Poltrone
Rai, Luigi Gubitosi rinuncia al contratto a tempo indeterminato
Dal nuovo direttore generale della tv pubblica la richiesta di un contratto che abbia una scadenza naturale di 3 anni, corrispondente cioè alla durata del Consiglio di Amministrazione. Nelle settimane scorse l'assemblea degli azionisti ha deciso una riduzione del 30% degli emolumenti dei componenti del consiglio, presidente compreso, a 66.000 euro lordi annui, dai circa 100.000 precedenti.
Luigi Gubitosi, direttore generale Rai, per calmare le polemiche sul suo stipendio annuncia di aver chiesto al presidente Anna Maria Tarantola un contratto a tempo determinato. Riguardo al previsto contratto da 650 mila euro, si sarebbe deciso di portare a 400 mila euro la parte fissa e a 250 mila euro l'indennità di funzione.Gubitosi ha dichiarato all’Ansa che non ha intenzione di “rimanere alla Rai né un giorno in più né un giorno in meno del mio mandato di direttore generale. Ho deciso di chiedere che il mio contratto, pur essendo prassi aziendale il tempo indeterminato per il dg, coincida con la naturale durata del Cda che mi ha nominato".
Nelle settimane scorse l'assemblea degli azionisti ha deciso una riduzione del 30% degli emolumenti dei componenti del consiglio, presidente compreso, a 66.000 euro lordi annui, dai circa 100.000 precedenti. La polemica sui compensi nasce soprattutto per i problemi economici della Tv pubblica: per fine anno è atteso un rosso tra i 60 e i 100 milioni di euro, con un indebitamento intorno ai 300 milioni.
Tra le possibili operazioni di cui si parla per risanare i conti c'è anche la cessione degli asset passivi Ray Way (leggi notizia correlata), che potrebbe iniettare nelle casse dell'azienda intorno ai 500 milioni; la dismissione parziale del patrimonio immobiliare (da tempo si parla della vendita di Viale Mazzini e via Teulada, ma anche di Palazzo Labia a Venezia); il taglio delle collaborazioni dei pensionati; la revisione del perimetro dell'attività aziendale (e quindi la riduzione degli attuali 14 canali), con eventuali interventi sul personale in esubero; misure per il recupero dell'evasione del canone, che pesa per circa 500 milioni di mancati introiti.
MF

