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Papa Bergoglio raccontato in 'Chiamatemi Francesco”, il film mondiale prodotto da TaoDue

La casa di produzione del Gruppo Mediaset, guidata da Pietro Valsecchi, ha terminato le riprese del lungometraggio sulla vita dell'attuale Papa, che verrà distribuito da Medusa in 700 sale italiane il prossimo 3 dicembre. Il film verrà proprosto in anteprima mondiale in Vaticano, martedì 1° dicembre. Si tratta di un’opera cinematografica di respiro globale che verrà commercializzata in tutto il mondo, con un cast internazionale diretto da un regista italiano, Daniele Luchetti.
 
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Giovedì 3 dicembre, in 700 sale italiane, uscirà 'Chiamatemi Francesco', il primo film sulla vita di Papa Francesco che sarà presentato in anteprima mondiale in Vaticano, Aula delle udienze Pontificie Paolo VI (Sala Nervi), martedì 1° dicembre.

Diretto da Daniele Luchetti, prodotto da TaoDue e distribuito da Medusa, il lungometraggio ripercorre la vita del Santo Padre dalla giovinezza fino al 13 marzo 2013, giorno dell’elezione a Pontefice.

È il racconto che ci farà conoscere il percorso che ha portato un figlio di emigrati italiani in Argentina, Jorge Bergoglio, dalla vocazione attraverso gli anni bui della dittatura militare e l'intensa opera pastorale nelle periferie di Buenos Aires, a diventare la guida della Chiesa Cattolica

L'idea di raccontare la vita di questo Papa è arrivata dal produttore Pietro Valsecchi, fondatore della casa di produzione TaoDue, pochi mesi dopo l'elezione al Soglio Pontificio.

Pier Silvio Berlusconi e i vertici di Mediaset hanno subito sostenuto il progetto di un’opera cinematografica di respiro globale che verrà commercializzata in tutto il mondo. 

Un film con cast internazionale ma regista italiano, dedicato al primo pontefice proveniente dal continente americano, una figura che unisce aree del mondo, lingue, culture, generazioni e classi sociali diverse tra loro.

Il progetto si è rivelato impegnativo e ha richiesto 15 settimane di riprese in Argentina, Germania e Italia, 3.000 comparse, numerose ricerche storiche e religiose per una pellicola che vuole coniugare il rispetto delle verità storiche con un linguaggio cinematografico emozionante.


AR