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Cambiano le piattaforme, ma il focus è sempre su cosa e come comunicare

Mario Soavi, studioso dei temi dei trend legati al mondo della comunicazione, ha spiegato che "oggi le aziende del settore media si stanno concentrando sulla produzione di contenuti su Internet. I pubblicitari si adeguano offrendo soluzioni in rete con accesso generalizzato, ma è fondamentale che non perdano di vista la loro professionalità'.

Mario Soavi (nella foto), oltre ad essere fondatore e co-gestore di MarComm.info, network digitale internazionale di professionisti nel marketing, comunicazione e design, è relatore e studioso dei temi dei trend legati al mondo della comunicazione. E' proprio in questa veste che ieri sera, nella sede di Media Consultant, ha tenuto un incontro dal titolo 'Scenario per pubblicitari', teso a mettere in luce i trend emergenti del mondo dei media e di quello della pubblicità.

In particolare, l'analisi è partita dall'osservazione dei movimenti che aziende e associazioni attive nel settore media (internet, tv/radio, stampa/outdoor, mobile) hanno compiuto nell'ultimo anno e mezzo rispetto a vari ambiti: accesso al mezzo, distribuzione di contenuti, produzione di contenuti e pubblicità. Soavi ha messo in luce come l'interesse da parte dei soggetti economici si concentri in particolare nel settore internet/produzione di contenuti.

Inoltre, è emerso come i grandi attori dello scenario media, e in particolare Yahoo!, Microsoft e Google, si stiano interessando sempre più al mobile. Ma non solo. Soavi ha spiegato infatti come la tendenza sia quella di muoversi verso una relazione one-to-one. Tutto questo è possibile anche grazie al sempre maggiore utilizzo di tecnologie open source, che garantiscono integrazione e interoperabilità.

"In breve – ha dichiarato Soavi – i grandi soggetti non solo intendono gestire i contenuti che gli individui producono, ma vogliono anche controllare i loro comportamenti sociali, per ottenere sempre più informazioni sulle persone. Vanno letti in quest'ottica fenomeni come Facebook e Myspace". 

Come risponde il mercato della pubblicità? Soavi ha mostrato che vi è un consolidamento della pubblicità online, tanto che in Gran Bretagna gli investimenti pubblicitari su internet stanno per superare quelli sulla televisione. Se da una parte la pubblicità in rete offre maggiore possibilità di scelta e maggiore controllo dell'efficienza, dall'altra comporta una minor competitività e una minore personalizzazione.

Grandi soggetti come WPP, Omnicom Group e Publicis hanno cominciato ad offrire al cliente l'opportunità di crearsi in rete la propria pubblicità personale. "Tutto questo però – ha aggiunto Soavi - non deve far perdere ai pubblicitari il focus del loro lavoro. L'accesso generalizzato alle soluzioni pubblicitarie, reso possibile dalla standardizzazione delle soluzioni pubblicitarie, causata a sua volta dalla standardizzazione tecnologica, non deve far distogliere i pubblicitari dal Cosa e Come comunicare, ovvero i due aspetti fondamentali di questa attività".

"In particolare – ha spiegato Soavi – per sapere Come comunicare, è sempre necessario conoscere scenario, tendenza e pubblico; mentre per sapere Cosa comunicare, è necessario sapere come gestire i contenuti. In particolare, va tenuto presente che oggi i clienti dei pubblicitari sono diventati dei veri e propri editori, ovvero dei distributori di informazione e conoscenza".

In conclusione, Soavi ha posto l'accento sul fatto che "c'è ancora tempo per adeguarsi ai cambiamenti che sta subendo il mercato e perciò è sbagliato concentrarsi solo sui mezzi. Occorre invece continuare a valorizzare la professione del pubblicitario, abbinando allo studio delle nuove piattaforme le tecniche pubblicitarie più efficaci".

Serena Piazzi