Evento pubblico

Il Carnevale di Venezia aumenta l'indotto della città. Turisti a +39%, spesa media giornaliera di 130,72 euro

La manifestazione, durante i festeggiamenti, aumenta mediamente del 39% le presenze medie dei turisti in città. Un pubblico che si definisce 'addizionale', perché va ad aggiungersi al normale flusso di visitatori in Laguna.

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L’Ufficio Studi di Vela SpA ha realizzato un’indagine conoscitiva sul profilo del visitatore 'tipo' presente al Carnevale di Venezia 2014, sulla sua provenienza, sui mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere la città lagunare con una stima delle ricadute economiche generate dall’evento. 

Il lavoro si basa su1.700 interviste e ha coinvolto 9.000 persone. Questi alcuni dati emersi, presentati a Venezia, nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Telecom Future Centre, e che al termine dell’edizione 2015 del Carnevale verranno messi a confronto per un’analisi finale complessiva.

Il Carnevale di Venezia durante i giorni dei festeggiamenti aumenta mediamente del 39% le presenze medie dei turisti in città. Un pubblico che si definisce 'addizionale' perché va ad aggiungersi al normale flusso di visitatori che la città avrebbe ospitato in assenza dell’evento.

Nel 2014, i visitatori 'addizionali' portati a Venezia dal Carnevale sono stati calcolati in 338.000 sulle 862.000 presenze totali registrate. Sul numero totale dei visitatori che hanno raggiunto Venezia nel periodo di Carnevale del 2014, 165.000 sono stati gli arrivi, 567.000 le presenze (che hanno cioè pernottato nel territorio comunale). I visitatori giornalieri sono stati calcolati in 295.000: 120.000 di questi sono giunti a Venezia in treno, 47.000 in autobus di linea, 43.000 con bus turistico, 46.000 con auto privata, 39.000 con un mezzo acqueo.
 
Il 41% del visitatore tipo del Carnevale di Venezia è straniero, con francesi (10%), spagnoli (5%), ungheresi e americani (4%) che guidano la speciale classifica. Il turista resta a Venezia mediamente 1 giorno per il 53%, 2-3 giorni per il 29% dai 4-7 giorni il 16%.   Il 29% dei visitatori del Carnevale che preferisce soggiornare in strutture ricettive sceglie per il 29% Venezia, l’8% Mestre e Marghera, il 3% il Lido.

Il numero di turisti cosiddetti impropri, cioè coloro che visitano Venezia in giornata partendo da e tornando a una località di soggiorno anziché al proprio luogo abituale di residenza o domicilio (escursionisti propri) raggiungono la città per il 50% in treno, per il 12% con i bus di linea, il 3% in auto. Il vaporetto viene poi utilizzato dal 15%.

Un turista che soggiorna a Venezia nei giorni di Carnevale produce una spesa media giornaliera di 130,72 euro che è la stessa somma che produce il turista medio che soggiorna a Venezia anche durante gli altri periodi dell’anno. Chi dorme a Mestre o Marghera ha un valore assoluto di spesa di 94,54 euro, 108,15 euro quello che soggiorna al Lido. 

All’interno del cosiddetto 'paniere' di spesa, il turista che soggiorna a Venezia nel periodo di Carnevale interessa per il 43% l’alloggio, per il 93% cibo e bevande, per il 47% il vetro artistico e per il 28% i musei: dato quest’ultimo che fa emergere come nel periodo carnevalesco si raddoppi il numero di ingressi nei musei civici veneziani.   Il flusso economico complessivo è stato contabilizzato in circa 70 milioni di euro, che comprende la composizione interna e il valore economico complessivo generato.
 
«Questa indagine è un primo step di un lavoro più complesso e articolato che concluderemo dopo l’edizione 2015 del Carnevale – commenta Piero Rosa Salva, amministratore unico di  Vela Spa  –, ma ci fornisce già degli elementi nuovi e mai resi noti prima per quanto riguarda l’indotto economico che produce questo evento che sfata anche dei luoghi comuni dicendoci che sono oltre mezzo milione (567.000) i turisti che dormono nelle strutture ricettive del territorio comunale. Il Carnevale è il brand italiano più conosciuto a mondo, un valore aggiunto ripreso 40 anni fa con il preciso obiettivo di valorizzare l’economia della città in periodo invernale, obiettivo riuscito che ci viene confermato dai dati del nostro Ufficio Studi».