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Società Editoriale Il Fatto: nel 2019 ricavi stabili a 31.9 mln. Pubblicità a +3% e raccolta digital a +5%

Nel 2019 il gruppo di cui è Presidente e AD Cinzia Monteverdi (nella foto), l'anno scorso ha proseguito il processo di trasformazione digitale, investendo in questa strategia più del doppio dei capitali raccolti in IPO. I risultati di questo processo sono già visibili nell’incremento dei ricavi delle attività digitali (pari al 35% del totale), che ha consentito, già dal secondo semestre 2019, di accrescere il volume del fatturato compensando per una parte rilevante la riduzione delle vendite cartacee in edicola del quotidiano Il Fatto. I ricavi del settore editoria hanno registrato una diminuzione complessiva dell’11,5% mentre quelli dell'area media e content sono cresciuti del +63%.

Il Consiglio di Amministrazione di SEIF s.p.a., media content provider ed editore di diversi prodotti editoriali e multimediali tra cui Il Fatto Quotidiano,  ha approvato il progetto di bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2019.

Nel 2019 la società ha proseguito il processo di trasformazione digitale già intrapreso, che è alla base del piano industriale triennale, investendo in questa strategia più del doppio dei capitali raccolti in IPO. I risultati di questo processo sono già visibili nell’incremento dei ricavi delle attività digitali, che ha consentito, già dal secondo semestre 2019, di accrescere il volume del fatturato compensando per una parte rilevante la riduzione delle vendite cartacee in edicola del quotidiano.

Il mercato tradizionale della 'carta' rimane una fonte importante di fatturato, che va sostenuta e che può riservare opportunità di recupero dei ricavi si legge nella nota del gruppo.  Tuttavia, di fronte al calo che ha interessato l’intero mercato edicola, SEIF ha investito in un processo di digitalizzazione, innovazione e diversificazione, che punta a completare entro il 2020, dandosi gli strumenti necessari per cogliere tutte le opportunità di marginalità nei prossimi anni.

Cinzia Monteverdi (nella foto),  Presidente e AD di SEIF ha commentato: “In un contesto di profonda evoluzione riteniamo che nel settore editoriale potrà crescere solo chi sarà in grado di trasformarsi; smettere di investire nella diversificazione e nella digitalizzazione significherebbe non stare al passo con i tempi ed esporsi al rischio di contrazione”.  “In questo momento di forte incertezza dettata dal Covid-19 - ha proseguito Monteverdi - paradossalmente il mercato editoriale, definito da anni "in crisi", diventa un ancor più importante supporto per tutti i cittadini; il digitale, unitamente allo sforzo incredibile degli edicolanti, ci permette di essere al passo con i tempi e di essere vicini ai nostri lettori anche in un momento di emergenza straordinaria offrendo un servizio utile e di qualità. La strada dell’innovazione, della trasparenza e dell'indipendenza, accompagnate alla qualità dei contenuti, ci garantirà di stare al fianco, nel modo giusto, dei nostri partner, degli edicolanti, dei nostri lettori e clienti tutti. Non si può, ovviamente, né gioire né compiacersi se in questo periodo il mercato editoriale registra una crescita. Possiamo e dobbiamo semplicemente essere orgogliosi di fornire anche in smart working un servizio pubblico, e sono certa che questo sia il sentimento prevalente anche tra i nostri investitori”.

I ricavi del settore editoria hanno registrato una diminuzione complessiva dell’11,5% (era oltre il 15% al 30.06.19). Essi sono composti essenzialmente dai ricavi delle vendite in edicola del quotidiano; delle vendite del magazine mensile FQMillennium;  delle vendite dei libri della collana Paper First nel canale edicola e libreria; delle vendite di abbonamenti del quotidiano e sito.
Settore media content: i ricavi evidenziano un incremento totale del 63% e sono composti essenzialmente dai ricavi della concessione dei diritti di sfruttamento dei contenuti televisivi per  delle vendite degli spettacoli teatrali ed eventi.

I ricavi pubblicitari mostrano un’ulteriore crescita del 3% nell’esercizio 2019 e sono composti essenzialmente dai ricavi della raccolta pubblicitaria sul quotidiano; della raccolta pubblicitaria sul sito e  della raccolta sul magazine mensile.

Le attività digitali crescono del 5% e sono pari al 35% del totale dei ricavi (era il 30% nel 2018).