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Vivendi lancia l’Opa da 3,9 miliardi su Havas
Dopo mesi di indiscrezioni circolate sul mercato, Vivendi, il gruppo francese guidato dal chief executive officer Arnaud de Puyfontaine, ha deciso di lanciare un’offerta pubblica di acquisto su Havas, ossia la sesta agenzia pubblicitaria su scala mondiale, controllata dal Bolloré Group (59,8%), azionista di riferimento della stessa Vivendi con una quota del 20,65% del capitale e 29,84% dei diritti di voto. Havas, ricordiamo, è guidata da Yannick Bollorè, figlio del finanziere Vincent Bollorè (nella foto), cui fa capo il gruppo omonimo.
L'obiettivo dell'operazione è quello di trasformare la società proprietaria di Universal Music e Canal+ in un polo multimediale globale.
L’offerta verrà lanciata a un prezzo di 9,25 euro per azione, che incorpora un premio dell’8,8% rispetto al valore corrente di borsa di Havas e del 20,6% rispetto al corso azionario medio degli ultimi dodici mesi.
Havas capitalizza attualmente 3,55 miliardi e Bolloré Group potrebbe incassare quasi 2,2 miliardi di euro dall’adesione all’Opa.
Vivendi farà fronte a questa operazione facendo ricorso alla cassa: alla fine del primo trimestre le disponibilità liquide ammontavano a 4,02 miliardi (in calo rispetto ai 5 miliardi di fine anno) con una posizione finanziaria netta positiva per 473 milioni ( 1,07 miliardi al 31 dicembre 2016).
Si attendono ora le decisioni dell’Antitrust locale, mentre intanto in Francia è stato eletto come presidente Emmanuel Macron, che da tempo conosce Yannick Bollorè .
In questi giorni, infine, il Gruppo francese ha diffuso i dati relativi ai primi tre mesi dell'anno, che si sono chiusi con un fatturato consolidato di 2,66 miliardi (+6,9%), un ebit di 185 milioni (-52%) e un utile adjusted di 155 milioni (+57,2%). Gli obiettivi per il 2017 sono giro d’affari in crescita del 5% e un risultato operativo lordo in aumento del 25%.
Resta da capire, inoltre, quali effetti potrebbe avere l'operazione sul ruolo di Vivendi in Italia dove è primo azionista di Telecom Italia con una quota del 24,7% e socio di minoranza di Mediaset (29,77% del capitale avente diritto di voto) .

