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Cannes. Alla Corea il Grand Prix Media per un supermarket virtuale
Dal matrimonio fra Outdoor e Mobile nasce un supermercato virtuale che vale a Tesco e all’agenzia Cheil Woorldwide di Seul il primo Grand Prix coreano nella storia del Festival. Nulla da fare per la campagna Diesel firmata BCube, unica italiana in shortlist.
(Dal nostro inviato a Cannes Tommaso Ridolfi) La ‘magnifica coppia’ costituita da Out Of Home e Mobile è alla base del Grand Prix Media 2011, assegnato dalla giuria
all’agenzia Cheil Worldwide di Seul per il supermerarket ‘virtuale’ nelle stazioni della metropolitana ideato per la catena Home Plus (appartenente al colosso Tesco).
Guarda su ADVexpress Tv il GP Media.

Una meccanica semplicissima (poster più smartphone), nata da un insight sui consumatori altrettanto semplice (i coreani sono al secondo posto
nella classifica dei maggiori lavoratori al mondo e hanno poco tempo per lo shopping), unite dall’idea davvero unica di riprodurre sui muri delle stazioni del metro i banchi di un supermercato: un display iper-realistico, in cui ogni prodotto è affiancato da un QRcode, e in cui basta puntare e cliccare con il cellulare per aggiungere il prodotto desiderato al proprio carrello virtuale. Una volta chiusa la shopping list, l’acquisto si effettua direttamente online e in pochissimo tempo si riceve la spesa a casa propria.
“La tecnologia dà ogni giorno nuova forma alla comunicazione - ha spiegato Maria Luisa Francoli, ceo MPG Worldwide e presidente della giuria dei Media Lions -: e il caso di Tesco e Home Plus ha unito in modo fantastico la nuova tecnologia, il mobile, con il mezzo più antico, l’affissione, trovando un modo nuovo di esaltare la componente di servizio e di utilità che ogni brand dovrebbe fornire ai propri consumatori”.
Il voto della giuria è stato pressoché unanime, anche perché le uniche campagne che si sono in parte avvicinate a quella coreana appartenevano alla categora delle ‘charity’ o del 'public interest',
come nel caso dell’agenzia tedesca Jung von Matt di Amburgo che ha creato per il WWF un nuovo formato di file: un pdf con l’estensione modificata in .wwf, impossibile da stampare e capace quindi, se adottato su larga scala, di salvare migliaia di tonnellate di carta.
Altro caso è quello che ha preso le mosse dalla ‘rivolta del pane’ che ha riempito le piazze di Tunisi lo scorso dicembre, facendo cadere il regime di Ben Ali: un momento di grandissima speranza per i tunisini, presto abbattuta da una serie di scioperi che ahanno causato la paralisi pressoché totale delle attività economiche del paese.

L’agenzia Memac Ogilvy Label di Tunisi ha quindi organizzato - in collaborazione con una radio, una televisione, due quotidiani, un magazine online e 6 brand commerciali - di vivere un giorno come se fosse già il 16 giugno 2014 (questo il titolo della campagna), in cui i media presentavano la Tunisia come un paese avanzato, moderno e democratico, per ridare alla popolazione la speranza perduta.
Non strettamente di pubblico interesse ma capace di toccare le corde dell’emozione sull’onda del recente dramma del terremoto giapponese e delle sue nefaste conseguenze, anche l’esempio del quotidiano locale giapponese Iwatte Nippo: proprio in un momento in cui le notizie erano al massimo della negatività e la diffusione calava, in collaborazione con l’agenzia Hakuhodo Dy Media Partners di Tokyo ha creato un servizio di ‘personalizzazione’ online del giornale attraverso il quale i suoi lettori possono pubblicare, far stampare e distribuire le ‘buone notizie’ che li riguardano. Il risultato: 2 milioni di accessi al sito, aumento dell’awareness della testata del 151%, e mantenimento del 100% della diffusione ri-guadagnata dopo il lancio dell’iniziativa.
“Tutte le campagne che abbiamo premiato - ha dichiarato James Greet, ceo Mindshare Sydney -, e in particolare quelle legate a cause sociali o ambientali, hanno dimostrato la capacità di entrare in ‘risonanza’ con le persone e allo stesso tempo sono state per noi giurati una grande fonte di ispirazione. Sono orgoglioso di poter ‘restituire qualcosa mettendole in evidenza su un palcoscenico come quello di Cannes, perché in fondo anche questo fa parte del nostro lavoro”.
Purtroppo, l’unico lavoro entrato in shortlist per i nostri colori - l’adattamento locale e dialettale della campagna Diesel ‘Be Stupid’ firmato BCube - non è riuscito ad andare oltre. E pensare che nel medagliere figurano ben 33 paesi!
Questo il dettaglio: a parte la Corea (Grand Prix e un oro), sul podio si piazzano la Germania (con 3 ori, 2 argenti e 2 bronzi), seguita dalla Gran Bretagna (2 ori, 1 argento e 6 bronzi) e dagli Stati Uniti (1 oro, 4 argenti, 1 bronzo). Dietro di loro il Giappone (1 oro e 2 argenti), la Francia (1 oro, 1 argento, 1 bronzo), l’India (1 oro e 1 argento), Portorico (1 oro, 2 bronzi), la Norvegia (1 oro, 1 bronzo), Tunisia, Olanda e Messico (1 oro ciascuno). Poi Australia (3 argenti, 1 bronzo), Brasile e Argentina (entrambi 2 argenti e 2 bronzi), Spagna (2 argenti), Belgio (1 argento, 3 bronzi), Svezia, Sud Africa e Canada (1 argento, 1 bronzo), Turchia, Singapore, Romania, Ungheria, Hong Kong e Cile (1 argento), Cina (4 bronzi), e per concludere Serbia, Russia, Repubblica Dominicana, Polonia, Guatemala e Filippine (1 bronzo).
(Nel file Excel allegato l’elenco completo delle campagne vincitrici)
all’agenzia Cheil Worldwide di Seul per il supermerarket ‘virtuale’ nelle stazioni della metropolitana ideato per la catena Home Plus (appartenente al colosso Tesco). 
Una meccanica semplicissima (poster più smartphone), nata da un insight sui consumatori altrettanto semplice (i coreani sono al secondo posto
nella classifica dei maggiori lavoratori al mondo e hanno poco tempo per lo shopping), unite dall’idea davvero unica di riprodurre sui muri delle stazioni del metro i banchi di un supermercato: un display iper-realistico, in cui ogni prodotto è affiancato da un QRcode, e in cui basta puntare e cliccare con il cellulare per aggiungere il prodotto desiderato al proprio carrello virtuale. Una volta chiusa la shopping list, l’acquisto si effettua direttamente online e in pochissimo tempo si riceve la spesa a casa propria.
“La tecnologia dà ogni giorno nuova forma alla comunicazione - ha spiegato Maria Luisa Francoli, ceo MPG Worldwide e presidente della giuria dei Media Lions -: e il caso di Tesco e Home Plus ha unito in modo fantastico la nuova tecnologia, il mobile, con il mezzo più antico, l’affissione, trovando un modo nuovo di esaltare la componente di servizio e di utilità che ogni brand dovrebbe fornire ai propri consumatori”.Il voto della giuria è stato pressoché unanime, anche perché le uniche campagne che si sono in parte avvicinate a quella coreana appartenevano alla categora delle ‘charity’ o del 'public interest',
come nel caso dell’agenzia tedesca Jung von Matt di Amburgo che ha creato per il WWF un nuovo formato di file: un pdf con l’estensione modificata in .wwf, impossibile da stampare e capace quindi, se adottato su larga scala, di salvare migliaia di tonnellate di carta.Altro caso è quello che ha preso le mosse dalla ‘rivolta del pane’ che ha riempito le piazze di Tunisi lo scorso dicembre, facendo cadere il regime di Ben Ali: un momento di grandissima speranza per i tunisini, presto abbattuta da una serie di scioperi che ahanno causato la paralisi pressoché totale delle attività economiche del paese.

