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Il Fatto Quotidiano: entro l'anno la quotazione in Borsa, al mercato Aim. 10 milioni l'obiettivo di raccolta

La Società Editoriale Il Fatto, di cui è AD Cinzia Monteverdi (nella foto), intende quotare fino al 25% del capitale, corrispondente alla quota di azioni proprie detenute dal gruppo a seguito dell’acquisto di partecipazioni detenute da alcuni soci negli anni passati. Il piano è finalizzato a rafforzare il processo di diversificazione con investimenti nella produzione televisiva, al centro della strategia del gruppo.

La Società Editoriale Il Fatto, di cui è AD Cinzia Monteverdi (nella foto), sbarcherà in Borsa, all'Aim, entro l'anno, quotando fino al 25% del capitale, corrispondente alla quota di azioni proprie detenute dal gruppo a seguito dell’acquisto di partecipazioni detenute da alcuni soci negli anni passati.

Lo ha spiegato a Reuters l’AD Monteverdi, in un’intervista a margine della festa del Fatto alla Versiliana, i giorni scorsi, affermando che l’obiettivo è raccogliere intorno a 10 milioni, da investire nella diversificazione del business. 

In merito all'operazione, la manager ha sottolineato: “Ci immaginiamo di non quotare più della componente di azioni proprie”, quindi un massimo del 25,5%. Il corposo pacchetto di azioni proprie deriva dalle azioni comprate negli ultimi due anni dagli azionisti che volevano uscire in parte o in toto, ha spiegato ancora l’AD.

La stessa Monteverdi è il primo azionista della Società Editoriale Il Fatto con il 16,26% del capitale. La stessa quota la detiene Antonio Padellaro, seguito da Chiare Lettere ed Edima con l’11,34% ciascuno, da Francesco Aliberti con il 7,35%, da Marco Travaglio con il 4,88%, da Peter Gomez con il 3,25% e da Marco Lillo con il 2,44%.

“Quattro anni fa abbiamo fatto un percorso di analisi della quotazione e poi ci siamo fermati perché il mercato editoriale scricchiolava un po’ e volevamo avviare il processo di diversificazione, che adesso è al centro della nostra strategia, senza far rischiare eccessivamente gli azionisti. Ora ci quotiamo per dare modo a nuovi azionisti, anche retail, di entrare e perché al centro della nostra strategia c’è la produzione televisiva che richiede maggiori capitali”, ha spiegato a Reuters Monteverdi.

“Siamo nati nove anni fa con soltanto il giornale, oggi ci presentiamo come una holding con tutta una serie di rami di produzione e diversi marchi, copriamo dai libri alla tv. Siamo cresciuti attraverso la diversificazione della produzione e del target e vogliamo continuare così”.

Il fatturato 2017 della società ha raggiunto i 26,1 milioni, l' Ebitda è stato di  2,4 milioni, con una liquidità pari a 6,7 milioni.

Risultato netto di 618 mila euro.

A maggio l’assemblea ha deliberato di distribuire 2 milioni di utile.

 

EC