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Mediaset: per l'Avvocato Generale della Corte UE Vivendi poteva acquisire il 28% e le norme italiane sono "contrarie al diritto dell'Unione"

E’ quanto si legge in una nota della Corte di Giustizia dell’Unione europea contenente le conclusioni di Campos Sanchez-Bordona riguardanti il ricorso di Vivendi contro la delibera dell’AgCom che le aveva imposto di trasferire a una società indipendente il 19,19% delle azioni del colosso di Cologno Monzese di cui è Ad Piersilvio Berlusconi, ottenute nel 2016. In una nota stampa diffusa oggi, 18 dicembre, Mediaset sottolinea che "le posizioni espresse dall’Avvocato Generale non vincolano le decisioni della Corte di Giustizia".

Per l'avvocato generale della Corte di Giustizia dell'Ue Manuel Campos Sanchez-Bordona le norme italiane che impediscono al gruppo francese Vivendi di acquisire il 28% di Mediaset sono "contrarie al diritto dell'Unione". Per l'avvocato generale, la normativa "ostacola la libertà di stabilimento in maniera sproporzionata rispetto all'obiettivo di tutela del pluralismo dell'informazione"

Le conclusioni dell'avvocato generale non impegnano la Corte, che decide in autonomia, ma forniscono una possibile soluzione giuridica alla causa, che vede contrapposte Vivendi e l'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) italiana.

La società guidata da Vincent Bolloré (a sinistra nella foto) ha infatti fatto ricorso contro la delibera dell’AgCom, che l’ha obbligata a trasferire a una società indipendente il 19,19% delle azioni di Mediaset (nella foto, a dx l'Ad Piersilvio Berlusconi). Nel 2016, ricordiamo, Vivendi aveva infatti avviato una campagna di acquisizione che l'aveva portata a ottenere il 28,8% del capitale sociale di Mediaset Italia, pari al 29,94% dei diritti di voto. Un comportamento che Mediaset aveva denunciato davanti all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) accusando Vivendi di aver violato la normativa italiana. 

"Siamo molto soddisfatti, si tratta di una conferma molto forte della nostra posizione", afferma un portavoce di Vivendi in merito al parere dell'avvocato generale della Corte Ue.

Mediaset invece "prende atto delle posizioni espresse dall’Avvocato Generale che, come indicato in calce allo stesso comunicato stampa, non vincolano le decisioni della Corte di Giustizia". Mediaset sottolinea inoltre nella nota inviata oggi, 18 dicembre, alla stampa che, "diversamente dalle posizioni espresse nel giudizio pendente dalla Commissione UE, anche l’Avvocato Generale ribadisca come la tutela del pluralismo dell’informazione può giustificare 'l’adozione di misure nazionali che limitano la libertà di stabilimento', demandando tuttavia ai giudici nazionali la valutazione della proporzionalità di tali misure".

SP