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Nell'era del web i quotidiani sono ancora mezzo privilegiato per raggiungere le 'élite'. Novità in arrivo per La Repubblica
E' quanto è emerso dall'incontro organizzato ieri, 25 novembre, a Milano, in occasione dei 150 anni della A. Manzoni & C. durante il quale sono stati presentati i risultati di una ricerca realizzata da GfK Eurisko. Nella sovrabbondanza di informazione data dalla rete, i quotidiani conservano il loro valore perché sono portatori di un'identità forte e sono in grado di fornire al lettore un'interpretazione, un punto di vista, un'informazione 'organizzata'.
A. Manzoni & C. compie 150 anni. A fondarla nel 1863 è stato il farmacista bresciano Attilio Manzoni, che le diede vita come società di commercio all'ingrosso di prodotti farmaceutici e chimici.
Oggi la A.Manzoni & C. è una concessionaria con 820 dipendenti e agenti sul territorio nazionale e un fatturato lordo di oltre 500 milioni di euro per il 2012. Il portafoglio prodotti è composto da 2 quotidiani nazionali (la Repubblica e Metro), 32 locali, 34 periodici, 3 radio nazionali e un circuito di 54 radio locali, 5 tv tematiche, 75 siti internet, 6 applicazioni mobile, 2 siti mobile, 27 applicazioni tablet, 8 siti tablet.
Per festeggiare l'importante ricorrenza il team della società guidata dall'Ad Massimo Ghedini si è riunito allo Iulm di Milano in un incontro rivolto a clienti e addetti ai lavori volto a presentare i risultati della ricerca 'Il valore pubblicitario della stampa quotidiana', realizzata da GfK Eurisko.
Dall'indagine, illustrata da Giuseppe Minoia e Remo Lucchi, presidenti onorari di GfK Eurisko, sono emersi alcuni aspetti interessanti. Innanzitutto il fatto che i quotidiani sono ancora un mezzo centrale per intercettare alcuni desideri/bisogni. Come ad esempio il bisogno degli individui di sapere, di conoscere ciò che accade sul territorio e di esplorare il nuovo. Guardando in particolare a La Repubblica, dall'indagine emerge che questa testata è quella maggiormente in grado di intercettare il cambiamento e di raccontarlo.
Considerando la classificazione proposta da GfK Eurisko, si nota che i responsabili di acquisto per le principali categorie merceologiche (prodotti culturali/intrattenimento, abbigliamento, telefonia, arredamento, elettrodomestici, auto etc.) si concentrano nell'area delle élite che dimostra anche un'alta attenzione ai messaggi pubblicitari. Per quanto attiene ai vari mezzi, i quotidiani nazionali, e la Repubblica speicialmente, sono molto letti dalle élite.
Si continua a parlare di calo delle diffusioni della stampa quotidiana, ma in realtà sarebbe più utile concentrarsi proprio sul comportamento delle élite, target più interessante per le aziende che investono in advertising. Ebbene, la ricerca dimostra che nei segmenti elitari dal 2010 al 2012 le diffusioni non solo non sono diminuite, ma se si considerano anche le edizioni digitali delle varie testate sono addirittura cresciute.
Dunque il web non toglie nulla alla stampa, ma anzi può renderla più forte. D'altra parte oggi le aziende guardano ai giornali considerando di default versione cartecea e digitale, come ha sottolineato Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa.
"Il lettore di quotidiani, rispetto allo spettatore televisivo, è un soggetto più attivo a cui di conseguenza le aziende guardano con interesse - ha spiegato Sassoli de Bianchi -. E' vero, gli investimenti sono calati sui giornali cartacei, ma spesso sono aumentati sulle corrispondenti versioni web. La platea di lettori non si è ridotta molto con l'avvento di Internet, a cambiare sono state soltanto le modalità di lettura".
"I quotidiani sono tuttora uno strumento importante perché hanno in sé due delle principali leve utili alle
marche per costruire la propria brand awareness, ovvero credibilità e rilevanza - ha affermato Vicky Gitto, group executive creative diretor Y&R Brands - . In rete il flusso continuo di notizie comporta una polverizzazione dei messaggi. In questo contesto, la strategia giusta è orchestrare il proprio messaggio sui diversi mezzi e, tra questi, i quotidiani rappresentano un ottimo veicolo per la consistency della marca".
"I quotidiani sono ancora un mezzo vitale - ha esordito Giulio Anselmi, presidente Fieg - , ma oggi più che mai devono far leva su un'identità forte per essere apprezzati.
