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Mediaset: pubblicità a +10% a luglio-agosto e trend positivo nella prima metà di settembre. Giordani: "Un consolidamento europeo per i broadcaster unica via da percorrere. Pronti a discutere con Vivendi"
Dopo un primo semestre in calo, Mediaset registra una crescita del 10% della raccolta a luglio e agosto e in generale un trend positivo della pubblicità nella prima metà di settembre e sottolinea come il progetto di MediaforEurope legato a un consolidamento europeo sia l'unica via da percorrere. (Nella foto il VP e AD Pier Silvio Berlusconi).
"Confermo che non vediamo nessun'altra strategia se non un consolidamento europeo" ha affermato il direttore finanziario del Biscione, Marco Giordani, durante la conference call con gli analisti finanziari a proposito del progetto della holding Mfe, confidando che con Vivendi si possa "trovare una soluzione, lavorando come sempre nel rispetto dell'interesse di tutti gli azionisti".
Sulla rete unica risponde che "l'obiettivo di avere un network indipendente ed efficiente è cruciale e può giustificare un investimento da parte nostra".
Sulla raccolta di Mediaset si è espresso Matteo Cardani, general manager marketing di Publitalia, sottolineando come in luglio e in agosto il fatturato pubblicitario del Gruppo di Cologno sia cresciuto di Mediaset complessivamente del 10% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno. Il manager ha inoltre sottolineato che " la prima metà di settembre è positiva" ma la "visibilità generale del mercato è scarsissima", con il gruppo che lavora settimana su settimana.
Luglio e agosto per il Biscione hanno rispetto al 2019 delle partite Champions league che non vi erano l'anno scorso, ma in ogni caso la raccolta pulabblicitaria sarebbe stata in aumento "a una cifra".
Riguardo al primo semestre, come riporta la nota di bilancio, il Gruppo ha registrato ricavi per 1,166 miliardi di euro, contro gli 1,482 dello stesso periodo 2019. In Italia i ricavi nel periodo ammontano a 791,3 milioni a fronte di 1,002 miliardi del primo semestre dello scorso anno. In Spagna i ricavi hanno toccato i 375,1 milioni rispetto ai 482,5 milioni del pari periodo 2019.
Il risultato netto di Gruppo segna -18,9 milioni di euro rispetto ai 102,7 milioni di euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente.
"Decisivo il calo generale dei ricavi pubblicitari televisivi lordi: in Spagna si sono attestati a 325,1 milioni rispetto ai 472,9 milioni dello stesso periodo del 2019. In Italia sono stati pari a 744,2 milioni a fronte dei 985,2 milioni dello stesso periodo del 2019" sottolinea la nota.
Si segnala che mentre nei primi due mesi dell’esercizio in Italia Mediaset aveva registrato una crescita pubblicitaria pari al +2,1%, i successivi quattro mesi hanno visto la sospensione di numerose campagne e il conseguente calo dei fatturati.
Tordando ai conti, Matteo Cardani, general manager marketing di Publitalia ha spiegato che nel periodo 23 febbraio-9 maggio i ricavi pubblicitari sono diminuiti del 39,1% su base annua, mentre tra il 10 maggio e il 30 giugno la flessione è stata del 26,9%. Complessivamente nel primo semestre il decremento è stato del 24,5%
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
A settembre, in concomitanza con l’avvio della nuova stagione televisiva, in Italia le prime evidenze sull’andamento della raccolta pubblicitaria sono positive ma il contesto generale di mercato rimane ancora estremamente fragile e caratterizzato da una visibilità a breve e medio termine estremamente limitata.
Qualora nelle prossime settimane le condizioni dell’emergenza sanitaria non richiedessero ulteriori misure restrittive e si verificasse l’atteso consolidamento della situazione economica generale, i risultati economici del Gruppo nel secondo semestre dovrebbero gradualmente migliorare rispetto a quelli dei primi sei mesi dell’esercizio.
In merito al rapporto con Vivendi, Marco Giordani, cfo di Mediaset, , nel corso della conference call con gli analisti sul risultati del semestre ha dichiarato: "Non voglio entrare nelle recenti speculazioni e indiscrezioni sulla vicenda”, riferendosi anche alla recente decisione della giustizia europea di considerare illegittima la normativa italiana in forza della quale l'Agcom ha impedito ai transalpini di detenere il 28% del Biscione. “Possiamo solo confermare che noi non vediamo nessun'altra strategia industriale che non sia quella del consolidamento europeo per i broadcaster”.
“Per quanto riguarda Vivendi, sono sicuro che si potrà trovare una soluzione: noi continueremo a lavorare nell’interesse di tutti i nostri azionisti garantendo che nessuno prevalga sugli altri, e se ci saranno progetti in grado di creare valore per tutti saremo assolutamente disponibili a discuterne”.
In merito all'eventuale ingresso di Mediaset nel progetto della rete unica di banda larga guidato da Tim e da Cdp, il manager ha affermato: "per noi è cruciale la neutralità, l'indipendenza e l'efficienza in termini di costi" della rete, "in modo che i nostri contenuti possano essere trasmessi. Potremmo considerare un investimento ma solo quando la situazione sarà più chiara. Lavoravamo con uno scenario che metteva dei limiti ai nostri investimenti in Italia, con il divieto a investire non solo in Telecom ma anche altre in società. Ora abbiamo appreso che non sarà più così e questa è una nuova informazione che useremo nel nostro progetto di sviluppo".

