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La Rai chiude il 2013 con un utile di 5 mln e raccolta a -8,5.%. A genn- marzo 2014 i ricavi pubblicitari segnano +3,9%
L'azienda di Viale Mazzini torna in utile dopo il rosso segnato nel 2012. Il risultato netto registra +250 milioni. I ricavi del gruppo Rai hanno registrato una flessione di 38 milioni di euro rispetto al 2012. Il dg Luigi Gubitosi ha sottolineato che, “per quanto riguarda la pubblicità, la Rai ha registrato performance migliori rispetto al mercato nel segmento tv e peggiori nei segmenti radio e cinema. Il riassetto di Rai Pubblicità ha iniziato a produrre risultati a partire dalla seconda metà del 2013″. Previsto un ammodernamento del sistema news con la messa a punto di 12 cantieri, dalla radio al web. Nessun cambio in vista ai vertici Rai.
La Rai chiude l’esercizio 2013 con un utile netto di 5 milioni di euro grazie a un risultato positivo di +250 milioni. Il risultato operativo è stato positivo per 231 milioni. Il mol è positivo per 169 milioni. L’indebitamento è invece a quota 441 milioni, “un risultato - nettamente migliore rispetto alle aspettative" ha dichiarato il dg Luigi Gubitosi (nella foto), illustrando il bilancio approvato in cda. "Questo risultato è stato possibile grazie ad una riduzione dei costi che ha compensato il calo dei ricavi, in particolare della pubblicità" ha aggiunto il dg, anticipando che nei primi mesi del 2014 prosegue il trend positivo e che "l'azienda del servizio pubblico punta a ottimizzare l'offerta già più ricca d'Europa con il canone più basso (113 € contro le 145,4 sterline in UK)".
I ricavi del gruppo Rai hanno registrato una flessione di 38 milioni di euro rispetto al 2012 e di 250 milioni rispetto al 2011. I ricavi pubblicitari, in particolare, sono scesi dell’8,5%, mentre quelli commerciali sono saliti dell’8,4%. Salgono dello 0,4% i ricavi da canone, ma l’aumento è dovuto al rincaro della tassa, poiché si è verificata una crescita della morosità o dell’evasione.
Il dg ha sottolineato che, “per quanto riguarda la pubblicità, la Rai ha registrato performance migliori rispetto al mercato nel segmento tv e peggiori nei segmenti radio e cinema. Il riassetto di Rai Pubblicità ha iniziato a produrre risultati a partire dalla seconda metà del 2013″.
Per quanto riguarda i costi esterni per beni e servizi, a parità di perimetro la riduzione ammonta a circa 100 milioni di euro. I costi del personale sono calati di circa 20 milioni rispetto al 2012.
La posizione finanziaria netta presenta una variazione negativa di 75 milioni di euro rispetto al 2012 e ammonta a 440,9 milioni.
I risultati del Gruppo dei 2013 "anticipano il conseguimento degli obiettivi di risanamento del piano industriale 2013-2015" ha spiegato Gubitosi. "La caduta dei ricavi pubblicitari degli scorsi anni ha invertito la rotta e nel 2013 la Rai non ha dovuto sostenere spese rilevanti legate ai diritti tv di manifestazioni sportive come Olimpiadi o Mondiali di Calcio". Per questo il 2014 sarà un anno più difficile, ma Gubitosi promette un 2015 "saldamente in utile".
Per valorizzare il patrimonio immobili, il Direttore generale ha annunciato la volontà trovare una soluzione entro l'anno, anche per la sede di viale Mazzini.
"La spending review in Rai è iniziata da tempo - ha ricordato Gubitosi - e razionalizza la spesa rendendola competitiva al mercato".
In previsione l'ammodernamento del sistema delle news verso una maggiore fruibilità e fattività orizzontale. Il piano industriale triennale (2013/15) prevede la messa a punto di 12 cantieri: dalla radio al web.
Riguardo all'andamento della raccolta nel primo trimestre del 2014, il dg ha sottolineato che a gennaio - marzo cresconodel 3,9% i ricavi pubblicitari della Rai rispetto allo stesso periodo del 2013.
Infine Gubitosi ha assicurato che non è in vista nessun cambio ai vertici Rai e che per lui e la Presidente Tarantola il mandato è di tre anni, smentendo i rumors su possibili nuovi incarichi.
EC