Dare al lettore le notizie oggi non basta più, perché queste si trovano dovunque. Il ruolo del quotidiano, ora più che mai, deve essere quello di contestualizzare, interpretare, supportare il lettore. Naturalmente la sfida della multimedialità va colta, poiché per raggiungere i diversi segmenti di pubblico è indispensabile essere presenti su tutte le piattaforme. Tuttavia non bisogna perdere di vista l'importanza della carta da cui deriva ancora il
Oggi la A.Manzoni & C. è una concessionaria con 820 dipendenti e agenti sul territorio nazionale e un fatturato lordo di oltre 500 milioni di euro per il 2012. Il portafoglio prodotti è composto da 2 quotidiani nazionali (la Repubblica e Metro), 32 locali, 34 periodici, 3 radio nazionali e un circuito di 54 radio locali, 5 tv tematiche, 75 siti internet, 6 applicazioni mobile, 2 siti mobile, 27 applicazioni tablet, 8 siti tablet.
Per festeggiare l'importante ricorrenza il team della società guidata dall'Ad Massimo Ghedini si è riunito allo Iulm di Milano in un incontro rivolto a clienti e addetti ai lavori volto a presentare i risultati della ricerca 'Il valore pubblicitario della stampa quotidiana', realizzata da GfK Eurisko.
Dall'indagine, illustrata da Giuseppe Minoia e Remo Lucchi, presidenti onorari di GfK Eurisko, sono emersi alcuni aspetti interessanti. Innanzitutto il fatto che i quotidiani sono ancora un mezzo centrale per intercettare alcuni desideri/bisogni. Come ad esempio il bisogno degli individui di sapere, di conoscere ciò che accade sul territorio e di esplorare il nuovo. Guardando in particolare a La Repubblica, dall'indagine emerge che questa testata è quella maggiormente in grado di intercettare il cambiamento e di raccontarlo.
Considerando la classificazione proposta da GfK Eurisko, si nota che i responsabili di acquisto per le principali categorie merceologiche (prodotti culturali/intrattenimento, abbigliamento, telefonia, arredamento, elettrodomestici, auto etc.) si concentrano nell'area delle élite che dimostra anche un'alta attenzione ai messaggi pubblicitari. Per quanto attiene ai vari mezzi, i quotidiani nazionali, e la Repubblica speicialmente, sono molto letti dalle élite.
Si continua a parlare di calo delle diffusioni della stampa quotidiana, ma in realtà sarebbe più utile concentrarsi proprio sul comportamento delle élite, target più interessante per le aziende che investono in advertising. Ebbene, la ricerca dimostra che nei segmenti elitari dal 2010 al 2012 le diffusioni non solo non sono diminuite, ma se si considerano anche le edizioni digitali delle varie testate sono addirittura cresciute.
Dunque il web non toglie nulla alla stampa, ma anzi può renderla più forte. D'altra parte oggi le aziende guardano ai giornali considerando di default versione cartecea e digitale, come ha sottolineato Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa."Il lettore di quotidiani, rispetto allo spettatore televisivo, è un soggetto più attivo a cui di conseguenza le aziende guardano con interesse - ha spiegato Sassoli de Bianchi -. E' vero, gli investimenti sono calati sui giornali cartacei, ma spesso sono aumentati sulle corrispondenti versioni web. La platea di lettori non si è ridotta molto con l'avvento di Internet, a cambiare sono state soltanto le modalità di lettura".
"I quotidiani sono tuttora uno strumento importante perché hanno in sé due delle principali leve utili alle
marche per costruire la propria brand awareness, ovvero credibilità e rilevanza - ha affermato Vicky Gitto, group executive creative diretor Y&R Brands - . In rete il flusso continuo di notizie comporta una polverizzazione dei messaggi. In questo contesto, la strategia giusta è orchestrare il proprio messaggio sui diversi mezzi e, tra questi, i quotidiani rappresentano un ottimo veicolo per la consistency della marca"."I quotidiani sono ancora un mezzo vitale - ha esordito Giulio Anselmi, presidente Fieg - , ma oggi più che mai devono far leva su un'identità forte per essere apprezzati.
Dare al lettore le notizie oggi non basta più, perché queste si trovano dovunque. Il ruolo del quotidiano, ora più che mai, deve essere quello di contestualizzare, interpretare, supportare il lettore. Naturalmente la sfida della multimedialità va colta, poiché per raggiungere i diversi segmenti di pubblico è indispensabile essere presenti su tutte le piattaforme. Tuttavia non bisogna perdere di vista l'importanza della carta da cui deriva ancora il
90% dei ricavi".
