal Verme di Milano, da Manzoni e RCS (leggi news).
I due direttori Ferruccio de Bortoli ed Ezio Mauro, però, non sono sembrati entusiasti della proposta.
“Non potremmo mai uscire con lo stesso titolo, sarebbe contro natura”, hanno affermato concordi, senza tuttavia sminuire il problema, urgente, della banda larga, che vede l'Italia al 90esimo posto al mondo per velocità, con ADSL presente soltanto nel 55% delle famiglie, contro il 72% della media europea.
“È curioso il fatto che pur essendo il nostro Paese così 'indietro' da questo punto di vista, in Italia il numero degli abbonati alle versioni digitali dei quotidiani è maggiore rispetto a quello registrato in altri Paesi - ha affermato Ezio Mauro, direttore de La Repubblica - . Questo dimostra che in realtà il digitale è entrato fortemente nelle vite degli italiani e proprio per questo è importante risolvere questa questione che ci impedisce di godere appieno di tutti i vantaggi che la rete offre”.
A proposito di rete e di nuovi mezzi, inevitabile chiedere ai due direttori un parere su come questi abbiano modificato la natura stessa dei quotidiani.
“Credo che un prodotto come l'iPad rappresenti un compagno di lavoro eccezionale per i quotidiani, poiché può aiutare a trasformare le difficoltà in opportunità - ha dichiarato Mauro - . Basti pensare a prodotti come Repubblica Sera o Repubblica Sette, che non sarebbero mai nati se non ci fossero stati questi strumenti”.
“Nonostante la nascita dei new media, i quotidiani continuano a ricoprire un ruolo fondamentale - ha sottolineato de Bortoli - . Pensiamo ai giovani, ad esempio. È vero, solo il 12% dei giovani sotto i 25 anni legge un quotidiano cartaceo, ma ciò non toglie che i loro pensieri/dibattiti/discorsi in rete prendano spesso spunto proprio dalle notizie apparse sui quotidiani, a dimostrazione del fatto che ad essi viene
riconosciuto ancora un ruolo sociale importante. Certo, servirebbe un cambiamento di linguaggio per essere più in sintonia con la fascia più giovane della popolazione, ma ciò che mi preme ribadire è che i nostir giornali possono essere uno strumento utile a ridare quella fiducia di cui la nostra società ha tanto bisogno”.
“Le testate storiche rappresentano l'anima del Paese - ha continuato il direttore del Corriere della Sera - . Come diceva Einaudi, 'i giornali danno gli ingredienti per conoscere e per deliberare', sia in veste di cittadini che di consumatori. I quotidiani sono dei buoni compagni di viaggio, rappresentano una garanzia per il Paese e i contenuti di senso nascono ancora nei grandi giornali tradizionali”.
Innegabile, dunque, il valore che i quotidiani ancora rivestono. Ma cosa succede se un colosso del web come Amazon compra un giornale come il Washington Post? Cosa sta succedendo nel mondo dell'editoria? Stuzzicato da Sassoli da Bianchi, Mauro risponde così: “Evidentemente c'è un'inversione di tendenza: i vincitori della sfida tecnologica del decennio si stanno voltando a guardare i vinti e ne riscoprono il valore”.
Valore he non è dato solo dai contenuti editoriali, ma anche da quelli pubblicitari, che non sono da sottovalutare. “Le pagine di pubblicità presenti sui nostri quotidiani hanno anche un valore informativo: sono spesso indicatori del costume della nostra società, rappresentano una faccia del
“Le testate storiche rappresentano l'anima del Paese - ha continuato il direttore del Corriere della Sera - . Come diceva Einaudi, 'i giornali danno gli ingredienti per conoscere e per deliberare', sia in veste di cittadini che di consumatori. I quotidiani sono dei buoni compagni di viaggio, rappresentano una garanzia per il Paese e i contenuti di senso nascono ancora nei grandi giornali tradizionali”.
Innegabile, dunque, il valore che i quotidiani ancora rivestono. Ma cosa succede se un colosso del web come Amazon compra un giornale come il Washington Post? Cosa sta succedendo nel mondo dell'editoria? Stuzzicato da Sassoli da Bianchi, Mauro risponde così: “Evidentemente c'è un'inversione di tendenza: i vincitori della sfida tecnologica del decennio si stanno voltando a guardare i vinti e ne riscoprono il valore”.
Valore he non è dato solo dai contenuti editoriali, ma anche da quelli pubblicitari, che non sono da sottovalutare. “Le pagine di pubblicità presenti sui nostri quotidiani hanno anche un valore informativo: sono spesso indicatori del costume della nostra società, rappresentano una faccia del
made in Italy, senza contare che è la pubblicità a dare un valore sociale alle merci, quindi sarebbe sciocco preoccuparsi solo di titoli e notizie. Anche l'advertising è una parte rilevante del 'sistema quotidiano'”.
E sa tra notizie e pubblicità, alla fine ci fosse troppo da leggere? “Il quotidiano nel suo insieme deve restituire un'idea forte della giornata e del periodo che si stanno vivendo. Non è importante leggere tutto. D'altra parte, anche al ristorante non si mangia tutto ma tanto più il menù è ricco tanto è meglio”, ha chiosato Mauro.
Parlando di pubblicità, non si può non chiedere al presidente Upa una previsione sull'anno in corso. Intercettato da ADVexpress a margine dell'incontro, Lorenzo Sassoli de Bianchi ha dichiarato: “Ci aspettiamo una chiusura d'anno con investimenti in comunicazione tra lo 0 e l'1%, sono fiducioso nell'inversione di tendenza. Tuttavia, sono convinto che sia necessaria una maggiore stabilità, politica e non solo, per tornare a far crescere il Paese. È difficile che in un clima di incertezza i consumatori possano tornare ad avere fiducia”.
Serena Piazzi
E sa tra notizie e pubblicità, alla fine ci fosse troppo da leggere? “Il quotidiano nel suo insieme deve restituire un'idea forte della giornata e del periodo che si stanno vivendo. Non è importante leggere tutto. D'altra parte, anche al ristorante non si mangia tutto ma tanto più il menù è ricco tanto è meglio”, ha chiosato Mauro.
Parlando di pubblicità, non si può non chiedere al presidente Upa una previsione sull'anno in corso. Intercettato da ADVexpress a margine dell'incontro, Lorenzo Sassoli de Bianchi ha dichiarato: “Ci aspettiamo una chiusura d'anno con investimenti in comunicazione tra lo 0 e l'1%, sono fiducioso nell'inversione di tendenza. Tuttavia, sono convinto che sia necessaria una maggiore stabilità, politica e non solo, per tornare a far crescere il Paese. È difficile che in un clima di incertezza i consumatori possano tornare ad avere fiducia”.
Serena Piazzi

