Evento pubblico
Riccardo Gavazzi protagonista di 'Campari Wall'
L’esposizione di arte contemporanea 'Human Hybrid' presso l’HQ di Gruppo Campari a Sesto San Giovanni (Mi).
Gruppo Campari e Galleria Campari rinnovano l’appuntamento con 'Campari Wall', lo spazio che propone l’esposizione temporanea di alcune opere selezionate, create da artisti contemporanei, impegnati nelle diverse forme espressive.
Dal 19 giugno al 30 settembre presso Campari Building (Via Sacchetti, 20), a Sesto San Giovanni (Mi) è Riccardo Gavazzi ad esporre 'Human Hybrid', in collaborazione con l’associazione culturale Artgallery.
L’opera è un dittico che riveste, come una seconda pelle, la parete Campari: qui l’artista intende riflettere sulla forza belluina della Natura, su quella parte irrazionale, pulsante che agita il cuore dell’essere umano e spesso anche i suoi incubi. La nuova fase artistica di Gavazzi, qui rappresentata, è lo struggente racconto di un appuntamento con qualcuno che è vitale incontrare, ma del quale non si conosce più il nome.
Gavazzi dipinge il guado esistenziale di chi non sa più chi è: Uomo o Chimera? Oppure di chi vuole forzare il proprio destino – anche solo metaforicamente – e non si accorge di stravolgere in questo modo anche l’esistenza dell’altro. Gavazzi dipinge visioni antiche e future, vede un’umanità alla deriva, corpi femminili con la testa di cervo o di betulla. La sua opera ci interroga: chi ci aiuterà a ricostruire l’umano, con la sua presenza umana?
Dal 19 giugno al 30 settembre presso Campari Building (Via Sacchetti, 20), a Sesto San Giovanni (Mi) è Riccardo Gavazzi ad esporre 'Human Hybrid', in collaborazione con l’associazione culturale Artgallery.
L’opera è un dittico che riveste, come una seconda pelle, la parete Campari: qui l’artista intende riflettere sulla forza belluina della Natura, su quella parte irrazionale, pulsante che agita il cuore dell’essere umano e spesso anche i suoi incubi. La nuova fase artistica di Gavazzi, qui rappresentata, è lo struggente racconto di un appuntamento con qualcuno che è vitale incontrare, ma del quale non si conosce più il nome.
Gavazzi dipinge il guado esistenziale di chi non sa più chi è: Uomo o Chimera? Oppure di chi vuole forzare il proprio destino – anche solo metaforicamente – e non si accorge di stravolgere in questo modo anche l’esistenza dell’altro. Gavazzi dipinge visioni antiche e future, vede un’umanità alla deriva, corpi femminili con la testa di cervo o di betulla. La sua opera ci interroga: chi ci aiuterà a ricostruire l’umano, con la sua presenza umana?


