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Roma sceglie i grandi eventi come leva strategica per lo sviluppo turistico, economico e culturale. Onorato: "Il turismo è una scienza, non un caso"
Roma ha ospitato una giornata di approfondimento e confronto dedicata al valore strategico dei grandi eventi per lo sviluppo turistico, economico e culturale della Capitale. L’iniziativa “Roma Città dei Grandi Eventi”, in scena al Campidoglio ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori culturali, manager di grandi manifestazioni, esperti di turismo e giornalisti italiani e internazionali.
Al centro del dibattito, il ruolo degli eventi nazionali e internazionali come strumenti di policy urbana, capaci di generare crescita economica, occupazione, attrattività internazionale e miglioramento della qualità della vita cittadina.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di analizzare, in modo scientifico e condiviso, l’impatto degli eventi nazionali e internazionali sulla crescita urbana, sulla competitività della Capitale e sulla qualità della vita dei cittadini.
A tracciare la linea politica e strategica è Alessandro Onorato, assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi di Roma Capitale, che ha ribadito la necessità di superare l’improvvisazione nella gestione di settori chiave per l’economia cittadina.
"Roma deve diventare la capitale dei grandi eventi e un laboratorio di una nuova governance del turismo – ha spiegato – basata su analisi dei dati, programmazione e collaborazione tra pubblico e privato. Turismo, sport, cultura e grandi eventi non sono accessori: producono occupazione, ricchezza e valore sociale".
Nel suo intervento, Onorato ha richiamato l’attenzione sui numeri delle presenze turistiche, spesso dati per scontati dai romani: 49 milioni nel 2023, 51,4 milioni nel 2024 e quasi 53 milioni nel 2025, anno del Giubileo. "Parliamo di record storici – ha sottolineato – che dimostrano come il Giubileo non abbia frenato il turismo, ma si inserisca in una crescita già in atto".
L’assessore è tornato anche sul tema dei flussi giubilari, distinguendo tra pellegrinaggi e turismo vero e proprio. "I 30 milioni di pellegrini indicano il numero di persone che attraversano le Porte Sante, non di turisti che dormono in città. Confondere questi dati è un errore metodologico", ha affermato, invitando ad affrontare il tema "con competenza e serietà, non con slogan".
Tra gli indicatori più significativi citati da Onorato, l’aumento della permanenza media, passata da 2,3 a 4,1 giorni. "Questo risultato non è frutto del caso – ha spiegato – ma di una strategia che punta su grandi eventi sportivi, culturali, musicali, legati alla moda e al congressuale, capaci di rendere Roma più attrattiva e di incentivare soggiorni più lunghi".
Un esempio concreto è la Maratona di Roma, cresciuta in quattro anni da 8mila a 35mila partecipanti, con una quota di stranieri arrivata all’80%. "È il risultato di una strategia internazionale precisa e di accordi mirati", ha precisato l’assessore.
Dal punto di vista economico, il turismo ha prodotto nel 2024 ricadute per 13,3 miliardi di euro, un valore superiore a quello generato complessivamente da città come Venezia, Milano, Firenze e Napoli. "Dietro questi numeri ci sono lavoratori e famiglie", ha ricordato Onorato, sottolineando anche la crescita dell’occupazione nel settore (+5,5% annuo da tre anni) e l’apertura, nello stesso periodo, di 27 hotel cinque stelle e 79 quattro stelle.
In apertura dei lavori è intervenuto il sindaco Roberto Gualtieri, che ha evidenziato come i grandi eventi rappresentino uno strumento di politica urbana a tutti gli effetti. "Non sono qualcosa da cui difendersi – ha detto – ma una leva scientifica e industriale di crescita economica e di miglioramento della qualità della vita".
Secondo il sindaco, l’impatto sulla reputazione della città è evidente anche sul piano digitale: "Le impression sui social raggiungono cifre miliardarie, con effetti rilevanti sull’immagine internazionale di Roma. I grandi eventi valorizzano i luoghi e rafforzano il senso di appartenenza".
Il legame tra Roma e la moda è stato sottolineato da Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana: "Roma è la madre da cui tutto è partito. La moda è un’industria culturale e creativa e raccontarla, attraverso eventi e mostre come quella al Maxxi, arricchisce la città e rafforza la comunicazione a livello globale".
Per Jean-Christophe Babin, CEO di Bulgari, "Roma non è un museo a cielo aperto, ma una città viva, fatta di eventi che esprimono cultura a 360 gradi".
Sul fronte musicale, Raffaele Ranucci, amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, ha ribadito l’importanza della qualità dell’offerta e delle infrastrutture: "L’Auditorium lavora tutto l’anno, ospita artisti internazionali e propone generi diversi. Roma avrebbe bisogno anche di una grande arena coperta da 20mila posti per i grandi eventi".
In chiusura, Onorato ha ribadito la necessità di regolare e redistribuire i flussi turistici: "Il turismo è una risorsa fondamentale, ma va gestito. Per questo abbiamo creato sette itinerari alternativi al centro storico, valorizzando quartieri e siti meno conosciuti".
"La crescita c’è – ha concluso – ma deve poggiare su una strategia condivisa. Non è una sfida politica, è una sfida che riguarda l’intera città".

