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Trattative tra Exor e Cir per il controllo di GEDI. Exor: "Nessuno 'spezzatino', ma progetto imprenditoriale e coraggioso, proiettato al futuro"
La notizia della nuova importante operazione che cambierà il settore dei media, circolata venerdì 29 novembre come indiscrezione, è ufficiale. Cir, società della famiglia De Benedetti, è in trattativa con Exor, finanziaria della famiglia Agnelli guidata da John Elkann, per vendere la quota di controllo di Gedi, gruppo editoriale cui fanno capo Repubblica, l’Espresso, la Stampa, Il Secolo XIX, 13 quotidiani locali e un polo radiofonico.
Lo ha reso noto la stessa CIR con un comunicato stampa nel quale si legge: "In riferimento alle indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa riguardanti la partecipazione di Cir, Compagnie Industriali Riunite su richiesta della Consob, Cir informa che sono in corso discussioni con Exor concernenti una possibile operazione di riassetto dell’azionariato di Gedi che condurrebbe all’acquisizione del controllo su Gedi da parte di Exor”.
Come riporta il quotidiano 'La Stampa' : "Stabilità e rispetto dell'indipendenza redazionale saranno, secondo fonti vicine a John Elkann, punti chiave del progetto imprenditoriale che punta alla trasformazione di Gedi e che non prevede alcuna ipotesi di spezzatino ma neanche «suggestioni nostalgiche».
Le stesse fonti ribadiscono che gli avvocati sono al lavoro per rifinire i dettagli della trattativa, in vista del cda di lunedì.
Fonti vicine a John Elkann chiariscono che quello che prenderà avvio la prossima settimana è un progetto imprenditoriale coraggioso, tutto proiettato al futuro. Obiettivo: assicurare a Gedi condizioni di stabilità che consentano alla società di evolvere, compiendo scelte che non possono più essere rimandate.
Exor guarda avanti, con la fiducia che Gedi possa esprimere un grande potenziale, a patto di fare alcuni passi necessari:
1) cogliere in modo risoluto i vantaggi della rivoluzione digitale;
2) completare l'integrazione organizzativa all'interno di Gedi (nessuna intenzione di vendere Repubblica separatamente né di scorporare le radio);
3) e soprattutto garanzia dell'autonomia redazionale, perché il giornalismo di qualità - si afferma con forza sempre negli ambienti vicini ad Elkann - troverà sempre un mercato, a condizione che sia genuino, autorevole e indipendente.

