Evento non profit

Avaya sostiene un calendario realizzato con il Cuore

L'azienda ha promosso un'iniziativa per realizzare un'opera benefica: la produzione di calendari la cui vendita finanzierà i progetti promossi dall'associazione Cuore, che opera per aiutare i bambini abbandonati in ogni parte del mondo.

Per il nuovo anno Avaya, azienda impegnata nel settore delle applicazioni, del software e dei sistemi per le comunicazioni business, ha promosso un’iniziativa che nasce dal desiderio di realizzare un’opera benefica: la produzione di calendari la cui vendita aiuterà a finanziare i progetti promossi da Cuore, un'associazione di volontariato senza fini di lucro che opera fattivamente e con continuità per la tutela dell'infanzia abbandonata in ogni parte del mondo. 
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Autore del reportage fotografico è Ottorino Passariello, che con i suoi scatti ha immortalato i visi dei bambini abbandonati: un affresco impalpabile di un mondo nel quale regnano silenzio e dignità, sguardi e sorrisi autentici che rapiscono l'anima del lettore per la forza e l’intensità del messaggio. 

 “È con gioia che Avaya ha contribuito al progetto promosso dall’associazione Cuore – ha commentato Gianluca Attura, ad di Avaya Italia –. Quest’iniziativa aiuterà a donare un sorriso sia a chi riceve il calendario sia alle persone meno fortunate destinatarie della raccolta dei fondi”.
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I fondi raccolti contribuiranno alla realizzazione del progetto 'Una mano lava l’altra' che in Congo significa 'una mano aiuta l’altra': verrà creata la casa famiglia 'Marisa' per l’accoglienza, la sussistenza e l’assistenza sanitaria a bambini orfani di guerra; supportato il programma di alfabetizzazione delle donne, già in fase di attuazione e verranno sviluppate attività lavorative per le famiglie bisognose.

 Cuore raccoglie fondi con lo scopo di alleviare la sofferenza e i disagi dei tanti, troppi bambini senza famiglia.  “Vogliamo esprimere ancora una volta la nostra gratitudine verso chi, con l’acquisto di un calendario, ci dà la possibilità di aiutare i bambini che vivono gravi condizioni di abbandono come quelli del Congo, vittime della guerra che vorremmo cercare di strappare alla morte - ha commentato Adriana Ferrante, presidente dell’associazione Cuore”.