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Scenari

Kantar. Voglia di ripartire: italiani più positivi sul vaccino anti covid. Paura di questa nuova ondata o presa di coscienza dell’impatto economico?

Un nuovo studio internazionale della company fotografa gli orientamenti dei cittadini al vaccino. In Italia più che altrove si ritiene che la vaccinazione dovrebbe essere obbligatoria per tutti (il 54% dei rispondenti contro il 34% della Germania e il 35 della Francia).

Ci siamo. Il vaccino anti Sars-Cov-2 è alle porte. E non lo ha detto Trump via tweeter ma le borse dell’universo mondo reagendo euforicamente all’annuncio di Pfizer e BioNTech in relazione ai risultati preliminari del proprio studio clinico di fase III, decisamente migliori delle più rosee aspettative. Fin qui la cronaca degli ultimi giorni. Ma cosa pensiamo noi italiani, in un confronto con i principali paesi d’Europa e con gli USA? Come intendiamo comportarci non appena disponibili le unità di vaccino che l’Unione Europea assegnerà all’Italia? Uno studio internazionale condotto da Kantar* fotografa i nostri orientamenti e le nostre apprensioni.

È innanzitutto da segnalare che sui vaccini in generale ci sentiamo ragionevolmente tranquilli rispetto al loro profilo di sicurezza (70% dei rispondenti) e ancor di più rispetto alla loro efficacia (75%), in linea con gli altri paesi a confronto, con l’eccezione della Francia che si smarca significativamente: solo un 62% li ritiene una strategia sicura. Ciò si spiega forse col fatto che la patria di Louis Pasteur (per inciso, colui che perfezionò le tecniche di immunizzazione) ha sempre manifestato un forte scetticismo sul vaccino contro l’epatite B per una presunta correlazione causale con l’insorgenza della sclerosi multipla, e su quello contro il papilloma virus in ragione dei possibili effetti collaterali sulle donne vaccinate, astenia in primis.

Entrando nel merito dell’attuale pandemia, richiede ora una riflessione sociologica più attenta il fatto che in Italia, in controtendenza rispetto agli altri paesi analizzati e ad indagini condotte prima dell’annuncio di Pfizer e BioNTech, la propensione a vaccinarsi contro il Coronavirus sia cresciuta da giugno a novembre di 4 punti percentuali, attestandosi oggi al 78%.
Paura dell’impatto della seconda ondata sulla salute pubblica o presa di coscienza che il paese non abbia la forza di reagire economicamente al protrarsi delle limitazioni imposte dal susseguirsi dei DPCM?

“Le microimprese, quelle cioè con meno di 10 dipendenti, rappresentano il 95% delle imprese attive – ha commentato Carlo Silenzi (nella foto), CEO Italy – Health Division, Kantar. Con una struttura tanto polverizzata del tessuto economico e con un popolo di partite iva particolarmente esposto e vulnerabile, non stupisce il senso di urgenza di voltare pagina. Ciò è confermato anche dal fatto che il 77% dei rispondenti dichiari che vaccinarsi sia “il miglior modo per tornare alla vita di prima” laddove per Francia e Germania questa percentuale si attesta rispettivamente al 57% e al 67%. Forse anche per questo da noi più che altrove si ritiene che la vaccinazione dovrebbe essere obbligatoria per tutti (il 54% dei rispondenti contro il 34% della Germania e il 35 della Francia). L’Italia si percepisce come strutturalmente più fragile”.

Potenziale accettazione del vaccino COVID-19
Q: Se fosse disponibile un vaccino per proteggersi contro il Coronavirus (Covid-19), saresti intenzionato a farlo?

Da sottolineare anche che in tutti i paesi oggetto dell’indagine (Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna e USA) non è affatto trascurabile una certa preoccupazione legata alla rapidità con cui stanno sviluppando e si accingono a produrre i vaccini anti Covid19. Più o meno un intervistato su due si dichiara preoccupato, tranne in Francia dove si arriva a due su tre. Un vaccino, ancorché approvato dalle autorità sanitarie, sarebbe ritenuto sicuro solo da un intervistato su due a dispetto del fatto che le autorità sanitarie di ciascun paese rappresentano la fonte di informazione più affidabile insieme ai medici di base. Rincuora rilevare che quando si tratta di informazioni medico scientifiche, il fanalino di coda sul piano dell’affidabilità informativa sono i social media in tutti i paesi oggetto dell’indagine.

In Italia, così come in Germania e in Gran Bretagna, siamo più preoccupati di infettarci e diffondere il Coronavirus che di ricevere un vaccino i cui effetti non siano ancora completamente conosciuti.

E qual è il livello di fiducia nel governo rispetto alla capacità di prendere le giuste decisioni nel rendere disponibile un vaccino contro il Coronavirus? In Italia e Germania 3 intervistati su 4 accreditano fiducia ai rispettivi governi, 2 su 3 in Gran Bretagna e negli USA e, ancora una volta, solo il 50% degli intervistati in Francia.

Per concludere, il forte impatto che la pandemia sta avendo sull’economia italiana ed il rischio di dover recepire provvedimenti ancora più restrittivi fa crescere in noi il desiderio di adottare soluzioni risolutive, ed il vaccino sembra ora essere la strategia più promettente.