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FCP Assointernet: a dicembre 2021 la pubblicità cresce del + 5%. Chiusura d'anno a + 17,6%. L'incremento sul 2019 è del +16%

Come sottolinea Giorgio Galantis, presidente di FCP Assointernet (nella foto): "Le analisi in termini di Device attestano a livello annuo gli ottimi risultati generati sia dagli smartphone (+18,2%) che dal comparto desktop/tablet (+17,3%). In termini di Fruizione si è particolarmente distinta la crescita dei fatturati riconducibili alle “App” (+44,1%), pur mantenendosi sostenuta anche quella relativa alla modalità “browsing” (+16%)". Tra i settori brillano Abbigliamento, Abitazione, Distribuzione, Bevande, Servizi Professionali ed Oggetti personali.

“Gli investimenti pubblicitari rilevati dalla società Reply nell’ambito dell’Osservatorio Fcp Assointernet registrano a Dicembre 2021 una crescita del + 5,0%, decimo risultato positivo consecutivo che consente di chiudere il 2021 con un incremento di indubbia soddisfazione, pari al + 17,6%" commenta in una nota stampa il presidente Giorgio Galantis (nella foto).

Le analisi in termini di Device attestano a livello annuo gli ottimi risultati generati sia dagli smartphone (+18,2%) che dal comparto desktop/tablet (+17,3%). In termini di Fruizione si è particolarmente distinta la crescita dei fatturati riconducibili alle “App” (+44,1%), pur mantenendosi sostenuta anche quella relativa alla modalità “browsing” (+16%).

L’analisi annuale per Settore merceologico evidenzia il positivo andamento di una pluralità di comparti quali: Abbigliamento, Abitazione, Distribuzione, Bevande, Servizi Professionali ed Oggetti personali. Si registra quindi a livello merceologico una sostanziale trasversalità del media digitale rispetto ai diversi settori, fattore che ne consolida ulteriormente la sua rilevanza nel media mix delle aziende.

Nel contesto sopra descritto, prosegue Galantis, spicca la capacità del media digitale di adattarsi ai cambiamenti nella fruizione dei contenuti come quelli che stiamo vivendo da circa due anni. Il positivo andamento dei fatturati del 2021 consente infatti di ottenere un rilevante +16% nei confronti dell’anno 2019, ultimo periodo temporale di confronto attribuibile ad una fase pre-pandemica”.