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Sanremo 2026. Raccolta pubblicitaria di 72 mln di euro, a oltre il +10%. Poggi (Rai Pubblicità): "Non era banale superarsi. Il Festival grande asset per il Paese, la Rai e per tutto il sistema radiotelevisivo. Cresciuti sul target giovane"

Ad annunciare il risultato record di raccolta della 76esima edizione della kermesse Luca Poggi (nella foto), AD di Rai Pubblicità, nella conferenza conclusiva. "Incremento per tutti i mezzi e per 'Tra palco e città' che vale il 7/8% del totale". In termini di audience "cresciuti moltissimo sui 15-24enni, 15-34enni e 25-54enni".

Sanremo 2026 tocca i 72 milioni di raccolta pubblicitaria, mettendo a segno una crescita di oltre il +10% rispetto ai  65,2 milioni del 2025. Lo ha annunciato Luca Poggi, AD di Rai Pubblicità, durante la conferenza stampa conclusiva del Festival. 

Sanremo 2026
"Non era banale superarsi - ha commentato il manager - soprattutto in un mercato in cui gli eventi internazionali non aiutano l'economia. Siamo reduci da notizie tragiche e in questo contesto voglio rinnovare il ringraziamento ai partner per il loro contributo, che non è solamente economico, perchè hanno dato la possibilità di vivere questa 'sospensione della quotidianità'; i grandi eventi fanni proprio questo, fanno vivere 'una magia del momento.' Il risultato non era scontato dopo le Olimpiadi". L'evento sportivo, ricordiamo, ha rappresentato una raccolta di oltre 20 milioni di euro di pubblicità per la concessionaria Rai (leggi news). "E' stato un grande febbraio per Rai Pubblicità  e credo per tutto il mercato, Sanremo ha riaffermato la centralità di noi broadcaster nativi ed è un asset per il Paese e per tutto il sistema radiotelevisivo italiano".

"Chi lavora nel nostro mercato della pubblicità - ha aggiunto Poggi - se non ha fatto Sanremo non ha fatto un pezzo importante. E' un evento che non esiste da nessuna parte in termini di ascolto, di impatto sociale, culturale e per numeri. Ringrazio i partner che hanno creato 'Tra palco e città', l'evento di marketing territoriale più importante di questo mercato. Abbiamo creato un evento sociale democratico, dando a tutti la possibilità di vivere la magia dell'Ariston,  anche a chi non poteva entrare".

Dei 72 milioni di euro di raccolta sui i diversi mezzi "oltre il 15% arriva da RaiPlay e anche Rai2 ha una quota importante. ‘Tra palco e città’  è il vero evento pubblicitario per noi e rappresenta il 7/8% della raccolta totale" ha dichiarato Luca Poggi rispondendo a una domanda della stampa.  "Tutti i mezzi sono cresciuti rispetto allo scorso anno, la tv, il digital, la radio e anche TikTok grazie alla partnership stretta con loro quest’anno. Ovviamente la televisione resta sempre rilevante ma ogni anno gli altri mezzi prendono sempre più spazio".

"C'è una regola per pianificare Sanremo: bisogna avere un rapporto continuativo con Rai Pubblicità. C'è sempre una richiesta sempre maggiore della nostra disponibilità e noi premiamo i clienti che hanno un rapporto duraturo con noi" ha concluso Poggi.

Riguardo agli ascolti, la serata finale del Festival, vinta da Sal Da Vinci, ha raccolto in media su Rai1, in termini di total audience, 11 milioni 22mila telespettatori pari al 68.8% di share.   L'anno corso l'ultima serata della kermesse aveva  ottenuto una media di 13 milioni 427mila telespettatori pari al 73.1% di share.  Commentando gli ascolti, Poggi ha osservato: "Noi abbiamo guadagnato affinità e ascolto fino ai 54 anni, dai 55 in su abbiamo invece iniziato a perdere affinità. Siamo cresciuti moltissimo sui 15-24enni, 15-34enni e 25-54enni, il core del target pubblicitario, le audience si contano ma soprattutto si pesano, e noi stiamo offrendo al mercato qualcosa che non esiste più e in controtendenza rispetto alla fruizione del media nel mondo. Tra i giovani manca la capacità di concentrazione in qualcosa che duri più di un certo tempo. Noi cinque ore per cinque giorni di fila abbiamo avuto l'81% di donne 15 - 24, il 73% di 15 - 34 e il 63% di 15 - 64 anni. E' un patrimonio di tutti".

La prossima edizione del Festival sarà condotta da Stefano de Martino, anche in qualità di direttore artistico.