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Sole 24 Ore: 2016 chiuso con ricavi pari a 284,1 milioni e perdite per 91,2 milioni. Il CdA chiede un aumento di capitale fino a 70 milioni
Il consiglio di amministrazione del Sole 24 Ore (nella foto l'AD Franco Moscetti), riunitosi ieri, 5 aprile per l'approvazione del bilancio 2016, proporrà all’assemblea dei soci un aumento di capitale fino a 70 milioni di euro (inclusivo di eventuale sovrapprezzo). Per il cda questo importo “risulta necessario e sufficiente a ripristinare l’equilibrio finanziario e patrimoniale della societa”.
Su questa proposta l’Assemblea degli Azionisti sarà chiamata ad esprimersi e deliberare nel corso della medesima seduta che sarà convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016.
Risultati consolidati al 31 dicembre 2016
Nell’esercizio 2016 il Gruppo 24 ORE ha conseguito ricavi consolidati pari a 284,1 milioni di euro e si confronta con un valore rideterminato pari a 316,2 milioni di euro del 2015 con una diminuzione di 32,1 milioni di euro. Tale variazione, si legge nella nota, è attribuibile per 13,3 milioni di euro al deconsolidamento delle controllate Newton Management Innovation e Newton Lab.
Al netto della variazione di perimetro, i ricavi consolidati registrano un calo di 18,7 milioni di euro (-6,2%) principalmente riconducibile al calo dei ricavi pubblicitari pari a 10,5 milioni di euro (-8,3%) e alla diminuzione dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti cartacei pari a 9,9 milioni di euro (-16,4%).
Il margine operativo lordo (ebitda) è negativo per 27,5 milioni di euro e si confronta con un risultato rideterminato positivo di 0,8 milioni di euro del 2015.
Tale variazione è dovuta principalmente al calo dei ricavi ed a oneri non ricorrenti pari a 10,2 milioni di euro, oltreché a minori proventi operativi. L’ebitda al netto degli oneri non ricorrenti è pari a -17,3 milioni di euro.
Il risultato operativo (ebit) è pari a -74,3 milioni di euro e si confronta con un ebit rideterminato di -15,5 milioni di euro nel 2015 ed include oneri non ricorrenti pari a 36,2 milioni di euro di cui 18,9 milioni di euro relativi a svalutazioni effettuate in seguito alle risultanze dell’impairment test.
L’ebit al netto degli oneri non ricorrenti è pari a -38,1 milioni di euro. Gli ammortamenti ammontano a 20,8 milioni di euro contro 17,3 milioni di euro del 2015, in aumento di 3,5 milioni di euro per effetto principalmente dal cambio di stima della vita utile di alcune attività immateriali su indicazione della società di revisione. L’ebit include inoltre oneri non ricorrenti relativi al deconsolidamento di Newton per 2,7 milioni di euro e minusvalenze pari a 2,1 milioni di euro, relativi principalmente ai beni dismessi in seguito al rilascio della sede di Pero per la disdetta anticipata del contratto di locazione. Hanno inoltre impatti sull’ebit il write off di software e licenze per 2,1 milioni di euro e la svalutazione dell’avviamento Cultura per 0,3 milioni di euro.
Il risultato netto attribuibile ad azionisti della controllante è pari a -91,9 milioni di euro e si confronta con un risultato negativo rideterminato di 25,6 milioni di euro del 2015. Al netto degli oneri non ricorrenti netti il risultato netto è pari a -44,3 milioni di euro.
Il Gruppo 24 ORE a fine 2016 presenta un Patrimonio Netto negativo per 11,7 milioni di euro, con una diminuzione di 98,9 milioni di euro rispetto al patrimonio netto del bilancio consolidato al 31 dicembre 2015, che ammontava a 87,2 milioni di euro.
