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Sassoli (UPA): "E' l'anno zero per le ricerche nel mondo digitale e crossmediale. Con UNA definite linee guida per una misurazione omogenea e trasparente delle audience effettuata da JIC. Tavolo con i player del mercato per un percorso condiviso"

I principi di fondo per le ricerche proposti oggi in conferenza stampa dalle due Associazioni sono: comparabilità dei dati, inclusività di tutte le tecnologie, tempestività dei risultati, cross-medialità, granularità, interoperabilità, correttezza e terzietà, ovvero misurazioni affidate a Joint Industry Committee che, per statuto, garantiscono rilevazioni imparziali rispetto alle parti del mercato. "L'obiettivo è quello di realizzare, nei tempi suggeriti dall’Agcom, un progetto di cooperazione che metta a sistema gli asset di ricerca già esistenti, per consentire misurazioni omogenee e coerenti con le complesse fruizioni di contenuti media da parte delle persone” ha dichiarato Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'UPA .

UPA, l’associazione di riferimento per gli investitori pubblicitari, presieduta da Lorenzo Sassoli de Bianchi e UNA - Aziende della Comunicazione Unite, guidata da Emanuele Nenna,  come spiegato oggi in conferenza stampa e ribadito dallo stesso Sassoli ai microfoni di ADVexpressTV, promuovono  un tavolo di confronto fra i soci - Fieg, Fedoweb, RAI, Mediaset, La7 e CRT - che hanno costituito le ricerche ufficiali sulle audience - Audipress, Audiweb e Auditel per definire un percorso condiviso di cooperazione e integrazione delle ricerche, sulla base della delibera di indirizzo pubblicata nel giugno scorso da Agcom (Autorità garante per le comunicazioni).

UPA e UNA hanno inoltre reso pubbliche oggi nell'incontro con i media, le linee guida proposte al mercato degli investimenti pubblicitari per definire l’evoluzione dei sistemi di misurazione delle audience, in maniera coerente con quanto indicato dalla delibera dell’Agcom (n.194/21) e anche, nel suo Manifesto, dalla WFA (World Federation of Advertiser), la federazione mondiale degli investitori.
I principi di fondo proposti per le ricerche sono:

1.comparabilità dei dati grazie alla definizione di standard univoci, condivisi e  trasparenti per video audio e testi e per le loro combinazioni, in modo da disporre di dati confrontabili tra loro

2. inclusività di tutte le tecnologie

3. tempestività dei risultati

4.cross-medialità, frutto della capacità di seguire i comportamenti delle persone per editore, piattaforma, device e canale di fruizione rappresentandone la visione corretta, definendone il  profilo socio-demografico e i tempi di fruizione.

5. granularità

6. interoperabilità

7. correttezza

8. terzietà, ovvero misurazioni affidate a Joint Industry Committee che, per statuto, garantiscono rilevazioni imparziali rispetto alle parti del mercato. e concertate da parte di tutti gli attori del mercato. 

"E' l'anno zero per le ricerche nel mondo digitale" ha sottolineato Sassoli ai nostri microfoni, nel quale si apre per il mercato italiano un progetto di evoluzione che deve tener conto di due aspetti molto rilevanti:

1) i comportamenti reali dei consumatori, che oggi hanno a disposizione varie tipologie di device per fruire di contenuti video, audio e testuali (ammontano, ormai, a circa 130 milioni i device posseduti dagli italiani, sommando televisori connessi o meno alla rete, computer, tablet, smartphone, game console);

2) l’offerta di contenuti da parte di editori sempre più ibridi (operano nella TV e in rete, su carta e con app, attraverso webradio e podcast) che offrono modalità di fruizione multiple: lineare, con palinsesti; on demand, con abbonamenti; a tempo, con o senza pubblicità.

Per gli investitori si tratta di una ricchezza straordinaria di mezzi e di modalità per poter comunicare con i consumatori, usando i media giusti, il linguaggio adeguato, i tempi più consoni in una fruizione quasi always-on, con o senza peak time. Ma che genera anche una frammentazione e una
complessità inedite nel mercato dell’advertising.
È per tali ragioni che è diventato molto importante pervenire alla definizione di metriche che consentano una omogeneità di misurazione.

Servono convenzioni, da studiare con tutti gli operatori, per dare al mondo digitale (e alle attuali fruizioni crossmediali) standard di valutazione simili a quelli su cui hanno potuto contare i mezzi tradizionali, TV, stampa, radio, esterna.

E servono metriche, standard di valutazione per la variegata tipologia di operatori che operano nel mondo digitale, soprattutto per quelli che oggi sfuggono a qualsiasi tipo di misurazione terza e certificata. Non ultima, naturalmente, la questione privacy, che come ha ricordato Sassoli de Bianchi va tutelata adeguando alle normative tutte le tecnologie e le metodologie utilizzate.

“Siamo consapevoli che non esistono solo le esigenze degli investitori ma anche quelle dei centri media, delle agenzie e ovviamente degli editori e dei broadcaster, perciò abbiamo redatto queste linee guida, con l’obiettivo di realizzare entro i tempi suggeriti dall’Agcom – che nella sua delibera dello scorso giugno ha dato un anno di tempo al sistema per adeguarsi, e quindi entro l’estate prossima – un progetto di cooperazione che metta a sistema gli asset di ricerca fondamentali già esistenti sul mercato italiano, per consentire misurazioni omogenee e coerenti delle complesse fruizioni di contenuti media da parte delle persone” ha detto Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di UPA.

Parlando del tavolo di lavoro Sassoli ha aggiunto: "Mi aspetto che questo confronto tra i soci delle tre Audi produca un sistema che soddisfi tutti e identifichi un punto di concertazione generale su come effettuare le rilevazioni e sui soggetti che devono occuparsene". 

“La necessità di avere a disposizione dati ufficiali che rappresentino lo scenario contemporaneo è indispensabile perché le potenzialità del nuovo sistema dei media vengano comprese, utilizzate e valorizzate correttamente da tutto il mercato. Io non credo che possano esistere interessi divergenti su questo tema: certamente non tra investitori e agenzie che lavorano con l’identico obiettivo di massimizzare il ritorno degli investimenti, ma nemmeno tra il mercato e gli editori” ha sottolineato Emanuele Nenna, Presidente di UNA. “Credo sia doveroso che chi come noi utilizza i dati di fruizione
dei mezzi come materia prima del proprio lavoro sia in prima linea in questa fase di ripensamento dei sistemi di rilevazione, portando al tavolo sia una rappresentazione reale delle necessità del mercato, sia un profondo know-how tecnico.”

Articolo in ulteriore evoluzione

Le linee guida sono disponibili sul sito di UPA.