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Via libera dal Cda al nuovo statuto Rai. Giampaolo Tagliavia assumerà la presidenza di Raicom ed entrerà nel Cda di Auditel
Il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto ha spiegato le direttive dello sviluppo Rai per i prossimi tre anni, nei quali il principale obiettivo sarà la creazione di un 'servizio pubblico universale'. Informazione completa e pluralista, racconto della realtà e dei territori, sostegno all’istruzione e all’alfabetizzazione digitale, promozione dell’immagine dell’Italia all’estero: questi alcuni dei pilastri da cui si svilupperà la realizzazione del piano industriale con cui avviare un profondo rinnovamento editoriale completando anche la trasformazione della Rai da broadcaster tradizionale a Digital media company.
Via libera del cda, riunitosi oggi, 26 gennaio sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, al nuovo statuto Rai, che adegua le norme interne alla riforma della governance.
Lo statuto sarà approvato dall’assemblea degli azionisti il 3 febbraio e da quel momento il dg Antonio Campo Dall’Orto (foto 1), acquisirà i poteri previsti per l’ad nella nuova normativa.
Il voto di ieri in consiglio è arrivato con sei sì e tre no, quelli di Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e Carlo Freccero, che si sono
detti contrari alla riforma.
Le norme valutate dal CdA fissato un tetto del 5% per i dirigenti esterni, su un totale di 252.
In base alla riforma della governance approvata un mese fa, l'amministratore delegato può nominare i dirigenti, ma per le nomine editoriali deve avere il parere del cda (che, nel caso dei direttori di testata, è vincolante se fornito a maggioranza dei due terzi). Inoltre assume, nomina, promuove e stabilisce la collocazione anche dei giornalisti, su proposta dei direttori di testata e nel rispetto del contratto di lavoro giornalistico; può firmare contratti fino a 10 milioni di euro e ha massima autonomia sulla gestione economica.
All’ad spetta anche l’approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale, con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti.
Il direttore generale Campo Dall’Orto ha successivamente illustrato le linee guida del piano industriale per il triennio 2016-18 indicando come principale obiettivo dei prossimi anni la piena realizzazione del ruolo nel Paese di “servizio pubblico universale”. Informazione completa e pluralista, racconto della realtà e dei territori, sostegno all’istruzione e all’alfabetizzazione digitale, promozione dell’immagine dell’Italia all’estero: questi alcuni dei pilastri da cui si svilupperà la realizzazione del piano industriale con cui avviare un profondo rinnovamento editoriale completando anche la trasformazione della Rai da broadcaster tradizionale a Digital media company.
Approvato anche il Piano triennale di prevenzione della Corruzione 2016-18 presentato dal responsabile Gianfranco Cariola.
Lo statuto sarà approvato dall’assemblea degli azionisti il 3 febbraio e da quel momento il dg Antonio Campo Dall’Orto (foto 1), acquisirà i poteri previsti per l’ad nella nuova normativa.
Il voto di ieri in consiglio è arrivato con sei sì e tre no, quelli di Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e Carlo Freccero, che si sono
detti contrari alla riforma.
Le norme valutate dal CdA fissato un tetto del 5% per i dirigenti esterni, su un totale di 252.
In base alla riforma della governance approvata un mese fa, l'amministratore delegato può nominare i dirigenti, ma per le nomine editoriali deve avere il parere del cda (che, nel caso dei direttori di testata, è vincolante se fornito a maggioranza dei due terzi). Inoltre assume, nomina, promuove e stabilisce la collocazione anche dei giornalisti, su proposta dei direttori di testata e nel rispetto del contratto di lavoro giornalistico; può firmare contratti fino a 10 milioni di euro e ha massima autonomia sulla gestione economica.
All’ad spetta anche l’approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale, con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti.
Il direttore generale Campo Dall’Orto ha successivamente illustrato le linee guida del piano industriale per il triennio 2016-18 indicando come principale obiettivo dei prossimi anni la piena realizzazione del ruolo nel Paese di “servizio pubblico universale”. Informazione completa e pluralista, racconto della realtà e dei territori, sostegno all’istruzione e all’alfabetizzazione digitale, promozione dell’immagine dell’Italia all’estero: questi alcuni dei pilastri da cui si svilupperà la realizzazione del piano industriale con cui avviare un profondo rinnovamento editoriale completando anche la trasformazione della Rai da broadcaster tradizionale a Digital media company.
Approvato anche il Piano triennale di prevenzione della Corruzione 2016-18 presentato dal responsabile Gianfranco Cariola.
Il cda ha anche votato, in sostituzione dei dimissionari Esclapon e Lo Giudice, la designazione di nuovi consiglieri di amministrazione nell’ambito degli organi sociali delle società controllate. In particolare: Giampaolo Tagliavia (foto 2), assumerà la presidenza di Raicom ed entrerà nel Cda di Auditel, e Cinzia Squadrone farà parte del consiglio di Rai Cinema. E’ stata infine deliberata la nomina di Massimo Cappelli a dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili.



