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Bea World 2023. Back to the future, professionisti a confronto sui topic più caldi del mondo degli eventi. Con una chiave di lettura: l’emozione

Commenti in pillole su tecnologia e AI, il bisogno di eventi fisici e su ciò che rende un evento eterno e memorabile. Tre argomenti caldi intorno a cui ruotano i cambiamenti e le evoluzioni del settore.

Cosa riserva il futuro degli eventi? Come agenzie e aziende devono prepararsi a cambiamenti e trasformazioni? Ne hanno parlato sui palchi del Bea World Jia Wei, Head of Marketing of Western Europe Xiaomi Technology e Stefanie Winter, Vice President Events Siemens AG nel corso dell’incontro ‘Back to the Future’.

Un momento interattivo con i presenti a cui è stato dato il compito di scegliere topic da mettere sul tavolo in mini pillole. Come primo topic, la maggioranza ha votato tecnologia e Intelligenza Artificiale, due aspetti cruciali per il futuro degli eventi. “Stiamo vivendo una fase di cambiamenti velocissimi che si riflettono anche sul nostro lavoro. Nell’event industry nei confronti della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale si alzano sempre di più le aspettative, anche se a volte questi strumenti sono utilizzati per camuffare un messaggio debole”, spiega Winter. “Il mio pensiero è che in futuro si dovrà lavorare per creare contenuti sempre più coerenti prestando maggior attenzione agli aspetti etici e legali”.

“Quando parliamo di AI sembra che tutto possa essere rimpiazzato”, sottolinea Wei. “In realtà, siamo noi a dover stabilire dove sta il limite. La domanda da porsi è: quali sono gli obbiettivi dell’evento? Desideriamo creare un’experience super fancy o desideriamo che le persone si incontrino e si connettano tra di loro? Siamo noi a deciderlo. L’importante è riuscire a fermarsi quando è il momento e che la situazione non sfugga al nostro controllo”.

Ed ecco a cascata la seconda pillola: quanta necessità di incontri fisici ci sarà nel futuro?

“Credo che il bisogno di incontrarsi ci sarà sempre”, afferma Winter. “Per natura, abbiamo la spinta a fare community, è per quello che ci troviamo con gli amici, con i parenti, con i compagni… In fondo gli eventi sono la stessa cosa: ci permettono di socializzare e di creare connessioni attraverso incontri face to face”.

La situazione pandemica ha influito enormemente sulla percezione dello spirito di gruppo, come sottolinea Wei. “Il Covid ci ha fatto capire che possiamo fare tutto on line, ma dopo la pandemia, le persone hanno realizzato che i rapporti virtuali non sono sostenibili e, soprattutto, non sono reali. Ecco perché oggi, in un’era post pandemia, gli eventi fisici tornano a essere al centro: siamo esseri umani con il bisogno di incontrarsi e vivere una vita fisica autentica, abbiamo bisogno di vedere, toccare, sentire le persone o non vivremmo sul pianeta Terra”.

La terza e ultima pillola: cosa rende un evento eterno?

Secondo Winter “L’evento resta memorabile quando c’è qualcosa che ci tocca emozionalmente, qualcosa che, per qualche ragione, si connette alla nostra vita”. Aggiunge Wei “Non è solo il ricordo, è il momento dell’evento che diventa eterno e questo rende l’idea di quanto possano ancora essere fondamentali per le persone gli eventi fisici”.

Domanda a bruciapelo alle due ospiti: qual è l’evento che per voi è stato più memorabile?

Per Wei, le Olimpiadi del 1992 quando partirono le note di Barcelona nel duetto virtuale tra

Freddie Mercury - scomparso da poco - e Montserrat Caballè e tutti gli spettatori la cantarono in coro con il meraviglioso spettacolo per la Cerimonia di Apertura della Fura dels Baus. Per Winter, un festival di heavy metal in Germania che non è stata, come lei stessa racconta, solo una giornata di esibizioni musicali, ma un’avventura e un’esperienza personale che le ha suscitato tante emozioni. Eccola qui, la chiave di tutto: l’emozione che scatena il ricordo di un evento che ha toccato le nostre corde, quella è eterna.

Serena Roberti