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Bayer promuove eccellenza e qualità italiana
Durante il convegno, svoltosi il 19 marzo presso il Cinema Miramare di Alghero, organizzato da Bayer CropScience, consociata Bayer, in collaborazione con la Regione Sardegna, sono stati presentati il volume ‘Il carciofo e il cardo’ della collana ‘Coltura & Cultura’ promossa da Bayer CropScience, e il progetto ‘Laore e Agris’.
L’iniziativa ha tra i suoi obiettivi la creazione di una vera filiera del carciofo in Sardegna che comprenda le fasi di produzione, trasformazione e commercializzazione. Un evento di grande spessore culturale, con un menu tematico interamente dedicato a diffondere la qualità del carciofo, e che contribuisce alla valorizzazione del carciofo isolano e migliorare il reddito dei produttori.

L’importanza e le potenzialità terapeutiche di un corretto apporto di vegetali nella dieta di tutti i giorni sono ancora oggi troppo sottovalutate. Il carciofo, assente dalle maggiori campagne di promozione dell’agroalimentare made in Italy, riveste invece notevole importanza nel panorama orticolo nazionale. Per questo è il primo ortaggio inserito nella collana ‘Coltura & Cultura’.
L’incontro, aperto da Frank Terhorst, amministratore delegato Bayer CropScience e Andrea Prato, assessore all’Agricoltura e Riforma Agro-pastorale Regione Sardegna è stato occasione per comunicare tutti gli aspetti più o meno noti di questa importante coltura, attraverso la testimonianza di alcuni dei settanta autori che hanno contribuito alla realizzazione del volume in risposta a quanto emerso dall’indagine su vissuto e consumi del carciofo, presentata in anteprima.
“Incoronato dalla storia ‘re dell’orto’- afferma Frank Terhorst - resta una coltura impropriamente definita minore, ma fondamentale per l’economia di alcune regioni e per il ruolo insostituibile nella dieta. Naturalmente il nostro sostegno alle filiere strategiche italiane è molteplice: in primo luogo si concretizza con l’offerta di soluzioni innovative per la protezione delle colture, in un momento storico di forte riduzione degli agrofarmaci a disposizione dei produttori italiani. Gli agrofarmaci contribuiscono ad assicurare una costante fornitura di alimenti sani e di qualità per lo sviluppo di un’agricoltura realmente sostenibile. Un’agricoltura che oggi più che mai deve rispondere alle contrastanti emergenze alimentari del nostro tempo, riguardanti la salute di milioni di persone: da un lato l’urgenza di produrre cibo per tutti e dall’altro una necessità di contrastare l’involuzione degli studi alimentari dei paesi sviluppati.
Nel corso dell’incontro è emerso che la superficie coltivata produttiva a carciofi in Sardegna è pari a circa 8 mila ettari (Sassari, Cagliari e Medio Campidano, nell’ordine, le prime tre province) e che oggi le maggiori difficoltà del settore sono legate al fatto che il prezzo di vendita non compensa i costi di produzione, un’insufficiente organizzazione e aggregazione dei produttori, gli elevati costi di trasformazione, la scarsa valorizzazione delle cultivar locali (Masedu e Spinoso sardo).
A livello nazionale, infine, una recente ricerca ha messo in luce come il carciofo nelle due varietà sia più conosciuto da consumatori di mezza età e che tra le qualità più apprezzate ci sono il gusto e le proprietà nutrizionali e depurative (è coleretico, epatoprotettore, diuretico e digestivo) e il basso apporto calorico. Inoltre, è ricco di minerali (potassio, calcio, fosforo e ferro), e occupa un ruolo importante nella dieta mediterranea e nella piramide alimentare. La pianta del carciofo è anche presente nella farmacopea italiana.
“Non è un caso che il carciofo Spinoso sardo sia la prima coltura orticola nell’Isola - ha affermato Andrea Prato - perché è un prodotto che piace e che si vende nei mercati nazionali ed esteri, nonostante le difficoltà. Detto questo, occorre per il futuro investire sulla professionalizzazione delle nostre aziende e sulla ricerca, e a questo riguardo, il nuovo ruolo delle Agenzie agricole e delle Università isolane sarà decisivo per il rilancio di questa nostra eccellenza. La Regione sta investendo importanti risorse sull’infrastrutture, razione delle aree rurali, anche nell’ottica di incentivare la multifunzionalità e quindi il connubio di agricoltura con turismo ed energie rinnovabili, unica via di salvezza per la sopravvivenza del comparto”.
“Un vivo ringraziamento va ai settanta autori - afferma Renzo Angelini, direttore technical management & communication Bayer CropScience, nonché ideatore della collana ‘Coltura & Cultura’ - che ancora una volta attraverso l’approccio interdisciplinare hanno saputo mettere insieme per la prima volta tutte le conoscenze disponibili su questa filiera. Il progetto 'Coltura & Cultura’ - continua Renzo Angelini - vanta oggi il coinvolgimento di oltre 400 esperti delle filiere strategiche italiane appartenenti al mondo accademico, delle istituzioni, della produzione, della comunicazione. L’attività proseguirà con la pubblicazione di titoli su importanti specie orticole e frutticole ed evolverà nella 'Rete di Coltura & Cultura' per contribuire a 'Magis', progetti interdisciplinari di agricoltura sostenibile con il triplice obiettivo di migliorare le performance ambientali dei processi produttivi, soddisfare le richieste del consumatore sempre più attento ai valori etici e salutistici del cibo e garantire la competitività sul mercato”.

