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Sergio: "Rai Radio da settembre multimediale e visual. Si parte con Rai Radio 2"
Come emerso durante la presentazione dei palinsesti autunnali della Rai, la Radio resta centrale e, sempre sull’onda della convergenza, da settembre sarà anch’essa multimediale all’insegna della Visual Radio.
Si parte con Rai Radio 2 ‘Guarda che radio’ visibile inizialmente su Rai Play e successivamente su altre piattaforme.
Lo ha annunciato oggi il direttore di Rai Radio, Roberto Sergio (nella foto), intervenendo alla conferenza del gruppo.
"Oggi i nostri studi sono 100% audiovideo, con regie in grado di gestire dirette radio e veri e propri show multimediali come Viva Rai Play con Fiorello. Oggi siamo la realtà editoriale italiana tecnologicamente più all’avanguardia".
“Accenderemo le telecamere in tutti i nostri studi, tutto il giorno, ogni giorno e da settembre porteremo così in video i 60 conduttori di Radio 2, per un’offerta di flusso all’insegna della leggerezza intelligente. Durante canzoni si potranno vedere in onda i relativi video musicali” ha dichiarato Sergio.
Radio 2 visual si propone come canale adatto alla fruizione nei locali e i luoghi pubblici o aperti al pubblico “Con Radio 2 visual per la prima volta, Rai offre sul mercato un canale di flusso dedicato all’intrattenimento che ruota intorno a due poli: la musica e il talk, news e meteo. I proprietari di locali aperti al pubblico, nonché i gestori di luoghi pubblici, potranno così avere un canale di intrattenimento".
“L’esplosione digitale – ha dichiarato sul tema l'AD Rai Pubblicità Gian Paolo Tagliavia – ci ha consentito di portare sul mercato, sia in digitale sia in DAB, una suite di nuovi canali che stanno creando moltissimo valore aggiunto, anche se su di essi non vendiamo pubblicità”. Il tema fondamentale, lo aveva già anticipato Marano, è infatti quello della credibilità e della qualità del contesto, che è ciò che valorizza anche le marche agli occhi degli spettatori.
Un discorso, questo, che riguarda anche la proposta multimediale della Rai in tema di cultura: “Tutta la nostra offerta, naturalmente, è pervasa di contenuti culturali. Il fatto che su alcuni canali non ci sia pubblicità non li rende per noi meno ‘interessanti’: al contrario, anche dal punto di vista commerciale sono importantissimi proprio perché garanti del contesto. Oggi le marche sono alla ricerca di contesti nei quali sviluppare racconti più complessi rispetto alla dinamica degli spot, e possono quindi trovare anche nella nostra offerta culturale un luogo ideale per approfondire questo tipo di ragionamenti”.

