Evento pubblico
Al Museo della Scienza e della Tecnologia la performance 'Fiume Lento' per la mostra Confluence
Una performance tra musica e gesto pittorico per esplorare l’incontro tra saperi che ispira la mostra 'Confluence' al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia 'Leonardo da Vinci'. L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Venerdì 20 maggio alle ore 18.30 il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia propone la performance Fiume Lento, in cui l’illustratore Alessandro Sanna realizzerà dal vivo alcune tavole ad acquerello accompagnato al pianoforte da Elisabetta Garilli.
La storia per immagini 'Fiume lento. Un viaggio lungo il Po', di Alessandro Sanna, ha fornito interessanti spunti di riflessione nel percorso da cui la mostra ha preso le mosse.
L’esplorazione si snoda tra carte tematiche, testimonianze sonore e video, immagini che raccontano il passato e la contemporaneità, ed è accompagnata da una selezione di oggetti, documenti e volumi di valore storico.
Guardando all’idea del progetto di dar vita, a lungo termine, a un luogo permanente d’incontro tra i saperi, il terzo nucleo della mostra apre a una più ampia dimensione partecipativa, attraverso uno spazio forum animato da momenti seminariali, conferenze e dibattiti, e performance artistiche.
Il coinvolgimento avviato prosegue in mostra grazie al contributo che ciascun visitatore può lasciare in un’apposita postazione.
Nello spazio del forum, a chiudere la mostra, viene proiettato in continuo un estratto dalla performance 'Fiume lento' realizzata al Teatro Ristori di Verona il 23 gennaio 2016.
L’evento si terrà all’interno della mostra Confluence, curata dal Museo per la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano.
La storia per immagini 'Fiume lento. Un viaggio lungo il Po', di Alessandro Sanna, ha fornito interessanti spunti di riflessione nel percorso da cui la mostra ha preso le mosse.
La poetica di questo racconto, dove il valore universale delle acque si rivela proprio nella dimensione del 'fiume vissuto' dall'artista, è apparsa subito ben risonante sia con il caso di studio su cui è incentrata la mostra (il bacino del Po e il suo sistema climatico) sia con la volontà di far trasparire, dal caso specifico, una riflessione più generale sul rapporto uomo-ambiente e sulla separazione dei saperi in esso coinvolti.
Attraverso la mostra Confluence, il Museo esplora nuove possibilità di essere luogo d’incontro e di lavoro comune su tematiche rilevanti nella contemporaneità e al tempo stesso torna all’idea di unità della cultura che ha ispirato la nascita dell’istituzione.
Il percorso espositivo, ospitato nel Padiglione Olona del Museo, si apre con un nucleo dedicato a Leonardo da Vinci. Modelli storici della collezione del Museo e immagini tratte dai Codici rappresentano l’attenzione di Leonardo per il territorio come contesto di relazioni e ambito di progettazione, il suo interesse per il tema dell’acqua e il suo procedere per analogie nell’indagine conoscitiva in una concezione unitaria del sapere.
Una riproduzione calpestabile a grande scala dell’area del bacino del Po introduce al secondo nucleo della mostra, che invita innanzitutto a scoprire il Bacino come unità di senso in un’ottica di progettazione integrata. Dall’area emerge un grande tavolo, solcato dal profilo del corso del fiume, che propone una selezione dei contenuti emersi nel ciclo di incontri. Lo studio del sistema climatico è stato articolato in idrosfera, atmosfera, geosfera, biosfera e antroposfera, nella scelta culturale di guardare all’uomo come soggetto e oggetto delle trasformazioni ambientali e di mettere in relazione saperi diversi, da ambiti anche distanti.
Attraverso la mostra Confluence, il Museo esplora nuove possibilità di essere luogo d’incontro e di lavoro comune su tematiche rilevanti nella contemporaneità e al tempo stesso torna all’idea di unità della cultura che ha ispirato la nascita dell’istituzione.
Il percorso espositivo, ospitato nel Padiglione Olona del Museo, si apre con un nucleo dedicato a Leonardo da Vinci. Modelli storici della collezione del Museo e immagini tratte dai Codici rappresentano l’attenzione di Leonardo per il territorio come contesto di relazioni e ambito di progettazione, il suo interesse per il tema dell’acqua e il suo procedere per analogie nell’indagine conoscitiva in una concezione unitaria del sapere.
Una riproduzione calpestabile a grande scala dell’area del bacino del Po introduce al secondo nucleo della mostra, che invita innanzitutto a scoprire il Bacino come unità di senso in un’ottica di progettazione integrata. Dall’area emerge un grande tavolo, solcato dal profilo del corso del fiume, che propone una selezione dei contenuti emersi nel ciclo di incontri. Lo studio del sistema climatico è stato articolato in idrosfera, atmosfera, geosfera, biosfera e antroposfera, nella scelta culturale di guardare all’uomo come soggetto e oggetto delle trasformazioni ambientali e di mettere in relazione saperi diversi, da ambiti anche distanti.
L’esplorazione si snoda tra carte tematiche, testimonianze sonore e video, immagini che raccontano il passato e la contemporaneità, ed è accompagnata da una selezione di oggetti, documenti e volumi di valore storico.
Guardando all’idea del progetto di dar vita, a lungo termine, a un luogo permanente d’incontro tra i saperi, il terzo nucleo della mostra apre a una più ampia dimensione partecipativa, attraverso uno spazio forum animato da momenti seminariali, conferenze e dibattiti, e performance artistiche.
Il coinvolgimento avviato prosegue in mostra grazie al contributo che ciascun visitatore può lasciare in un’apposita postazione.
Nello spazio del forum, a chiudere la mostra, viene proiettato in continuo un estratto dalla performance 'Fiume lento' realizzata al Teatro Ristori di Verona il 23 gennaio 2016.
L’allestimento e l’interaction design della mostra sono curati dallo studio dotdotdot.








