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CANNES. Bertini (Promo&Activation): Lavori italiani penalizzati da presentazioni poco efficaci
Cannes. Raffaella Bertini, head of digital planning Leagas Delaney e giurata italiano nella sezione Promo&Activation, commenta così i risultati raggiunti dal nostro Paese nella categoria: "Le modalità di presentazione non hanno valorizzato alcune campagne italiane che invece avrebbero meritato più considerazione. In generale, credo ci siano parecchi lavori iscritti nella sezioni sbagliate, sarebbe necessario rivedere alcune categorie. Mobile e Facebookla fanno da padrone".
(Dalla nostra inviata Serena Piazzi). Raffaella Bertini, head of digital planning Leagas Delaney e giurata italiano nella sezione Promo&Activation, preferisce raccontarci le sue impressioni e parlare delle tendenze in atto piuttosto che commentare i risultati raggiunti dall'Italia nella categoria. Risultati brillanti, peraltro, dal momento che il nostro Paese si è aggiudicato 1 leone d'Oro assegnato alla campagna 'Integration day' di Saatchi&Saatchi per il World Down Syndrome Day di Coordown Onlus, oltre a 1 Argento e 1 Bronzo per The beauty of a second' di Leo Burnett Milan per Montblanc International (vedi notizia correlata)."Non mi stupisce il fatto che gli stessi progetti abbiano vinto Leoni sia in Promo&Activation, che in Direct e Pr - ha dichiarato Bertini ad ADVexpress -. D'altra parte, si tratta di categorie per certi versi affini e inoltre Promo& Activation è una sezione molto ampia, nella quale sono iscritti lavori anche molto diversi l'uno dall'altro. Anzi, credo sarebbe opportuno che queste sezioni vengano riviste e definite in modo più preciso, perchè abbiamo notato che molti lavori vengono iscritti nelle sezioni sbagliate. Anzi, consiglio a chi volesse partecipare l'anno prossimo di studiare attentamente le shortlist 2012, in modo da non cadere in errore".
In merito ai trend rilevati in Promo & Activation, Bertini ha affermato: "La qualità dei progetti era molto alta, soprattutto ho visto molti bei lavori iscritti da Giappone e Cina. Sicuramente mobile e Facebook sono due delle principali tendenze rilevate, insieme alla prevalenza di lavori divertenti. Quest'anno sono stati premiati i lavori di grande respiro, che potrebbero essere declinati anche a livello internazionale e credo siano stati penalizzati i brand più 'ludici', per i quali è più facile sviluppare progetti originali, a favore di marchi meno avvezzi a questo tipo di iniziative: non è un caso che il Grand Prix sia stato assegnato ad American Express per la campagna 'Small business gets an official day' di Crispin Porter & Bogusky Boulder/Digitas New York. Inoltre, i progetti in gara non erano sostenuti da budget particolarmente ingenti: praticamente nessuno superava i 300mila euro di investimento".
"Tornando all'Italia - ha continuato Bertini -, credo che alcuni lavori siano stati penalizzati da presentazioni poco efficaci, che non li hanno valorizzati. Dopo l'ingresso in shortlist, ogni progetto è stato valutato su una scala da 1 a 9 per creatività, capacità di engagement, esecuzione e risultati e, dovendone valutare molti, le modalità di presentazione delle case history hanno giocato un ruolo fondamentale per ottenere un buon voto da parte dei giurati".