"Gli editori devono liberarsi dal complesso di rassegnazione e agire - ha proseguito Anselmi -. Purtroppo alcuni si sono mossi lentamente senza capire fin da subito che era necessario modificare i prodotti e preferendo una politica di tagli a una di sviluppo. La cattiva abitudine a considerare come necessariamente gratuito tutto ciò che circola in rete ha fatto il resto. Ci deve essere una regolamentazione chiara, a cui anche i grandi attori di Internet devono sottostare. Per questo sono favorevole alla Google tax".
"Google raccoglie il 34% degli investimenti mondiali in advertising, un'enormità - ha sottolineato Sassoli de Bianchi - . Sono naturalmente favorevole alla Google tax, poiché correggerebbe una distorsione che penalizza l'editoria italiana nel suo complesso”.
D'accordo con Anselmi Ezio Mauro, direttore de La Repubblica. “L'esplosione dell'informazione rappresenta senz'altro un valore perché aiuta il cittadino a essere più consapevole e informato e facilita il pluralismo - ha dichiaro Mauro - . Però ciò che promuove la comprensione dei fenomeni non è soltanto l'accesso all'informazione, ma l'informazione organizzata, ovvero che dà vice ai protagonisti, seleziona e ordina le notizie in base a una precisa gerarchia. E i quotidiani garantiscono proprio questo tipo di informazione. Nel flusso ininterrotto di notizie che circolano in rete, il quotidiano si distingue e sopravvive proprio per la sua capacità di dare un senso alle cose: il lettore non compra la carta stampata, compra un'identità”.
Questo naturalmente non significa che i quotidiani debbano restare sempre uguali a se stessi. Si è già detto dell'importanza di cogliere la sfida della multimedialità, che può anche offrire opportunità interessanti, come dimostra il caso de La Repubblica.
"Abbiamo lanciato Repubblica Domani e, per intercettare i più giovani, restii all'acquisto dei giornali, abbiamo puntato sugli eventi con La Repubblica delle Idee e sui video, con Repubblica Tv, che consente all'utente di fruire dei contenuti a cui è interessato on demand - ha spiegato Mauro - . Nel 2014 inoltre arriveranno altre novità, che coinvolgeranno anche l'organizzazione del lavoro. I restyling non ci interessano, ogni cambiamento deve essere di sostanza".
Serena Piazzi
"Gli editori devono liberarsi dal complesso di rassegnazione e agire - ha proseguito Anselmi -. Purtroppo alcuni si sono mossi lentamente senza capire fin da subito che era necessario modificare i prodotti e preferendo una politica di tagli a una di sviluppo. La cattiva abitudine a considerare come necessariamente gratuito tutto ciò che circola in rete ha fatto il resto. Ci deve essere una regolamentazione chiara, a cui anche i grandi attori di Internet devono sottostare. Per questo sono favorevole alla Google tax".
"Google raccoglie il 34% degli investimenti mondiali in advertising, un'enormità - ha sottolineato Sassoli de Bianchi - . Sono naturalmente favorevole alla Google tax, poiché correggerebbe una distorsione che penalizza l'editoria italiana nel suo complesso”.
D'accordo con Anselmi Ezio Mauro, direttore de La Repubblica. “L'esplosione dell'informazione rappresenta senz'altro un valore perché aiuta il cittadino a essere più consapevole e informato e facilita il pluralismo - ha dichiaro Mauro - . Però ciò che promuove la comprensione dei fenomeni non è soltanto l'accesso all'informazione, ma l'informazione organizzata, ovvero che dà vice ai protagonisti, seleziona e ordina le notizie in base a una precisa gerarchia. E i quotidiani garantiscono proprio questo tipo di informazione. Nel flusso ininterrotto di notizie che circolano in rete, il quotidiano si distingue e sopravvive proprio per la sua capacità di dare un senso alle cose: il lettore non compra la carta stampata, compra un'identità”.Questo naturalmente non significa che i quotidiani debbano restare sempre uguali a se stessi. Si è già detto dell'importanza di cogliere la sfida della multimedialità, che può anche offrire opportunità interessanti, come dimostra il caso de La Repubblica.
"Abbiamo lanciato Repubblica Domani e, per intercettare i più giovani, restii all'acquisto dei giornali, abbiamo puntato sugli eventi con La Repubblica delle Idee e sui video, con Repubblica Tv, che consente all'utente di fruire dei contenuti a cui è interessato on demand - ha spiegato Mauro - . Nel 2014 inoltre arriveranno altre novità, che coinvolgeranno anche l'organizzazione del lavoro. I restyling non ci interessano, ogni cambiamento deve essere di sostanza".
Serena Piazzi

