
Evento pubblico
Expo Dubai 2020. Un 'giardino di storie' il Padiglione Italia firmato da Carlo Ratti Associati, Italo Rota Building Office, F&M Ingegneria e Matteo Gatto & Associati presentato in anteprima a Matera
‘One Year to Go!”: a un anno da Expo 2020 Dubai si alza il sipario sul Padiglione Italia con un evento di presentazione a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019
L’Italia e i suoi territori iniziano il tratto decisivo del loro percorso di avvicinamento all’Esposizione Universale di Dubai che sarà inaugurata esattamente tra un anno, il 20 ottobre del 2020. Il Padiglione del nostro paese a Expo 2020 Dubai viene per la prima volta presentato da architetti e project designer presso la Cava del Sole di Matera, la Capitale Europea della Cultura 2019.

“L’Italia porta all’Expo 2020 un Innovation Hub, un padiglione dalla struttura innovativa, ispirato ai più avanzati elementi di sostenibilità e di economia circolare, che non sarà semplicemente un luogo espositivo, bensì dimostrativo della competenza italiana e del migliore ingegno e talento nazionale,” spiega Paolo Glisenti, Commissario Generale di Sezione per l’Italia per Expo 2020 Dubai.
La partecipazione dell’Italia dedicata al tema “La bellezza unisce le persone” (“Beauty connects people”) rappresenterà un’occasione unica di promozione del Sistema Paese. L’Italia farà infatti della sua presenza anche una leva di diplomazia culturale, economica e scientifica verso gli Emirati Arabi Uniti e l’intera area “MENASA” (Medio Oriente, Africa del Nord, Asia Meridionale) attraverso un percorso che vede protagonisti numerosi partner nazionali e i principali stakeholder del mondo accademico, della ricerca, della cultura e dell’arte, delle industrie culturali e creative, dello sport, dei media, della musica, nonché con le grandi e medie realtà imprenditoriali pubbliche e private.
Il Padiglione italiano, situato a poca distanza da quello degli EAU sulla ‘cultural spine’ del sito di Expo, offrirà una memorabile esperienza immersiva agli oltre 5 milioni di visitatori da noi attesi. Il padiglione, che si estende su una superficie di 3.500 metri quadri e si eleva su quasi 27 metri di altezza, si basa su un approccio circolare all’architettura, con gli scafi di tre imbarcazioni convertiti nel tetto dell’area espositiva per la durata dell’Expo.

Il progetto mira a integrare materiali sostenibili – come bucce d’arancia, fondi di caffè, funghi e plastica riciclata raccolta anche nell’Oceano – che vengono utilizzati in modo innovativo come elementi di costruzione.
L’archittetto Carlo Ratti, socio fondatore dell’omonimo studio vincitore della gara di progettazione del Padiglione Italia in RTP con Italo Rota Building Office, F&M Ingegneria Matteo Gatto & Associati nonché direttore del MIT Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT): “Abbiamo perseguito un tipo di architettura che potrebbe essere riconfigurata sia a lungo termine – grazie alla sua circolarità – sia a breve termine – grazie alle tecnologie digitali. Il padiglione è di natura circolare. Nulla va sprecato; al contrario, lo rivendichiamo e reimmaginiamo il suo scopo.“
“La Bellezza Unisce le Persone. Nelle tre parole del titolo è racchiusa tutta la sintesi della narrazione che vogliamo portare con il Padiglione Italia. Bellezza: Leonardo diceva che “ogni nostra cognizione principia da sentimenti”, ed è esattamente dal senso di “bellezza” intesa come sentimento e non come valore estetico che abbiamo deciso di partire per il racconto del nostro Paese, un racconto che passa necessariamente dalle emozioni per restare memorabile. Connessione: è il tema generale dell’Expo di Dubai, ‘Connecting Minds’, ed è ciò che sta alla base della condivisione dei nostri valori, della nostra identità. Persone: gli uomini, gli Italiani. Saranno loro i veri protagonisti: le loro eccellenti storie di innovazione, creatività, progettualità.” Sono le parole di Davide Rampello, direttore artistico della Rampello&Partners e project designer del Padiglione Italia.
Il Padiglione Italia sarà un vero e proprio “giardino di storie”: giardino poiché metaforicamente sintesi di tanti elementi differenti che insieme creano un linguaggio di equilibrio e armonia, una proiezione dell’ordine dell’universo. Il percorso espositivo è stato immaginato come il viaggio di uno sguardo.

