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Bea Italia Festival 2022. Basta chiamarli fornitori: chi offre servizi per gli eventi è oggi a tutti gli effetti un partner consulenziale

I partner oggi sono risorse indispensabili per realizzare eventi sempre più innovativi e impattanti. Con il loro supporto, accompagnano i clienti nel percorso di fattibilità e messa a terra di un evento.

Che siano le tecnologie più avanzate per approcciare in maniera corretta le nuove frontiere degli eventi, come la realtà aumentata o il metaverso o nuove soluzioni allestitive, i fornitori di servizi sono un riferimento fondamentale per la soddisfazione del cliente e l’impatto emotivo degli eventi.

Al Bea Festival 2022, moderati da Maria Ferrucci, giornalista Adc Group, sono intervenuti Sergio Grati, socio Frontrow, Giovanni Conrotto, Ceo Modo Rent, Alberto Azzola, Sales director STS Communication, Sara Belloni, Responsabile Commerciale e Marketing Newlight, Fabio Fila, Presidente, Stea e Maurizio Murciato, Founder & Managing Partner Plesh, per capire come, nello scenario odierno, vengono impostati i rapporti con i fornitori e quali sono i trend di settore.

Partiamo dalla definizione: “fornitori” è ormai un termine obsoleto e poco adeguato a indicare la relazione che queste realtà instaurano con i clienti. “Si tratta sempre più di un lavoro a quattro mani. Oggi, in particolar modo dopo la pandemia, abbiamo il compito di affiancare i nostri interlocutori fin dall’inizio per fare un percorso insieme, valutando la fattibilità e la possibilità di ‘messa a terra’ di un progetto. E’ importante avere chiaro cosa si può e cosa non si può fare, arrivando a soluzioni concrete e percorribili”, spiega Azzola (STS Communication).

“Non si parla più di fornitori ma di partner”, spiega Fila (Stea). “Noi ci occupiamo soprattutto di materiale umano, perché dobbiamo sempre tenere a mente che senza gli uomini le macchine non funzionano. La commistione tra gli interlocutori è ormai talmente integrata fin dall’inizio che il processo avviene in un percorso e un risultato finale condiviso”.

La partnership introduce un fattore umano, non ti affidi solo a un servizio o a delle competenze tecniche, ma instauri una relazione e se il meccanismo funziona, essa diventa un moltiplicatore. “Noi siamo nati come esperimento, l’8 marzo del 2021, radunando sotto uno stesso tetto chi si è sempre occupato di produzione e abbiamo messo sul tavolo le competenze di tutti quanti. Alla base di tutto, cerchiamo di far valere la presenza di persone, di teste pensanti e ragionamenti che facciamo insieme”, racconta Sergio Grati, socio Frontrow.

“Troppo spesso noi siamo visti ancora solo come un servizio, ma se ci pensate, alla fine siamo coloro che devono buttare il cuore oltre l’ostacolo. La pandemia forse ci finalmente fatto capire che lavoriamo tutti sullo stesso fronte”, commenta Conrotto (Modo Rent).

Inoltre, come sottolinea Belloni (Newlight): “Noi partner oggi abbiamo un ruolo sempre più consulenziale e spesso diventiamo anche un punto di riferimento nel contesto europeo per la realizzazione di eventi all’estero e la possibilità di avere forniture on site”.

Un altro aspetto fondamentale è il supporto ai clienti in un momento storico in cui molti paradigmi stanno cambiando. “Siamo nati poco prima della pandemia per portare innovazione nel mondo degli eventi”, spiega Murciato (Plesh). “Con l’arrivo del Covid19 ci siamo trovati fin da subito a fornire alle agenzie competenze che non avevano al loro interno, ma diventate vitali per la loro sopravvivenza. Le agenzie hanno dovuto fare le veci di piccole case di produzione e noi ci siamo inseriti in questo spazio di supporto come partner, spiegando cosa si poteva e non si poteva fare. La pandemia in qualche modo ci ha ‘definiti’ e ora stiamo lavorando su come le tecnologie possano innovare le esperienze di fruizione dell’audience di spettacoli dal vivo in maniera digitalmente assistita”.

La tecnologia è, oggi, uno dei focus topic degli eventi.

Come si associano i nuovi trend come metaverso & affini? “Il metaverso, a mio parere, è più che altro un contenitore, ma va fatta ancora tanta strada per capire come sfruttare i contenuti al suo interno”. “nel metaverso, al momento, ci si annoia in fretta e non è nemmeno particolarmente appealing”, aggiunge Murciato (Plesh). “In termini di adoption siamo ancora alla preistoria. Invece, mi pare molto più interessante l’intrattenimento legato al mondo dei videogame: oggi il videogioco è aperto, è un’esperienza ibrida sia razionale che emotiva. Non ci si trova più a sfidare l’autore del videogame, ma si gioca contro altre persone. Qui si prospetta una crescita esponenziale con giri d’affari vertiginosi”.

Anche la sostenibilità è un altro tema portante che non può più essere ignorato. “Una sostenibilità che deve essere anche sociale: abbiamo sempre meno persone che lavorano fisicamente agli eventi, ci mancano i montatori”, spiega Fila (Stea). “E’ un ragionamento in essere che va fatto con cambio generazionale, andranno cambiati i paradigmi, perché i giovani di oggi hanno un approccio alla tecnologia completamente diverso”.

In tema di sostenibilità, Belloni spiega come Newlight risparmi denaro e carta grazie a dei qr code che permettono di vedere on site il progetto vero e proprio.

“A proposito di progetti, per quanto ci riguarda, come partner attivi nel settore allestimenti e arredi, stiamo sviluppando da tempo una presentazione tramite realtà aumentata molto veloce per far comprendere le volumetrie perché spesso i clienti non riescono a figurarsi bene le volumetrie delle aree. Questo comporta una grande frustrazione per chi ci lavora… Un’immersione diretta nelle volumetrie potrebbe essere uno step forward”, conclude Conrotto (Modo Rent).

S.R.