Media
Per il cdr del Corriere vendere la sede storica è un atto folle
In seguito alla notizia del via libera alla vendita del complesso immobiliare di via San Marco e via Solferino da parte di RCS Mediagroup, il Comitato di redazione a inviato una lettera al presidente del Gruppo Angelo Provasoli in cui si legge: "In caso di vendita, sarà valutata la possibilità di avviare un'azione di responsabilità a carico dei componenti del Consiglio di amministrazione per aver procurato un grave danno patrimoniale alla società".
Non si è fatta attendere la reazione del Cdr del Corriere della Sera alla notizia, pubblicata ieri, 5 novembre, del via libera alla vendita del complesso immobiliare di via San Marco e via Solferino da parte di RCS Mediagroup (vedi notizia correlata).
Il Comitato di Redazione ha inviato una lettera al presidente del Gruppo Angelo Provasoli invitando lui e i singoli consiglieri a non procedere con la vendita dell'immobile, che viene giudicata senza mezzi termini definisce "un atto folle dal punto di vista finanziario e uno sfregio inaccettabile all’identità del Corriere della Sera".
"Svendere" per poi riaffittare, secondo i rappresentanti dei giornalisti, "è esattamente ciò che non farebbe qualunque persona di buon senso" e comporta "un danno permanente allo stato patrimoniale del gruppo” dando ”solo un sollievo transitorio e apparente ai conti, ma che peserà nel medio-lungo periodo sulla solvibilità del gruppo".
Il Comitato ai annuncia anche pronto a procedere per vie legali. "In caso di vendita, valuteremo la possibilità di avviare un'azione di responsabilità a carico dei componenti del Consiglio di amministrazione per aver procurato un grave danno patrimoniale alla società", si legge nella missiva.
SP
Il Comitato di Redazione ha inviato una lettera al presidente del Gruppo Angelo Provasoli invitando lui e i singoli consiglieri a non procedere con la vendita dell'immobile, che viene giudicata senza mezzi termini definisce "un atto folle dal punto di vista finanziario e uno sfregio inaccettabile all’identità del Corriere della Sera".
"Svendere" per poi riaffittare, secondo i rappresentanti dei giornalisti, "è esattamente ciò che non farebbe qualunque persona di buon senso" e comporta "un danno permanente allo stato patrimoniale del gruppo” dando ”solo un sollievo transitorio e apparente ai conti, ma che peserà nel medio-lungo periodo sulla solvibilità del gruppo".
Il Comitato ai annuncia anche pronto a procedere per vie legali. "In caso di vendita, valuteremo la possibilità di avviare un'azione di responsabilità a carico dei componenti del Consiglio di amministrazione per aver procurato un grave danno patrimoniale alla società", si legge nella missiva.
SP