Uno sguardo che parte dall’alto, dalla insolita visione di un affaccio panoramico – come facevano i viaggiatori del Grand Tour, che erano soliti ammirare la meraviglia dei paesaggi italiani sempre dai punti più alti – e accompagna il visitatore attraverso un percorso di architetture narrative: dal Belvedere, luogo da cui si vede il bello, – una finestra ottagonale sui più suggestivi paesaggi d’Italia – passando per le Short Stories – spazio dedicato a “racconti brevi” espositivi e cinematografici sui temi delle eccellenze dei saperi e del saper fare italiano – e l’Osservatorio dell’Innovazione – un orizzonte immersivo sulle ultime frontiere della ricerca italiana sui temi dello spazio e delle acque – fino ad arrivare al Teatro della Memoria, dedicato appunto alla madre di tutte le muse.
Attraverso gallerie dorate di mosaici di ispirazione bizantina il viaggio dello sguardo si conclude ritornando sugli occhi dell’opera che forse più di ogni altra metaforizza l’eccellenza della cultura e dell’arte italiana nel mondo: il David di Michelangelo. Copia a grandezza naturale posizionata all’interno di una struttura lignea ispirata ai teatri rinascimentali, il David offrirà la possibilità di essere guardato negli occhi e non dal basso, come di consueto, per permettere una prospettiva che è anche introspettiva ed emozionante, la memoria di ciò che siamo proiettata verso il futuro.
Il Politecnico di Milano, che cura i contenuti scientifici dell’Osservatorio dell’Innovazione, è partner del Padiglione Italia per Expo 2020 Dubai. Il Politecnico, che il QS World University Ranking by Subject classifica tra i migliori 20 atenei in tutte le aree di competenza, svilupperà i contenuti delle ricerche di avanguardia in Italia con un riferimento particolare alla sostenibilità e all’attenuazione dell’inquinamento ambientale. Il Politecnico ha anche partecipato al Project Design del Padiglione finalizzando i contenuti e gli allestimenti dedicati all’innovazione scientifica e tecnologica legati allo spazio e al mare.

Il progetto architettonico proposto dalla cordata vincitrice si caratterizza per l’idea di usare gli scafi di tre imbarcazioni italiane arrivate via mare, che saranno capovolti e innalzati uno accanto all’altro su alti pilastri, trasformandosi nella copertura del Padiglione. Dipinti ciascuno in modo diverso, i tre scafi visti dall’alto avranno l’aspetto di tre petali che compongono i colori della bandiera italiana”. L’architettura celebra la storia di uomini e esploratori italiani che nei secoli hanno solcato mari e terre lontane, intessendo contatti e relazioni con tutto il mondo. Al contempo, il riuso degli scafi capovolti si presenta come una scelta di sostenibilità che si riallaccia a una antica tradizione dei popoli di mare e pescatori d’Europa e del mondo.
Carlo Ratti e Italo Rota erano stati protagonisti nel 2008 per l’Expo di Saragoza, il primo con il Digital Water Pavilion, l’altro con la “Ciudades de Agua”, una delle cinque piazze tematiche che l’Expo Zaragoza 2008 ha dedicato al tema generale “Acqua e sviluppo sostenibile”.
Per Expo Milano 2015, Ratti ha progettato il Future Food District ed ora è in campo per il post-evento con il maxi progetto Mind insieme a Lendlease; Rota aveva firmato invece il padiglione del Kuwait e il padiglione del vino.
Nel team vincitore del Padiglione Italia per Dubai 2020 c’è anche Matteo Gatto che per Milano 2015 è stato direttore Visitor Experience & Exhibition Design. E proprio capitalizzando questa esperienza, condotta nella direzione della progettazione di Expo Milano 2015, è nato lo studio matteogatti&associati. Accanto agli studi guidati da Ratti, Rota e Gatto c’è F&M Ingegneria che vanta un curriculum ricco in numerosi grandi eventi a scala internazionale, compreso Pechino 2010, e una sostanziosa partecipazione a Milano nel 2015, per dare struttura a 16 padiglioni, dal Cile alla Polonia, dal Messico alla Cina.
Gli altri team in gara. Erano 19 in tutto (leggi news) le proposte le proposte in gara e due sono state escluse preliminarmente: il team guidato da One Works per ragioni tecniche, quello guidato da Mario Cucinella Architects per l’amministrativa. In graduatoria in seconda posizione si è distinto il team con Gianluca Peluffo&Partners Architettura (con Pr Ass Tecnica Edilizia, Greenland e HZ Studio Architecture&Engineering), a seguire Dodi Moss che ha coinvolto anche l’artista Edoardo Tresoldi (con Progettando, Studio Costa Architecture, Emanuele Donadel, Studio tecnico Ing. Gaetano Farella, Francesco Leo e Francesco Marzulli). A seguire le cordate guidate da Studio Transit, Iodice Architetti, Michele De Lucchi e Studio Altieri.
MF