La diminuzione del patrimonio netto è legata a :
- 6,3 milioni di euro agli effetti del cambio retrospettivo di principio contabile relativo alle banche dati e alle correzioni di errore precedentemente descritte e relative al 2015;
- 91,9 milioni di euro per effetto della perdita del 2016;
- 0,7 milioni per effetto di altre variazioni, principalmente per la valutazione attuariale del TFR.
La posizione finanziaria netta è negativa per 50,7 milioni di euro, e comprende il debito residuo complessivamente pari a 6,8 milioni di euro, relativo alla contabilizzazione del sale and lease back della rotativa di Bologna. Si confronta con un valore rideterminato di -33,9 milioni di euro al 31 dicembre 2015 in peggioramento di 16,8 milioni di euro. Da segnalare l’incasso anticipato, pari a 24,5 milioni di euro, del vendor loan avvenuto a marzo 2016.
Il Gruppo, in accordo con lo IAS 8, ha ritenuto opportuno rettificare i dati retrospettivamente, modificando i valori comparativi.
Evoluzione prevedibile della gestione
Il progetto di bilancio rileva una situazione di patrimonio negativo per 11,0 milioni e conferma la sussistenza della situazione prevista dall’articolo 2447 del codice civile, già annunciato. A tal proposito il Consiglio di Amministrazione nelle prossime settimane, si legge nella nota, provvederà a convocare l’Assemblea degli Azionisti per l’adozione dei provvedimenti di cui al predetto articolo 2447 del codice civile e le opportune deliberazioni per la ricapitalizzazione della società.
Il Consiglio di Amministrazione ha individuato una pluralità di interventi concorrenti, il cui esito favorevole è ritenuto dal CdA idoneo a realizzare gli obiettivi di risanamento aziendale e finanziario della società. Oltre alla proposta di rafforzamento patrimoniale per un importo fino a Euro 70 milioni (inclusivo di eventuale sovrapprezzo), il Consiglio di Amministrazione ha avviato le opportune interlocuzioni con le banche allo scopo di concordare una eventuale rimodulazione del proprio indebitamento finanziario atto "ad assicurare il mantenimento dell'equilibrio finanziario della Società e a realizzare il ripristino di condizioni di redditività e di creazione di valore per gli azionisti".
Pur consapevole della esistenza di fattori di incertezza che possono far sorgere dubbi sulla continuità aziendale e sulla capacità del Gruppo di continuare la propria operatività nel prevedibile futuro, il Consiglio di Amministrazione " ritiene che vi sia la ragionevole aspettativa che la Società possa proseguire nella propria attività e possa concludere con successo l’aumento di capitale, che assicurerebbe l’equilibrio strutturale e di lungo periodo della Società e si realizzerebbero quindi i presupposti per il successo delle azioni di natura industriale previste dal Piano industriale 2017-2020 approvato in data 20 febbraio 2017".
Per questi motivi, il Consiglio di Amministrazione ha redatto il bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2016 nel presupposto della continuità aziendale, mantenendo i valori iscritti all’attivo e senza effettuare quelle ulteriori specifiche svalutazioni e accantonamenti che altrimenti sarebbero dovuti in uno scenario di interruzione dell’attività.
Il Consiglio di Amministrazione, conclude la nota, "svolgerà un costante monitoraggio sull’evoluzione dei fattori presi in considerazione ai fini della formulazione del giudizio in merito alla continuità aziendale. Qualora dovessero emergere nuovi elementi tali da far ragionevolmente ritenere probabile che le azioni individuate non possano giungere a una positiva definizione, il Consiglio provvederà immediatamente ad apportare le conseguenti modifiche al progetto di bilancio, dandone prontamente comunicazione al mercato".
Proposta di ripianamento della perdita dell’esercizio 2016
Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di sottoporre all’Assemblea degli azionisti la proposta di coprire integralmente la perdita dell’esercizio nonché le perdite riportate a nuovo della Capogruppo Il Sole 24 ORE S.p.A., tramite la riduzione del capitale sociale e il sopra indicato aumento di capitale.
EC

