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La rinascita dell’industria degli eventi: annunciato un anno di celebrazioni per il 50° anniversario di Society for Incentive Travel Excellence

Si è tenuta a Dublino la conferenza mondiale di SITE, dove la past president Annamaria Ruffini (nella foto, la seconda da destra) riferisce l’entusiasmo degli operatori internazionali per la ripresa dell'industria MICE e anticipa il grande appuntamento di febbraio 2023 a New York.

Si è appena conclusa a Dublino la Global Conference di SITE (Society for Incentive Travel Excellence, la più grande community internazionale di professionisti dell’industria degli eventi), cui hanno partecipato oltre 450 soci da ogni parte del mondo, soprattutto Nord America (USA e Canada).

Da notare la nutrita rappresentanza di Paesi giunti a Dublino dai cinque continenti per promuoversi come destinazione, a riprova della ripresa dell’industria MICE dopo i due anni di pandemia. L’evento è stato preceduto dal meeting del Consiglio dei Past President, cui erano presenti tredici dei più recenti presidenti mondiali di SITE, che si sono incontrati col presidente in carica, Kevin Edmunds.

Fra di loro c’era Annamaria Ruffini CIS, CITP, CMP – titolare dell’event agency Events In & Out – che presiedette SITE nel 2018 e che annuncia le date per la grande celebrazione dell’anno prossimo, quando l’associazione compirà 50 anni e che per questo terrà la sua Global Conference nel suo place of birth, New York. L’evento avrà luogo dal 17 al 20 febbraio 2023 e, al di là della sua importanza, sarà solo l’inizio di un anno di eventi celebrativi in ogni parte del mondo. Fred Dixon, presidente e CEO di NYC & Company, ha dichiarato che questa conference segnerà il rilancio definitivo della Grande Mela come sede internazionale di meeting e viaggi d’incentivazione, dopo la tempesta Covid.

A New York saranno presenti tutti i presidenti SITE del passato, inclusa ovviamente Annamaria Ruffini, che così commenta: «Il mood di Dublino era di grande energia, positività e ottimismo. L’industria MICE si sta riprendendo molto in fretta negli Stati Uniti e nel Nord Europa, così come in altri Paesi come Spagna e Portogallo. Mi auguro che presto torni anche in Italia ai livelli pre-pandemici, ma già questi segnali che il mondo ci manda – assai più rapidi di quanto osassimo sperare – sono incoraggianti».