L’agenzia Memac Ogilvy Label di Tunisi ha quindi organizzato - in collaborazione con una radio, una televisione, due quotidiani, un magazine online e 6 brand commerciali - di vivere un giorno come se fosse già il 16 giugno 2014 (questo il titolo della campagna), in cui i media presentavano la Tunisia come un paese avanzato, moderno e democratico, per ridare alla popolazione la speranza perduta.
Non strettamente di pubblico interesse ma capace di toccare le corde dell’emozione sull’onda del recente dramma del terremoto giapponese e delle sue nefaste conseguenze, anche l’esempio del quotidiano locale giapponese Iwatte Nippo: proprio in un momento in cui le notizie erano al massimo della negatività e la diffusione calava, in collaborazione con l’agenzia Hakuhodo Dy Media Partners di Tokyo ha creato un servizio di ‘personalizzazione’ online del giornale attraverso il quale i suoi lettori possono pubblicare, far stampare e distribuire le ‘buone notizie’ che li riguardano. Il risultato: 2 milioni di accessi al sito, aumento dell’awareness della testata del 151%, e mantenimento del 100% della diffusione ri-guadagnata dopo il lancio dell’iniziativa.“Tutte le campagne che abbiamo premiato - ha dichiarato James Greet, ceo Mindshare Sydney -, e in particolare quelle legate a cause sociali o ambientali, hanno dimostrato la capacità di entrare in ‘risonanza’ con le persone e allo stesso tempo sono state per noi giurati una grande fonte di ispirazione. Sono orgoglioso di poter ‘restituire qualcosa mettendole in evidenza su un palcoscenico come quello di Cannes, perché in fondo anche questo fa parte del nostro lavoro”.
Purtroppo, l’unico lavoro entrato in shortlist per i nostri colori - l’adattamento locale e dialettale della campagna Diesel ‘Be Stupid’ firmato BCube - non è riuscito ad andare oltre. E pensare che nel medagliere figurano ben 33 paesi!
Questo il dettaglio: a parte la Corea (Grand Prix e un oro), sul podio si piazzano la Germania (con 3 ori, 2 argenti e 2 bronzi), seguita dalla Gran Bretagna (2 ori, 1 argento e 6 bronzi) e dagli Stati Uniti (1 oro, 4 argenti, 1 bronzo). Dietro di loro il Giappone (1 oro e 2 argenti), la Francia (1 oro, 1 argento, 1 bronzo), l’India (1 oro e 1 argento), Portorico (1 oro, 2 bronzi), la Norvegia (1 oro, 1 bronzo), Tunisia, Olanda e Messico (1 oro ciascuno). Poi Australia (3 argenti, 1 bronzo), Brasile e Argentina (entrambi 2 argenti e 2 bronzi), Spagna (2 argenti), Belgio (1 argento, 3 bronzi), Svezia, Sud Africa e Canada (1 argento, 1 bronzo), Turchia, Singapore, Romania, Ungheria, Hong Kong e Cile (1 argento), Cina (4 bronzi), e per concludere Serbia, Russia, Repubblica Dominicana, Polonia, Guatemala e Filippine (1 bronzo).
(Nel file Excel allegato l’elenco completo delle campagne vincitrici)

